LA DIVISIONE DELLA COELOGYNE CRISTATA.

Coelogyne Cristata in fase di sfioritura

Nell’articolo su come far rifiorire la Coelogyne Cristata scrivevo che la stessa non mi ha mai tradito dopo un rinvaso e una divisione, ma molti coltivatori la considerano una pianta “permalosa”, che in caso di tale trattamento ti ricambia con una mancata fioritura per almeno un anno quando non di più.

Quest’anno, verso la fine di aprile, ho diviso numerosi vasi di questa pianta, regalando tali divisioni a molti amici della mia regione, mentre per quelli più lontani (Marco e Valeria) sto aspettando una completa radicazione, la nascita di nuovi pseudobulbi e la completa ripresa vegetativa al fine di inviarli per posta. Lo stress di un viaggio, in questo momento, molto probabilmente comprometterebbe e rallenterebbe ulteriormente la vitalità della pianta. Anche alla luce di quanto tempo ci stanno mettendo a “farsela passare” e a perdonarmi! La pianta ci ha messo quasi cinquanta giorni per riprendere appieno la crescita vegetativa. Leggi tutto “LA DIVISIONE DELLA COELOGYNE CRISTATA.”

FREDCLARKEARA AFTER DARK … COME AVERE PIÙ PIANTE!

Quando acquistai la mia prima Fredclarkeara After Dark la pagai ben 60 € . Oggi si trovano in commercio a circa 35 €.

Seconda fioritura in completa dormienza, dopo altri 2 steli floreali nello stesso “anno vegetativo”.

Cinque anni fa uno sproposito per un’orchidea, ma si sa, il collezionismo e la coltivazione di orchidee non sono solo composti unicamente da Phalaenopsis. Le orchidee, alle volte, trasformano le persone “normali” in collezionisti, se non proprio ossessionati e fanatici, comunque molto vicino a ciò. Questo vale almeno per me 🙂

Novello Indiana Jones “alla ricerca del fiore perduto”, audace investigatore dei misteri “orchideofili” come un fantomatico Nero Wolfe ma forse, visti lo stesso giorno e mese di nascita (anche se a distanza di più di un secolo dopo) del colonnello Percy Fawcett, scomparso nella foresta pluviale Amazzonica alla ricerca di “Z” la città perduta e (aggiungo io) di nuove ed uniche orchidee. Leggi tutto “FREDCLARKEARA AFTER DARK … COME AVERE PIÙ PIANTE!”

L’ORCHIDARIO DI MAGDA!

Magda è una nostra lettrice di Montelupo Fiorentino

L’orchidario di Magda

Appassionata di orchidee è intervenuta su questo blog in merito alle Phalaenopsis ibride e alla Fredclarkeara After Dark dimostrando una apprezzabile ecletticità.

E ora, a dimostrazione di ciò, si è costruita autonomamente anche un “orchidario”.

Vi lasciamo con il suo racconto e con le foto del suo modo di coltivare le orchidee. Leggi tutto “L’ORCHIDARIO DI MAGDA!”

LE BLETILLE

Ho comperato i rizomi di Bletilla su un famosissimo sito dei Paesi Bassi che vende ovviamente piante, tra cui anche qualche orchidea.

Bletilla Striata

E con pochi spiccioli ho riempito la stragrande maggioranza di vasi e fioriere all’esterno! Le Bletille sono una delle orchidee terricole che più mi sento di consigliare perché accetta qualsiasi sopruso, (quasi tutti, nel limite del possibile ovviamente 🙂 ) e vi posso garantire che con me ne hanno passate molte (dallo spostamento da un substrato all’altro, da un vaso all’altro, alla terra piena, da un clima all’altro, dall’interno all’esterno etc etc ). E’ sicuramente la terricola più resistente ed adattabile con cui iniziare .

Questo doveva essere il primo articolo sulle orchidee terricole (ma vista la precoce fioritura è stato preceduto da quello sulle Calanthe e sui Cypripedium ), in quanto su questa specie avevo genericamente analizzato (sbagliando!)  le necessità di quasi tutte le terricole. Leggi tutto “LE BLETILLE”

CRONISTORIA DI UN AMORE CHIAMATO VANDA!

