DENDROBIUM NOBILE… RINVASO E MOLTIPLICAZIONE !

Manca poco alla primavera, la stagione giusta per rinvasare il nostro Dendrobium Nobile , e in genere tutte le orchidee.

Come richiesto da alcuni commentatori, che hanno trovato molto utile l’artico di Simone sul Dendrobium Nobile, come promesso parliamo di rinvaso e di come avere nuove piante.

Il rinvaso.

Su moltissimi siti troverete scritto che il rinvaso (sia essa operazione di routine o di emergenza) va fatto in tre casi e cioè:

a) quando il vaso è diventato troppo piccolo per contenere le radici della pianta.

b) quando il substrato si decompone o perde la sua naturale caratteristica (ad esempio il bark tende a diventare polveroso e perciò, il suo ph si modifica)

c) quando la pianta è in sofferenza per marciscenza delle radici.

ma io ne aggiungo un quarto e cioè:

d) quando il substrato non si addice alle vostre condizioni ambientali e di coltivazione.

Generalità.

A mio modesto parere il substrato commerciale in cui sono venduti la stragrande maggioranza dei Dendrobium Nobile è, a dir poco, nocivo per i coltivatori profani.

Quel mix di sfagno, fibra di cocco (alle volte ci trovo pure torba!!!) etc., che lo rende simile ad un terriccio molto compatto, e che trattiene l’umidità internamente al vaso per moltissimi giorni, se non settimane, è l’ideale per i commercianti e coltivatori professionisti, ma deleterio per la stragrande maggioranza dei “clienti”, e cioè di noi amanti di questa specie. Non per nulla, la stragrande maggioranza dei Dendrobium Nobile finisce nella spazzatura dopo la fioritura, facendo la felicità di molti commercianti e di ipermercati !

Come per tutte le orchidee per decidere il substrato si deve conoscere il loro habitat naturale ( ma soprattutto il nostro 🙂 ) e cioè le nostre condizioni ambientali e il nostro modo di coltivarlo.

Il Dendrobium Nobile è una pianta epifita e cresce sui rami degli alberi, ma non è raro trovarlo come pianta litofita e cioè che cresce negli anfratti delle rocce. In Asia, nelle zone dove piove molto e l’umidità non è sicuramente quella delle nostre case, l’ho visto su rocce muschiose, in altre zone, dove magari piove meno, cresce in substrati umidi anche alle basi degli alberi, dove le foglie cadute formano uno strato di “humus” molto umido. Si tenga pero’ sempre presente che l’aria e il ricircolo della stessa in natura vi è sempre…. molto meno nei nostri appartamenti!

Ecco perchè personalmente preferisco coltivarlo in semplice bark piccolo con l’onere di fare qualche annaffiatura in più, piuttosto che avere un substrato sempre umido a rischio marciscenza della pianta.

Come ben spiegato da Simone nel suo articolo, il Dendrobium Nobile in primavera estate – e cioè nel periodo di crescita delle nuove canne – deve essere bagnato molto in modo che le stesse arrivino a maturazione per la fine del ciclo vegetativo e cioè prima dell’inizio del periodo di riposo che coincide con il nostro inizio o tardo autunno.

Detto questo ci dobbiamo sempre fare la stessa domanda e cioè quali sono le nostre condizioni di coltivazione?

Diversa è la coltivazione se siamo in riva ad un fiume o ad un lago, se coltiviamo in serra o in un appartamento, magari con impianto di riscaldamento centralizzato. Diverso è l’inizio del riposo, se abitiamo nel nord o nel sud dell’Italia!

All’interno dello stesso appartamento, dove la luce, l’umidità e la temperatura magari non sono costanti, il comune “terriccio” dei Dendrobium Nobili è molto pericoloso ed è facile sbagliare… e se si sbaglia le radici marciscono.

Ecco perchè consiglio, a chi coltiva in appartamento, di coltivarlo in semplice bark di pezzatura piccola!

Come si procede per effettuare un rinvaso?

Prima di tutto si deve dire che il rinvaso quale operazione di routine, va fatto preferibilmente durante la primavera o quando le temperature sono divenute miti e – comunque – sempre a fine fioritura, in modo che le piante non soffrano ne per il troppo caldo ne per le temperature fredde e la scarsità di luce, caratteristiche della stagione invernale.

