VIVA GLI PSYCO. (esperienze di coltivazione)

La forma del fiore ed il colore cosi acceso tra il giallo e l’arancione, hanno reso questa pianta da subito molto affascinante e fantastica per me, nel fiore rivedo un fuoco d’artificio. Così mi sono lanciato in una nuova avventura, ne ho acquistata una priva del fiore ma con lo stelo formato; vorrei far scoppiare tante folgoranti esplosioni……. sto parlando  della  Psychopsis papilio/mariposa.

Per l’esattezza la mia pianta, inizio febbraio 2018, in etichetta riportava la scritta PSYCHOPSIS MARIPOSA ‘SPECIAL’ e non conoscendo le sue necessità ambientali, così ben riportate da Gioacchino, ho ….. commesso alcuni errori. Avevo deciso di metterla assieme alle Vanda, in una piccola serretta, in cui ho alte temperature  e alti valori di umidità (temperature di marzo 30 gradi con minime di 17 e umidità anche 80%, accompagnate da frequenti nebulizzazioni).

Una cosa era certa avevo letto che era una pianta difficile da coltivare per via dei  marciumi radicali a cui va soggetta. Quindi per evitare possibili ristagni di acqua dovuti alle frequenti spruzzature in serretta, ho deciso di praticare una serie di fori nel vaso ….come si dice meglio asciutta che annegata ….. sapendo anche, che non ama i rinvasi non l’ho estratta dal vaso e cosi, riscaldato un cacciavite, ho praticato i buchi, facendo attenzione ma rischiando di bruciare le radici.

La pianta inizialmente immobile ha deciso, dopo due/tre mesi, di svegliarsi  emettendo delle piccole nuove vegetazioni alla base del vecchio pseudobulbo (quindi le condizioni della serretta sembrano adatte)       

mentre lo stelo a fiore comincia a seccare, elimino pertanto la parte secca, sperando in una fioritura secondaria/laterale.

 

Tutto procede bene, arrivati ad agosto, la crescita delle parti nuove prosegue evidenziandosi le foglie e il rigonfiamento dello pseudo bulbo ; ma ancora nessun fiore, forse non dovevo tagliare la parte secca dello stelo fiorale.

Arrivati ad ottobre 2018, le temperature si abbassano velocemente la sera, siamo arrivati a pochi gradi sopra i 10°, mentre con il sole, di giorno, è abbondantemente sopra i 20.

 

Ormai lo stelo è completamente secco le vegetazioni hanno differenziato anche la seconda foglia, tutto procede bene.

 

 

 

 

 

Novembre, IL DRAMMA!

I primi di novembre improvvisamente e velocemente una foglia giovane nata da un nuovo pseudobulbo comincia ad ingiallire dalla base, proprio dallo pseudo bulboSulle radici è comparsa una strana patina bianca ed il vaso rimane stranamente pesante, nonostante abbia ormai smesso di annaffiarlo. Non rimane che capire,  rimane una sola soluzione……..svasiamoIl substrato appare bagnatissimo, deteriorato e compatto, le radici scure vuote e marce. All’interno del della massa trovo anche dello sfagno, che ovviamente manteneva umidità e acqua proprio nel mezzo delle radici.Appena toccato il piccolo pseudobulbo con la foglia gialla si stacca, mostrando una bella macchia nera nella parte inferiore. La parte della pianta in cui era attaccato questo piccolo getto è nera umida e morbida.

      

Comincia la pulizia della pianta e fortunatamente trovo anche delle radici belle bianche e sode, oltre a quelle marroni e vuote. Inoltre c’è un piccolo pseudobulbo in formazione………..momenti di speranza.

      

Ecco quel che rimane della pianta dopo aver levato tutti i butti malati, le radici vuote e marce. Vedendo la dimensione delle radici subito mi oriento per il nuovo travaso per del bark di media -piccola pezzatura ed anche della perlite tutti materiali che facilitano il drenaggio dell’acqua, facendo respirare le radici. Inoltre assicuro la pianta al vaso con del filo plasticato da giardinaggio, vi sono poche radici per mantenerla stabile e ferma.