Di Valeria.

Che dire delle Vanda?

La magnifica fioritura della Vanda!

Trovo che siano le orchidee più affascinanti fra tutte… appena ho iniziato a fare ricerche su questo mondo, sono rimasta sbalordita da queste piante che vivono sospese, con le radici all’aria, figlie dell’acqua e del vento!

Lo stupore dovrebbe terminare quando impari che sono originarie di paesi come India, Cina, Malesia, le terre dei monsoni insomma, in cui l’umidità dell’aria varia fra il 70% e il 90%, il che spiega perché queste piante non hanno bisogno di substrato che immagazzini per loro l’acqua: la assorbono direttamente dall’aria nei periodi in cui le precipitazioni atmosferiche non sono abbondanti!

Invece no, lo stupore riempie i miei occhi ogni volta che ne guardo una, anche se non è in fiore!

Leggi tutto “CRONISTORIA DI UN AMORE CHIAMATO VANDA!”

I CYPRIPEDIUM

Ed ecco una “terricola” che non avrei mai pensato di coltivare. Guardate che linea, che forme ! 🙂

Ma battute a parte…

Le forme del Cypripedium !

I Cypripedium suscitano sentimenti diametralmente opposti tra gli appassionati di orchidee: o li ami o li trovi quasi “volgari”, con quel corpo formoso e i petali contorti, come uno scialle cadente che tende a scivolare via … insomma le stesse credenziali della showgirl Jessica Rabbit, nel famoso cartone animato “Chi ha incastrato Roger Rabbit?”. Ve la ricordate?

Per descrivere la loro rusticità, mi ricordo quando da ragazzino trovavo nei boschi, vicino ai corsi d’acqua, quella che chiamavamo “Scarpetta della Madonna” (nei paesi veniva portata dai nostri genitori sugli altari delle chiese), che più tardi scoprii venisse chiamata anche “Pantofola di Venere” . E’ l’unico appartenente di questa specie che cresce anche in Italia e mai avrei pensato fosse un’orchidea che, leggermente cresciuto, avrei voluto coltivare ed il cui nome botanico è Cypripedium calceolus.

Una volta cresceva ovunque, ora lo si trova solo nei migliori vivai ! Leggi tutto “I CYPRIPEDIUM”

LE CALANTHE.

Ho scritto (forse tediando) molto sulle Catasetinae… e mi propongo di non fare lo stesso errore con un genere di orchidea che mi sta appassionando non poco, ma che altrettanto poco viene trattato.

Quindi almeno qualche articolo, le orchidee “terricole” lo meritano.

Ramo floreale, ibrido di Calanthe Takane

Sono sicuro che molti di voi proveranno a sfruttare i propri giardini, balconi, terrazzi e qualsiasi spazio all’esterno di cui si possa disporre – se si ha la fortuna di averlo! 🙂 .

Le chiameremo terricole e non terrestri perché la prima definizione, a mio modo di vedere, è più appropriata… anche le orchidee epifite sono orchidee “terrestri”, almeno nel senso lato della parola! Hanno sì qualcosa di “spaziale” 🙂 , ma questa è un’altra storia. Creiamo quindi la categoria “orchidee terricole” che troverete nella colonna a destra del blog.

Molte di esse vengono vendute come “orchidee rustiche da giardino”, e già questo dice molto sulle loro caratteristiche e sul perché mi sto attrezzando per la loro coltivazione .

Cominciamo quindi con le “Calanthe”, una delle quali, quella che vedete nella foto sopra (un ibrido di Calanthe Takane), mi è fiorita a fine di marzo. Leggi tutto “LE CALANTHE.”

CYMBIDIUM, COELOGYNE CRISTATA, DENDROBIUM & C. CONSIDERAZIONI SULLA SERRA FREDDA

Inutile negarlo.

Sarà bella e pittoresca la neve, saranno bellissimi gli sport invernali, coreografici i Dirndl e i Loden, ma il freddo inverno è il peggiore nemico delle orchidee. Anche per il mio “plotone” da serra fredda, oramai temprato agli assedi più duri.