Una volta deciso che tipo di materiale volete usare per “dimorare” nuovamente la vostra pianta, se decidete di usare del bark commerciale (per l’orchiata il discorso è diverso) lo stesso va messo in ammollo in acqua (possibilmente piovana o demineralizzata) al fine di idratarlo ed eliminare eventuali impurità e/o quell’odiosa polvere che potrebbe formare una pericolosa “melma” in fondo al nuovo vaso. Personalmente lo lascio in ammollo per circa 24 ore e poi lo faccio asciugare all’aria.

Siccome le radici del Dendrobium Nobile sono molto fini, prima di usare solo e semplicemente Orchiata , facevo coincidere con l’ammollo del bark l’irrigazione della pianta. Così facendo le sue radici diventano morbide e si evitano le rotture delle stesse al momento del rinvaso.

Estraendo delicatamente la pianta liberate con attenzione le radici da tutto il vecchio substrato mettendo la parte radicale sotto l’acqua corrente, possibilmente tiepida ( non calda mi raccomando!).

Molte volte, al centro della pianta, si può trovare un “cestino” di fibra di cocco (come si può intravedere nella prima pianta della foto sopra) … che per non vanificare lo sforzo del rinvaso va tolto. Basta semplicemente schiacciarlo con le dita e si “sgretolerà” come tutto il restante terriccio.

Questa è l’occasione per controllare le radici (le radici morte si riconoscono perché sono, di solito, marroni e vuote) eliminando sicuramente quelle morte o in fase di marciscenza con un paio di forbici, ben affilate e disinfettate con candeggina – (l’alcol non è così potente contro i batteri) – o con una fiamma. Devo però dire, che nel mio caso, stando molto attento alle irrigazioni, non ho mai riscontrato nei miei numerosi Dendrobium nessun problema, e nel caso ci fossero radici morte o in via di marciscenza, tagliatele con lame sterilizzate e cauterizzatele con “Cicatrene crema” o con un pizzico di cannella in polvere. Se avete dovuto tagliare, al fine che i tagli si cicatrizzino, per almeno 10 giorni non bagnate la pianta e nell’eventualità ve ne fosse bisogno, nebulizzate le foglie.

Ed eccoci al momento fatidico.

In fondo al vaso vuoto, di solito, metto un paio di cm di argilla espansa e un paio di cm di bark grosso.
Posiziono quindi la pianta nel vaso e, mantenendo la pianta ben ferma, comincio a mettere delicatamente il bark di pezzatura piccola sopra e tra le radici, battendo di tanto in tanto il vaso al fine che il substrato si compatti molto bene alla pianta.

I Dendrobium nobile, come ben sapete, hanno canne molto lunghe – e la base delle stesse – è di solito molto piu’ fine del resto del “fusto”.
Al fine che la pianta sia ben stabile nel vaso, questa è anche l’occasione per posizionare gli eventuali sostegni o bastoncini direttamente nel vaso, anche se io, incurante dell’estetica, nel caso decida di farlo preferisco assicurarli allo stesso con del nastro da
pacchi. Una volta che il tutto si è consolidato e quando la pianta avrà emesso nuove radici che le permetteranno l’ancoraggio si potranno togliere.

Nella foto sopra due canne fiorite da due ex keiki di quest’anno … senza sostegno!

I keiki .. nuove piante a costo zero!

Quella che vedete a fianco è una pianta di quest’anno…. estratta appositamente (anche se non si dovrebbe 🙂 ) per la stesura di questo articolo.

Quando si eliminano le vecchie canne dei vecchi pseudobulbi si tenga presente che la loro eliminazione va effettuata solo se le stesse sono secche o sicuramente morte o in via di marciscenza.

Personalmente, sino ad ora, non lo ho mai fatto. Perchè?

Pur essendo molto vecchi ( si veda la prima foto di quella che considero la pianta madre di tutti i miei Dendrobium e che è con me da 4 anni) gli stessi nel corso degli anni mi producono qualche Keiki che poi trasformo in nuove piante! Alcune volte, questo succede, dopo la fioritura, soprattutto se la pianta è stata forzata.

Oppure, se come me, ad alcune piante ( di solito quelle che mi regalano o che compero per pochi euro negli ipermercati tipo quella qui a fianco) dò per un periodo del fertilizzante ricco di azoto. Uso sui Dendrobium fertilizzante ricco di azoto solo quando voglio avere dei keiki per avere nuove piante .

Possiamo quindi staccarli dalla pianta madre e rinvasarli singolarmente purchè le loro radici abbiano una lunghezza adeguata di solito di almeno 4-6 cm.