         

Bisogna fare molta attenzione alle bagnature con questa pianta ……….ben lo dice Gioacchino nella scheda di coltivazione.

Inizio Gennaio 2019 ennesimo ingiallimento di una foglia anche se non è cosi netto e nitido come la precedente, potrebbe essere vecchiaia o semplicemente trauma da travaso o non avere più nessuna radice attaccata, in effetti è lo pseudobulbo più vecchio, quello che aveva lo stelo ha fiore quando acquistai la pianta e che poi ho tagliato (direi a questo punto, visto la non fioritura secondaria,  direi erroneamente). Prendo tempo prima di intervenire nuovamente, non voglio rovinare ulteriormente le poche radici rimaste e non credo sia marciume; sono più propenso ad una mancanza di radici.

       

Febbraio e Marzo 2019 il piccolissimo pseudo bulbo, trovato durante la pulizia delle radici, si muove e cresce ……c’è speranza. Il vecchio pseudobulbo, l’originario, si e staccato e l’ho sfilato.

Ottobre 2019 continua la crescita del piccolo bulbo con emissione anche della seconda foglia.

Ancora niente fiori, nessuna esplosione, ma che pianta forte e quanta voglia di vivere.

Questa è per ora la mia avventura con lo Psychopsis mariposa ‘SPECIAL’……….

ma…….non mi sono fermato sempre nel 2018 affascinato da questa pianta, a Maggio, acquistai la varietà ‘ALBA’ o più precisamente P. kalihi mountain alba 

   

una pianta piccola ma con una forza enorme in grado di emettere uno stelo lungo, fine ed esile con in cima un fiore dai toni decisamente meno arancioni ma da una forma particolare …..ha le antenne!. Un fiore che ricorda, a me, una testa di drago, un fiore che misura 9×4,5 cm, 9 cm dall’antenna centrale fino alla base della “bocca del drago” al labello e  4.5 cm distanza tra i due sepali, quelli a destra e sinistra del labello.

Attualmente, Ottobre 2019, ho un drago a tre teste, che spettacolo !    

Anche con questa pianta ho avuto dei problemi: inizialmente i bocci non riuscivano ad aprirsi, si formavano,acquisivano la colorazione gialla ma non riuscivano a distendere i petali, diventando pian piano marroni per poi cadere.  Problema derivante da un’eccessiva umidità non compensata da sufficiente ventilazione (come la special l ho messa in serretta). La soluzione è stata inizialmente dirigere verso il fiore, il vento prodotto da una ventolina da pc, successivamente ho levato la pianta dalla serretta, riducendo così  l’umidità e permettendo al fiore di stirarsi.

Le condizioni ambientali erano più adatte in serretta, tanto da far sviluppare uno stelo secondario a fiore.    

Dopo diverse fioriture, in successione, lo stelo originario appariva finito con tante  foglie, secche e piccole, appressate all’apice tanto da farlo apparire finito e secco.

Invece da un esame piu approfonditò all’interno delle foglie secche risulta una punta verde ancora attiva, quindi non da tagliare assolutamente. Errore probabilmente commesso nello special

 

 

Le fioriture si sono succedute sia all’interno della serra con la modifica, sia all’interno dell’appartamento dove la pianta  passerà tranquillamente l’inverno. La puntina verde dello stelo a fiore principale è diventato un bellissimo fiore. 

    Novembre 2018

Gennaio 2019,

problema per l’alba, siccome l’ho tenuto nelle stesse condizioni dello special, ha manifestato analogo inconveniete…..troppe annaffiature e troppo ravvicinate.

        

Un rapido travaso con cambio di substrato, ma con le dovute cautele per via dello stelo a fiore presente e, la pianta riparte con forza…fioritura di marzo aprile 2019

        

Le fioriture si sono susseguite fino ad arrivare alle tre teste di drago. Una pianta veramente forte.

