DALL’ACQUA ALLE SOSTANZE NUTRITIVE.

Eh si !

Ne è passato del tempo da quando credevo che in casa si potesse coltivare ogni tipo di orchidea.

Fertilizzanti orchidee

Quando sentivo parlare di serre, di impianti da osmosi inversa, di strumenti per misurare pH e conduttività dell’acqua, di dosi variabili di fertilizzante NPK etc, provavo un senso quasi di “fastidio”…

Eppure ora sto per realizzare la mia serra, ho un impianto ad osmosi inversa e raramente raccolgo l’acqua piovana, misuro la “qualità” e i “valori” dell’acqua, doso il fertilizzante a seconda della esigenza della pianta.

Eraclito diceva :”non c’è nulla di immutabile tranne l’esigenza di cambiare”. Io meno filosoficamente e più prosaicamente dico che “solo i cretini non cambiano mai idea! 🙂  🙂 ”

Chi mi conosce sa quanto abbia combattuto contro le condizioni ambientali del mio appartamento, della dura lotta che ho fatto contro la scarsa umidità dello stesso, consapevole che tutto quanto ho sino ad ora ottenuto, in un attimo di disattenzione potrebbe venir vanificato.

Premesso tutto ciò, rammento sempre che chi legge questo blog coltiva principalmente in una situazione domestica.

Cominciamo quindi a dare delle informazioni inerenti le sostanze nutritive “contenute” all’interno dei fertilizzanti e a parlare (in un prossimo articolo) dell’impianto ad osmosi inversa per avere un ottima acqua quale base di partenza.

Acqua da osmosi inversa

Come all’uomo servono le proteine, i carboidrati, i grassi e altre sostanze contenute negli alimenti, alle nostre orchidee servono dei macroelementi – e cioè degli elementi “primari” – per farle vivere e crescere, i quali devono essere assorbiti in quantità non indifferenti. Importanti sono anche i microelementi che devono essere assorbiti in quantità piccolissime ma necessarie per renderle rigogliose e piene di fiori.

Quali sono quindi i macroelementi e a cosa servono?

I fertilizzanti (io uso quelli in polvere) portano sempre ben impressa la scritta NPK e identificano l’elemento predominante o contenuto in maniera più elevata degli altri.

L’azoto (N) serve alla pianta per far crescere e sviluppare sia la parte aerea che quella radicale, soprattutto nelle piante giovani. Per questo lo uso nei mesi primaverili. Se in un orchidea si nota un lento sviluppo dei germogli e più in generale della pianta, se il suo colore rasenta il verde chiaro quasi sempre è sintomo di carenza di azoto.

Etichetta di fertilizzante con azoto prevalente

Il Fosforo (P) è invece uno dei macroelementi essenziali per le orchidee ed e sicuramente molto usato in quanto favorisce la formazione dei fiori, lo sviluppo delle radici e dei germogli. Nella stragrande maggioranza delle orchidee viene consigliato nei mesi di fine estate – inizio autunno e cioè prima della consueta fioritura della stragrande maggioranza delle orchidee.

Il Potassio (K) invece incide notevolmente sull’intensità dei profumi (anche se non tutte le orchidee profumano 🙂  ) e sulla colorazione dei fiori, oltre a rendere le parti della pianta più forti e resistenti .

Per finire da precisare che nei mesi che non siano quelli primaverili o autunnali, uso sempre un fertilizzante bilanciato e cioè con percentuali uguali di azoto, fosforo e potassio.

E con questo si conclude questa prima parte, trattata sicuramente in maniera molto generica ma sicuramente con degli spunti basilari, che si devono conoscere per coltivare al meglio le nostre “amate” orchidee

Un commento su “DALL’ACQUA ALLE SOSTANZE NUTRITIVE.”

  1. Io sono ancora al punto in cui mi sfastidio all’idea di non poter utilizzare la normale acqua del rubinetto per innaffiare le mie orchidee, ma sono anche molto infastidita dal cloro che trovo nell’acqua quasi tutte le mattine… A breve uno dei due fastidi avrà la meglio sull’altro! ?

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