Alcune orchidee da “serra fredda”

L’inverno quest’anno è stato duro… come pochi altri.

Almeno in certe regioni del Nord d’Italia.

Da dicembre a febbraio temperature ampiamente sotto lo zero, moltissime notti, nel fondovalle, sino a – 10°. Leggi tutto “CYMBIDIUM, COELOGYNE CRISTATA, DENDROBIUM & C. CONSIDERAZIONI SULLA SERRA FREDDA”

QUANDO LE PHALAENOPSIS NON BASTANO PIÙ…

Di Valeria.

Mi presento, sono Valeria, coltivo orchidee da diversi anni e siccome le informazioni su queste piante meravigliose non bastano mai, qualche tempo fa ho scoperto questo blog mentre cercavo notizie sulla coltivazione di una Fredclarkeara After Dark.

Sul balcone…

Ma facciamo qualche passo indietro… mia madre ama i fiori, di qualunque tipo e per anni ha avuto un Cimbydium sul balcone che fioriva regolarmente, poi l’idea di dividerlo e qui si spezza l’incanto, in poco tempo tutte le divisioni svanirono nel nulla.

Dopo un po’, arrivó a casa una Phalaenopsis bianca, neanche il giorno dopo ci fu il rinvaso in terra comune, mia madre non si spiegava perché l’avessero venduta con quei “pezzetti di legno”, secondo lei era impossibile che potesse crescere in quelle condizioni! Leggi tutto “QUANDO LE PHALAENOPSIS NON BASTANO PIÙ…”

e un anno se ne va…

Affezionati lettori,

            stiamo giungendo alla fine di un anno veramente strano, confusionale e di reclusione (per questo aspetto, la speranza è massima) dove abbiamo imparato a superare le sfide che ci venivano poste e ci ponevamo.

Oggi preferirei non parlare più di “sfida”, termine che usai nell’ articolo relativo alle phal, bensi di “consapevolezza”; consapevolezza dell’ambiente che ci circonda nel quale facciamo vivere le nostre piante, che a questo punto scegliamo e compriamo non più in base a quello che ci racconta il venditore di turno, oppure solo per la bellezza del fiore, ma scegliamo e ricerchiamo quelle che maggiormente si prestano alle condizioni della nostra casa. La nostra abitazione è il luogo in cui viviamo, ci riposiamo dalle tensioni lavorative, dove ci sono i nostri ricordi e gli affetti ed allora perché ci vogliamo inserire elementi che potrebbero denotare e trasmettere sofferenza??

Abbiamo la consapevolezza di quali siano i fattori importanti per una pianta e sappiamo riconoscere quelli limitanti al loro sviluppo e alla loro fioritura, sappiamo trovare le giuste soluzioni per modificare, per mediare questo limite, non ci muoviamo più casualmente, ma consci del nostro ambiente, agiamo con riguardo e razionalità.

Quindi ora che sappiamo tutto, nulla ci potrà fermare dall’ avere piante perfette, sane e fioriture da record… MAGARI, la natura sempre ci sorprende, ci lascia con gli occhi aperti e la bocca spalancata.

ad esempio: una mia Vanda ha deciso di fiorire, eppure siamo a Dicemvre

 

Quante volte mi è capitato di veder fiorire una pianta che solo per passione ho deciso di non gettare, mentre il pensiero razionale mi avrebbe detto, analizzando tutti gli aspetti conosciuti che  ormai persa. Oppure situazioni opposte, piante belle forti rigogliose che faticano a fiorire… evidentemente, tutto non lo conosciamo; abbiamo imparato qualcosa e sempre, se avremo voglia e passione, potremmo imparare.

Noi, di questa avventura ORCHIDEEINCASA,  mai ci saremmo immaginati di trovare tanti amici lettori, tanti appassionati di orchidee,  vi vogliamo fare i nostri più sinceri auguri di Buone Feste, sperando che il desiderio di conoscere sia sempre il vostro compagno di viaggio…

 “ Perché è la curiosità che ci permette di alzarci ogni mattina”.

Simone & Gioachino