 

saluti

CLASSIFICAZIONE E SUDDIVISIONE DEI PAPHIOPEDILUM IN BASE ALLE LORO ESIGENZE E CARATTERISTICHE – Come coltivarli.

Lo scorso anno dopo 40 anni di appassionata attività, la “Riboni Orchidee” ha cessato la stessa, e il Signor Riboni Alfredo è andato meritatamente in pensione. Le sue orchidee hanno riempito molte abitazioni (compresa la mia!) e serre ma soprattutto molto ho appreso dai suoi preziosi consigli .

In rete si trova molto sulla coltivazione dei PAPHIOPEDILUM, comunemente conosciuti come “pantofole di Venere”, ma la scheda più completa ed esaustiva, che ci fa capire quale sia il Paphiopedilum più idoneo alla nostra abitazione e al nostro modo di coltivare a mio modesto parere era quella che si trovava sul sito del Signor Riboni ( pubblicata inoltre anche sul bollettino nr. 1 del 2015 dell’Associazione Lombarda Amatori Orchidee) .

Su mia richiesta il testo mi è stato cortesemente trasmesso e di seguito la condivido considerandolo una “pietra miliare su questa specie”.

Nel mondo delle Orchidee il Signor Riboni ha lasciato un vuoto. Buona pensione Signor Riboni. Grazie per tutto Alfredo!

PAPHIOPEDILUm – COME COLTIVARLI di Riboni Alfredo.

Genere comprendente circa 80 specie, il numero può variare in funzione dei tassonomisti che le inseriscono come genere a sè stante o come varietà.

Sono distribuite in tutto il sud-est asiatico, India, nelle isole del Pacifico, sud della Cina, Vietnam e vivendo ad altitudini molto variabili le loro esigenze climatiche sono molto diverse.

Tutte le specie sono comprese nell’allegato I° della CITES, la convenzione di Washington per la protezione della flora e della fauna, tutto il genere è strettamente protetto ed è vietata la raccolta in natura. Fortunatamente è un genere largamente riprodotto artificialmente.

Sono piante erbacee, senza pseudobulbi, che producono al centro di ogni vegetazione (che può variare da qualche centimetro ad oltre un metro) uno stelo florale che partendo da pochi cm. può arrivare ad oltre un metro, portando da uno a circa 15 fiori. Questi possono essere di dimensioni molto variabili: da qualche cm. per il Paph. helenae a petali di oltre un metro per alcuni cultivar di Paph. sanderianum. Un corto rizoma unisce ogni vegetazione, solo alcune specie (Paph. druryi, Paph. armeniacum Paph. micranthum) quando le piante sono adulte, tendono a sviluppare un rizoma più marcato.

In natura i Paphiopedilum sono quasi tutti terrestri, crescono nei detriti vegetali nella parte superiore del terreno, in anfratti rocciosi calcarei. Qualche specie , invece, come epifite sui tronchi ricchi di muschio e sui rami più bassi.

Suddivisi per comodità in quattro grandi gruppi a seconda delle loro caratteristiche, si differenziano notevolmente gli uni dagli altri.
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DENDROBIUM PHALAENOPSIS (scheda tecnica).

Una orchidea molto comune, appartenente alla numerosa famiglia dei dendrobium, è sicuramente il dendrobium phalaenopsis.

Come per le nostre amiche phal, esistono numerosissimi ibridi di questa specie, fiori dai svariati colori, compreso quello che più amo che è di un marron scuro – quasi nero – visto alcuni anni fa presso un associazione.

Il loro modo di coltivazione è simile a quello delle più comuni phal.

Generalità

E’ una pianta da “serra calda” in quanto vive in natura in alcune zone tropicali con estati calde, umide e bagnate ed inverni sempre temperati ma asciutti.