E con questo concludo.

Se rileggete l’esperienza di Simone e quest’articolo, non avrete sicuramente problemi a fare rifiorire e riprodurre questa semplice e bellissima pianta!

Buona coltivazione a tutti!

16 pensieri riguardo “DENDROBIUM NOBILE… RINVASO E MOLTIPLICAZIONE !”

  1. Se me lo permetti vorrei aggiungere una cosa, dettata dalla mia esperienza. Io li coltivo da anni in cestini fatti con piccoli regoli di legno che costruisce il mio babbo, è la soluzione più vicina alla reale areazione che ho trovato. Rivesto l’interno con un leggero foglio di fibra di cocco e inserisco Orchiata, di piccola o media pezzatura a seconda della grandezza del vaso e della pianta. A me piace lo stile libero, non uso i sostegni, e da anni mi regalano copiose fioriture. Seguo le tue stesse regole per rinvaso, keiki, e fertilizzazioni. Uno spunto stilistico in più. ?

    1. Cestini e regoli…. dendrobium nobile lasciati liberi… grandioso!
      Se devi fare una cosa, falla con stile diceva il grande Freddie Mercury.
      Ma non ho lo spazio…
      Penso che i nostri lettori prenderanno spunto!
      Grazie Francesca!

  2. Ciao, e innanzitutto complimenti per il blog!??
    Ho anch’io un dendrobium nobile, rubato a mia madre che non se ne cura molto, e sono in dubbio se rinvasarlo… ? La pianta è stata acquistata da mia madre la scorsa primavera e ha trascorso l’estate su un balcone torrido, un po’ di foglie si sono bruciate ma sembra aver retto il colpo meglio di altre piante! Ha fatto molti keiki che sono cresciuti parecchio, così li ho da poco staccati, lasciando solo i due più piccoli. A questo punto volevo preparare la pianta al riposo in veranda, è ancora in balcone con temperature di 10-20 gradi ma la bagno poco e alcune foglie sono ingiallite, insomma tutto normale, senonché oggi mi sono accorta che ci sono delle radicette che escono dallo scolo del vaso (un mese fa non c’erano sicuramente)… E ora? ? Mi chiedo se sia il caso di rinvasare o se è meglio farlo a fine inverno….
    Un consiglio?

    1. Ciao Fede.
      Grazie per i complimenti.
      Quattro consigli! 🙂

      1) Leggi l’articolo di Simone ( Sommario > mese aprile 2019 > “Capire il Dendrobuim Nobile”).

      2) Hai fatto bene a togliere i Keiki e, secondo me, dovresti togliere anche gli ultimi 2. Traggono nutrimento dalla pianta madre che, mi sembra di capire, non è in condizioni ottimali, quindi a maggior ragione vanno tolti.

      3) Il Dendrobium Nobile, in questa stagione, soprattutto se è all’esterno non va bagnato. E’ normale che le foglie (soprattutto quelle dell’anno prima) diventino gialle e cadano. Attenzione, se vivi nel Nord Italia le gelate sono deleterie per le piante e se sono bagnate marciscono anche con temperature basse in quanto il substrato non si asciuga. La notte poi da il colpo di grazia!

      4) Le radici che escono dal vaso – viste da te questa settimana – indicano che la pianta è attiva (ma questo è un altro discorso). Io cercherei di non farle entrare in contatto con l’acqua del recipiente che contiene la pianta e se la pianta è all’esterno basta con qualsiasi irrigazione. I boccioli dei fiori nascono nel periodo secco altrimenti avrai solo altri Keiki.

      Spero di aver dipanato i tuoi dubbi.

      ciao

  3. Grazie Gioachino! ☺️
    Cerco di aggiungere qualche altra cosa sui punti che mi hai indicato così mi faccio capire meglio:
    1. Ho letto l’articolo e ringrazio tantissimo Simone, sono parecchie le informazioni che dà e mi sono già utili perché è la mia prima stagione con le dendrobium ?
    2. È vero, la pianta madre non è stata curata in modo ottimale, ma i keiki rimasti sono abbastanza piccoli e con le radici molto corte. inoltre sono alla base della pianta e le radici stanno praticamente per raggiungere il substrato… Dici di toglierli comunque?
    3. Tengo la pianta all’esterno perché le temperature sono ancora gradevolissime e non sta piovendo per niente, di giorno c’è un bel sole e fa sui 20-22 gradi e di notte 10-13 gradi, forse x questo la pianta è ancora attiva? Sto bagnando poco e niente ed è mia intenzione trasferirla in veranda appena calerà la temperatura, ma per adesso anche in veranda siamo sui 15 gradi anche di notte ?
    4. Tu mi consigli quindi (correggimi se sbaglio) di lasciare tutto fermo, iniziare il periodo secco e non rinvasare, perché potrebbe danneggiare una eventuale fioritura? Avendo fatto tutti questi keiki immagino che di energie ne abbia spese già tante, chissà se ne ha per i fiori… Ma non si sa mai, io ci spero! L’importante è che non sia un problema per le radici visto che iniziano a fuoriuscire, un tuo cenno su questo mi sarebbe di conforto.
    Grazie ?
    Fede

