DENDROBIUM LODDIGESII

La bellezza dei fiori del Dendrobium loddigesii

Il Dendrobium loddigesii è forse la specie di questo genere tra le più conosciute (dopo il Nobile ovviamente!), pianta che si trova in quasi tutti i Paesi del sud est Asiatico tra cui il Vietnam, la Cina, il Laos e Hong Kong dove cresce sia come epifita che litofita o terrestre.

Il suo habitat naturale sono le fresche foreste umide, ad altitudini da 1000 a 1500 metri dove, quando è terrestre, vive ovunque vi siano abbondanti strati di materia organica in decomposizione tipo muschio, corteccia, foglie o altro.

E’ una orchidea dallo sviluppo relativamente veloce e per questo è una delle orchidee che costa meno delle altre. Attualmente in Italia il costo è di circa 15 € a pianta.

Dendrobium loddigesii

Pianta conosciutissima e che diamo per scontata ma pochi veramente sanno che prende il nome (come altre orchidee di altri generi) dalla famiglia di Joachim Conrad Loddiges (1738-1826), fondatore di uno dei più rinomati vivai Inglesi del XIX secolo e in particolare modo del figlio George (1786-1846).

Le notizie di coltura in rete sono contrastanti, c’è chi lo definisce da serra intermedia, chi lo definisce da serra intermedia fredda, chi lo vende come da serra fredda! Chi lo compera comunque rimane affascinato dal suo “fiore peloso” (avendo il labbro sfrangiato) rosa, bianco e giallo, che spunta singolarmente dai nodi delle canne che possono essere anche senza foglie, emanando una fragranza tenue quando è colpito dalla luce solare. Lo stesso acquirente rimane poi il più delle volte  disorientato quando lo deve coltivare, grazie anche alle sue radici fini e molto lunghe che contribuiscono a dare un aspetto disordinato a tutta la pianta.

Vediamo, se non di fare chiarezza, di raccontare come lo coltivo io e di come riesco a portarlo a fioritura.

Il periodo di fioritura del Dendrobium loddigesii va all’incirca da febbraio a giugno.

I primi raggi del sole colpiscono un Dendrobium loddigesii che emana il suo profumo.

Luce

Luce solare indiretta tra i 20.000 e 30.000 lux. Mai sole diretto nelle ore centrali della giornata per l’ovvio motivo di un elevato rischio di danneggiare le radici e le foglie. Meglio sarebbe posizionarlo dove vi fosse luce diffusa o posizione ombreggiata.

Irrigazione

Durante la crescita attiva irrigo frequentemente e nebulizzo l’intera pianta nei mesi più caldi. Il substrato non deve mai asciugarsi e deve restare umido.

Boccioli di Dendrobium loddigesii

In inverno e nel periodo di riposo nelle mattinate soleggiate nebulizzo le radici al fine di mantenere leggermente umido il substrato. Queste nebulizzazioni hanno permesso che alcune foglie, seppur schiarite, siano rimaste.

Ricordo però che questo Dendrobium è soggetto al monsone invernale e quindi secco. In inverno, come per alcuni altri Dendrobium, l’irrigazione dovrebbe essere ridotta e quasi sospesa ovviamente tenendo conto delle proprie condizioni climatiche. Con il freddo le piante necessitano di molta meno acqua, ma se in serra o in appartamento arrivate ad alte temperature ci si deve regolare. Ma di questo ne parliamo anche di seguito.

Temperatura

La temperatura massima estiva ideale sarebbe sui 25° diurni e i 20° notturni mentre le minime notturne invernali sono indicate sui 10- 11° e le massime sui 14°.

Avendolo tenuto durante l’inverno in serra fredda, le minime sono state di 7-8° e le massime attorno ai 20° ma solo per le ore dalle 9 alle 14 essendo la stessa posizionata ad est. Per questo nelle giornate di sole, come sopra descritto,  qualche nebulizzata l’ho data.

Umidità

Nel suo habitat naturale ha un’elevata umidità dell’aria e un forte movimento d’aria. L’umidità ideale si aggira attorno all’80 % anche se questo valore è raggiungibile solo in serra o in orchidario. In inverno in natura cala al 65 – 70%. Non appena le temperature lo permettono, durante la primavera e l’estate resiste benissimo all’aria aperta con l’umidità ambientale delle nostre città.

Contenitori e substrato.

Dendrobium loddigesii

Essendo una orchidea che si “estende” molto in maniera e portamento strisciante e pendente da dove lo posizionate, sono consigliati i vasi o i cestelli pensili. Molti amici lo coltivano in orchidario a radice nuda durante il periodo estivo ma per me è troppo impegnativo.

Quasi tutti i substrati vanno bene, l’importante è che siano molto drenanti. Un mix di bark pezzatura media, sfagno, perlite e carbone è l’ideale. Quello in foto è coltivato in semplice lapillo grana piccola e ha mantenuto le radici umide ma asciutte durante tutto l’inverno; però a termine fioritura penso di metterlo in lapillo pezzatura media e sfagno.

Fertilizzante

Il periodo della ripresa delle normali irrigazioni e fertilizzazioni di solito coincide con la fioritura primaverile. Fertilizzo seguendo il normale ciclo di fertilizzazione tutte le volte che irrigo, a ¼ della consueta dose (1 gr x lt) . Vi è chi invece fertilizza per tutta la primavera e sino a metà estate con fertilizzanti ricchi di azoto. In inverno sospendo completamente qualsiasi tipo di fertilizzazione.

Periodo di riposo

Leggermente dopo l’inizio del riposo dei Dendrobium Nobile e dei Cymbidium, verso metà novembre, inizio di dicembre, induco al riposo anche il loddigesii diradando di molto o sospendendo le irrigazioni, riducendo le ore di luce e diminuendo le temperature. Di solito le foglie che rimangono cambiano colore perdendo il color verde brillante e le canne si spogliano lentamente quasi del tutto.

Apertura dei boccioli di Dendrobium loddigesii

Come detto sopra,  questo Dendrobium è soggetto al monsone invernale. E’ quindi  normale che perda le foglie per risparmiare energia quando diminuisce la temperatura e non riceve acqua. Dal momento che attinge riserve dagli pseudobulbi, gli stessi devono essere stati coltivati molto bene nel periodi di crescita vegetativa.

Se invece continuate a bagnare anche durante il periodo di riposo si formeranno moltissimi keiki al posto dei fiori.

E sarebbe un vero peccato!

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