A differenza di altri dendrobium non necessita di periodo di riposo, quindi va sempre irrigato durante l’anno, magari con meno frequenza dell’estate ma sicuramente almeno una volta alla settimana anche l’inverno. Leggi tutto “DENDROBIUM PHALAENOPSIS (scheda tecnica).”

CYMBIDIUM

Cymbidium  tra le orchidee più facilmente reperibili in commercio, prima molto amate e diffuse, oggi passate in secondo piano, sorpassate dalle Phalaenopsis e da altre orchidee più contenute; si ritrovano nelle festività invernali e primaverili, nei negozi di fioristi o nei garden center sia come piante sia come fiori recisi È facile regalarne o riceverne uno in regalo proprio per la bellezza della loro fioritura. La sua ammirazione decade quando, passata la fioritura, tale pianta, a differenza delle altre ci appare più grande ed ingombrante rispetto a quando era in fiore ed inoltre, non si sa esattamente come trattarla, il che ci porta ad abbandonarla in un angolo della casa o meglio in balcone

Leggi tutto “CYMBIDIUM”

DENDROBIUM KINGIANUM (scheda di coltivazione)

Sul Dendrobium Nobile Simone ha già scritto un esaustiva “esperienza di coltivazione”.

Di seguito, apprestandomi a regalare una pianta di Dendrobium Kingianum a Raffaella del – club degli epifolli – qualche consiglio per la sua coltivazione.

Da premettere che i Dendrobium si suddividono in 7 gruppi, a seconda di dove vivono e quindi delle loro esigenze climatiche, che devono essere conosciute in quanto incidono sul modo di coltivazione. Il Dendrobium Nobile ( clima monsonico fresco) e il Kingianum (clima semi-temperato Australe) sono, per quanto riguarda il periodo di riposo invernale, quindi “quasi simili, ma a differenza del primo, per il kingianum – durante l’inverno – il periodo di riposo dura meno e, quando ci sono giornate di sole una leggera nebulizzazione del substrato e delle foglie ogni 15/20 giorni la faccio, in quanto un substrato troppo bagnato con basse temperature farebbe soffrire la pianta. Leggi tutto “DENDROBIUM KINGIANUM (scheda di coltivazione)”

PSYCHOPSIS (scheda di coltivazione)

Lo Psychopsis è sicuramente una delle mie tre orchidee preferite.

Se ne trovano di molte”varietà” (per usare un termine che non ha nulla di “tecnico” e che farà inorridire gli specialisti botanici), ma sicuramente le più commercializzate sono il mariposa Kalihi Alba e lo Psychopsis mariposa Green Valley oltre a quello che penso sia sicuramente un ibrido denominato “Special” o “Peloric” ( quello che non ha le “antenne”).

Tutte le specie o gli ibridi di questa pianta sono molto simili e qui sicuramente non vogliamo entrare nella tassonomia identificativa delle piante.

La cosa che più colpisce di questa pianta – e che suscita ammirazione da parte dei profani ma anche degli estimatori – è la forma e le dimensioni del fiore…. Sembra una farfalla, con lunghe antenne e stupendi colori. Leggi tutto “PSYCHOPSIS (scheda di coltivazione)”

EPIDENDRUM RADICANS (scheda di coltivazione)

L’epidendrum Radicans è stata una delle mie prime orchidee essendo facilissima da coltivare.

In rete si trovano molte notizie contrastanti sulla sua coltivazione.

Come non mi stancherò mai di ripetere… Informatevi sul suo habitat naturale, osservate la pianta e analizzate il vostro ambiente e poi, se volete, prendete spunto dalle nostre note di coltivazione fatta in casa. Le schede di coltivazione sono il punto di partenza, dovrebbero essere utilizzate solo come guida e dovrebbero essere adattate alle proprie esigenze. Per questo riprendo qui un vecchio mio intervento, aggiornato dopo qualche anno della coltivazione dell’Epidendrum Radicans.

Questa la mia esperienza e come la coltivo con discreto successo.

Generalità.