    1. Ciao Fede.
      Allora… le “scuole di pensiero” sono 2.
      A te la scelta! 🙂
      Ti dico cosa farei io, senza volerti scoraggiare.

      Io – per quest’anno – lascerei perdere l’eventuale fioritura (mi concentrerei sulla pianta!), porterei la stessa a temperature (anche all’interno purchè luminoso) che mi consentano di irrigare, in modo che la stessa si irrobustisca e/o i piccoli Keiki che hai lasciato diventino belli vigorosi, magari affondando autonomamente le loro radici verso il substrato.
      Questa primavera, superato l’inverno, potrai rinvasare dividendo i Keiki oramai cresciuti e la pianta madre e ripartire seguendo le giuste fasi vegetative della pianta.

      Praticamente devi risincronizzarla 🙂
      Tieni presente che se ha fatto molti Keiki, vuol dire che ha convogliato le sue energie li e non le potrà dedicare alla fioritura.

      Ora anche i miei Dendrobium stanno a 15 -18° di giorno, ma da settembre le temperature notturne hanno oscillato dai 5 ai 10 °.
      Sono a secco da allora (a causa delle temperature) e si cominciano già ad intravedere i boccioli.
      Di solito io a gennaio li ho in fiore ( fioriture molto anticipate perchè dovrebbero fiorire in primavera) ma questo è dovuto dal fatto che lasciandoli fuori, non irrigo e quindi anticipo la stagione “secca.
      Bagnare i Dendrobium con temperature notturne sui 8-10° rappresenta un rischio che non voglio correre!
      Ovviamente solo la sospensione dell’acqua e le basse temperature ferma la crescita vegetativa e di solito si sospende l’irrigazione quando le nuove canne ( cresciute nella primavera precedente) sono giunte a completa formazione.

      Senza poter vedere la pianta è difficile rispondere alla tua domanda del punto 4, si deve vedere lo stato delle canne nuove, che prima vanno in “dormienza” e successivamente fioriscono.
      L’alternativa a quanto scritto sopra è tenerla al fresco e sospendere completamente le irrigazioni nello stato in cui si trova osservando se magari si degna di regalarti qualche bocciolo! 🙂

      Per le radici che escono dal vaso l’unico problema che ti devi porre è che non vengano a contatoo con acqua.

      Spero di esserti stato utile.

      Ciao

  4. Grazie per la spiegazione!allora, anche a me hanno regalato per il mio compleanno, la pianta…ma era il 22 gennaio ,e aveva già dei fiori, oggi e 31 e ha sbocciato, e tutta fiori! Pero vorrei sapere ,visto che ha tre “cuccioli” ,non so se aspettare per metterli in altro vaso o no… e così bella, non vorrei danneggiarla.Scusa per il mio italiano ,non riesco ad esprimermi bene.

    1. Ciao Alina.
      Goditi la fioritura! 🙂
      Una volta terminata saremo vicini alla primavera e cioè il momento migliore per staccare e trapiantare i Keiki o come teneramenti li chiami tu e cioè “cuccioli”.

  5. Ciao ragazzi, piacere, Matteo.
    Sto cercando di fare radicare delle talee di orchidee, ho reciso il ramo facendo un taglio inclinato sulla base, ho messo uno strato di circa due dita di argilla espansa nella base di un recipiente di vetro, sopra ho messo uno strato di muschio e inserito circa un dito d’acqua dopodiché ho inserito i rami e chiuso il recipiente con una pellicola sigillata da un elastico nella quale ho fatto qualche piccolo foro, sono tutte informazioni che ho trovato qua e la su internet, per cui vi scrivo per chiedere se ho fatto la procedura nel modo giusto, visto che non posso essere sicuro della veridicità dei video e dei siti che ho guardato e per capire quale sarebbe la temperatura ideale interna al barattolo, saluti da Milano ?

    1. Ciao Matteo.
      Prima di tutto si dovrebbe capire che tipo di orchidee sono!
      Per talea funziona molto bene (in quanto da me sperimentato) l’Epidendrum Radicans (trovi la scheda in sommario), meno i Dendrobium Nobile (uso le punte apicali quando mi si spezzano magari cadendo) oltre ad altre orchidee, diciamo molto rustiche!
      Di solito non ci sono problemi nella “moltiplicazione” delle orchidee tramite i Keiki, che sono però dei figli già “strutturati” con la sembianza della futura pianta.
      La moltiplicazione per talea è una bella scommessa!
      Come detto per semplice talea funziona solo con alcune – ad esempio quelle che ti ho citato -; il processo è semplicissimo ma molto, molto e ancora molto lungo.
      Non che la crescita delle piante da Keiki sia super veloce (Dendrobium a parte) , ma almeno vedi subito i risultati.
      Per farti un esempio ho alcune piante di Phalaenopsis Equestris (anche di questa trovi la scheda in sommario) che in due anni hanno raggiunto la “vertiginosa” 🙂 altezza di 5 – 7 cm e fino ad ora non fiorite.
      I Dendrobium Nobile invece giungono a fioritura già dall’ anno seguente.
      Ho fatto qualche esperimento, ma impollinazione e talea non fanno per me, perchè sono impaziente di natura! 🙂
      Personalmente stendo parti del ramo tagliato su un letto di sfagno molto umido e aspetto… Praticamente come puoi vedere dal video sotto postato!
      Meno luce delle altre orchidee e comunque sempre filtrata, temperatura attorno ai 23 – 25°.
      Seguendo lo stesso procedimento ci sono riuscito anche con un ramo di phalaenopsis ibrida.
      Il tuo procedimento è giusto, posso solo dirti di non fare pezzi troppo piccoli ma di almeno 10-15 cm dove ci siano più nodi (sempre si tratti di phal in quanto molte nuove piantine nascono dagli stessi) e di distenderli sul muschio o sullo sfagno. Ovviamente almeno una volta al giorno fai cambiare l’aria nel tuo contenitore anche se alcuni dicono di non aprire.
      Lo sfagno è l’ideale perchè mantiene il tutto molto umido e produce alcune sostanze antifungine (oltre che a stabilizzare il ph) che, considerato l’ambiente che hai creato e i tagli sul ramo, è molto facile che “ospiti indesiderati” prolifichino e rendano vano il tuo lavoro!
      Qualcuna vedrai attecchirà!
      Ma come dice Giancarlo Pozzi, che ti posso garantire è molto attendibile 🙂 , applica la regola delle 3 P e delle 3 T, pazienza, pazienza, pazienza e tanta, tanta, tanta, ma sopratutto considera che non è un modo naturale per riprodurre certe orchidee!

      Buona fortuna!

  6. Ciao!!! Prima cosa.. davvero complimenti per il blog.. mi è stato utilissimo quando ho dovuto rinvasare la mia orchidea.. adesso mi riaffido a te😁..
    È piena di keiki che vorrei togliere per creare nuove piantine.. vorrei sapere qual è il periodo per farlo e se c’è un procedimento particolare da fare..
    Grazieeeee

    1. Ciao Grazia.
      Grazie per i complimenti. Fanno sempre piacere. 🙂
      In questo articolo ho descritto come avere più piante da keiki e postato foto della lunghezza minima delle radici.
      Di solito il rinvaso della pianta madre si fa in primavera, ma fino a questo periodo, se non hai l’ambiente giusto potresti perderli.
      Quindi ti dico cosa farei io.
      Se i keiki sono con radici di adeguata lunghezza li staccherei e li metterei a dimora in un nuovo vaso, che ovviamente continuerai a bagnare sino a maturazione delle nuove piante in ambiente adeguato. Ergo caldo, luce e temperatura come fosse primavera.

      Molto probabilmente le nuove piantine matureranno nel corso del prossimo autunno, quando rimetterai a riposo sia queste che nuovamente la pianta madre.
      Ovviamente la pianta madre priva di keiki va messa a riposo.
      Attenzione, qualche keiki è normale ma se sono tanti qualcosa nella coltivazione della pianta è errato.
      Leggi l’articolo di Simone su Capire il Dendrobium Nobile .
      Ciao

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