Mi aveva colpito il fatto che i fiori fossero tutti raggruppati in palle nella parte più alta della pianta, oltre al fatto che fosse comunemente commercializzata in quattro “vivaci” colori e cioè il rosso, l’ arancione, il giallo e il viola. Ma ve ne sono anche di altri colori essendo questa pianta presente con centinaia di “specie” diverse. Leggi tutto “EPIDENDRUM RADICANS (scheda di coltivazione)”

CAPIRE IL DENDROBIUM NOBILE

di Simone

Voglio raccontarvi la mia esperienza di coltivazione di un’altra orchidea, facilmente reperibile nei punti vendita più comuni, il Dendrobium Nobile.

E’ una pianta bella e robusta, si presenta come un insieme di fusti eretti e gonfi su cui sono, a distanza quasi regolare, visibili dei nodi; che la fanno assomigliare a delle canne di bambù.
Per meglio coltivare tale pianta è utile capire il suo ambiente naturale India, Nepal, Cina meridionale, tale luogo, è interessato dei monsoni tropicali che portano forti ed abbondanti piogge durante il periodo di crescita e sviluppo delle piante (primavera-estate); mentre la stagione rigida e fresca, è caratterizzata solo da fitte nebbie mattutine e scarse precipitazioni. Inoltre durante il periodo freddo i grandi alberi a foglia decidua su cui vive questa pianta (è pianta epifita), perdono le foglie pertanto i Dendrobium sono investiti da un considerevole aumento di luminosità. Arrivano ad avere una maggiore illuminazione nell’ inverno piuttosto che nella stagione di sviluppo. Leggi tutto “CAPIRE IL DENDROBIUM NOBILE”

COME E QUANDO BAGNARE LE ORCHIDEE.

Una delle domande che spesso ci fanno è : “quando devo dare acqua e in che modo alla mia orchidea?”

La risposta ovviamente varia… perché dipende da tante variabili, quali la specie, il nostro ambiente etc.

Come possiamo leggere dalle nostre schede di coltivazione, l’irrigazione cambia, ad esempio se la nostra orchidea è una è una phalaenopsis, una Coelogyne Cristata, una Cattleya, una Fredclarkeara After Dark o un Dendrobium Nobile che hanno tutte delle esigenze di irrigazione diverse essendo specie diverse..

Per questo si dovrebbe conoscere il loro habitat naturale, per poter così imitare o avvicinarsi il più possibile a quello che la natura e il loro clima offre spontaneamente.

Ci sono orchidee che necessitano sempre di un substrato umido, alcune per il quale lo stesso deve completamente asciugare tra una irrigazione e l’altra, altre che in determinati periodi non vanno assolutamente bagnate.

Leggi tutto “COME E QUANDO BAGNARE LE ORCHIDEE.”

FREDCLARKEARA AFTER DARK – L’ ORCHIDEA NERA ! (scheda di coltivazione)

Scheda di coltivazione dedicata a Francesca.

Con la Coelogyne Cristata condivide sicuramente il podio delle mie orchidee preferite.

Per il colore, per la forma dei fiori, per il profumo degli stessi e perché ho dovuto veramente studiare per farla fiorire, ma soprattutto per capirla.

Se capita… è una pianta semplicissima e che, per almeno un terzo dell’anno, non dovrete neppure guardare!

Si tratta di un ibrido ottenuto dalla Mormodes Paint Desert x la Catasetinae Donna Wise.

Nella corrispontenza tenuta con Fred Clarke – dI Sunset Valley Orchids – ho avuto ottimi consigli, anche se alcuni ho dovutio adeguarli alle mie esigenze ambientali.

Come tutte le Catasetine ha un periodo di crescita (vegetativa e poi floreale) e un periodo di riposo denominato dormienza.

Il ciclo annuale della pianta si può suddividere nel seguente modo : Leggi tutto “FREDCLARKEARA AFTER DARK – L’ ORCHIDEA NERA ! (scheda di coltivazione)”