LE CATASETINAE CONFUSE. COSA E COME FARE !

L’inverno anche quest’anno è arrivato, e seguendo le indicazioni di Fred Clarke le Catasetinae dovrebbero essere a questo punto tutte dormienti.

Un orchidario invernale … e uno – contemporaneamente – estivo!

Dovrebbero…

L’uso del condizionale è d’ obbligo !

Quanto sarebbe bello se il ciclo annuale di crescita seguisse pedissequamente quello indicato nel mio primo articolo su questo blog inerente la Fredclarkeara After Dark . Tutto sarebbe calendarizzato perfettamente con precisione svizzera… ma purtroppo non è così.

In anni di esperienza ho notato che molte piante di questo genere fioriscono anche mesi dopo la perdita dell’ultima foglia e quindi in dormienza totale. Ergo – quello che mi indica quando smettere di irrigare è la vitalità vegetativa (le foglie) della pianta e non l’avvenuta fioritura.

Ma torniamo a noi.

1) Come ci comportiamo se, come mi è capitato, si acquista dal Sud Africa (e cioè in un altro emisfero, quello Australe) e si portano le piante in Italia e cioè nell’emisfero Boreale?

Pulizia vecchio pseudobulbo. Foto © Maurizio Montanari

Erano gli inizi di luglio, piena estate e come sappiamo il ciclo delle stagioni di un emisfero è l’opposto di quello dell’altro.

In questo caso la prima cosa da farsi fin da subito quindi era ricreare la stagione invernale africana, più fresco e niente acqua, accompagnando gradualmente le piante verso una stagionalità primaverile, quando da noi sarebbe stato pieno autunno.

Ora siamo in pieno inverno e le sto trattando come fosse piena estate. Temperature minime 20° massime 28° (sull’orchidario, la mattina, ci batte il sole filtrato da una tenda), acqua ogni due giorni, umidità dal 70 al 90%.

Come si vede nella parte inferiore della prima foto di quest’articolo,  le piante stanno progredendo normalmente, se tralasciamo il fatto che sono solo “totalmente sfasate”, visto che da noi è pieno inverno e non piena estate e che le piante in questa stagione dovrebbero essere tutte in dormienza e non in fase vegetativa!

Catasetinae in cestello. Foto © Maurizio Montanari

2) Come ci comportiamo (cosa sempre più frequente) se a settembre (e cioè in pieno “monsone estivo”) ci arrivano piante completamente dormienti (“monsone invernale”) quando dovrebbero invece essere completamente attive?

Ho scritto “settembre” perché in questo mese ho comperato da un rivenditore italiano piante provenienti dalla Thailandia che si trova, come l’Italia, nell’emisfero boreale, piante che avrebbero dovuto essere da maggio soggette al monsone estivo, in piena fase vegetativa, in quanto nel loro habitat naturale sarebbero state sottoposte ad acquazzoni praticamente ogni giorno. Invece le piante erano senza foglie, completamente a nudo e secche. In dormienza totale!

Diverse fasi di crescita in pieno inverno: Catasetinae “sfasate”!

Anche in questo caso la risposta è come la precedente, con l’aggravante che in questo caso la spiegazione non ha avuto un chiarimento neppure dal rivenditore. Si deve quindi posizionare le piante in un ambiente sufficientemente luminoso e umido, rammentando che anche in questo caso non si deve irrigare neppure lievemente. In questo caso i rischi di una non riuscita sono maggiori (nel caso non si riescano a ricreare un ambiente “primaverile” e a fare in modo che le piante debbano risvegliarsi) ed è facile che le piante passino dalla dormienza alla morte, in un eutanasia non desiderata!

Quest’anno ho una miriade di Catasetinae completamente sfasate, con un’anarchia di genere assoluta,  molte in orchidario, alcune in soffitta con umidificatore e luce artificiale, ma non in serra esterna per via delle temperature rigide, quindi con strumentazione e ambiente dedicato dove le temperature non scendono mai sotto i 12°; però questo è il mio genere preferito, posso dire senza falsa modestia di conoscerle abbastanza bene e di sapere come trattarle. Sinceramente, in entrambi i casi sopra descritti non so come potrebbe gestire queste piante un profano, che si avvicina per la prima volta a questo genere.

Per questo vi consiglio di prendere le Catasetinae in primavera, ponendo come condizione al venditore che siano attive. Tutti voi le pagate come “buone e vitali” e come diceva Albus Silente in “Harry Potter e il Principe mezzosangue”: “è l’ignoto che temiamo, quando guardiamo la morte e il buio, nient’altro”. E le Catasetinae dormienti sono sempre un ignoto!

Uno pseudobulbo in fase di maturazione… Foto © Maurizio Montanari

3) Altra domanda molto attinente, che mi viene spesso posta, è come comportarsi con una Catasetinae con nuovo getto in arrivo nel caso dell’approssimarsi all’inverno.

Nella stragrande maggioranza dei casi, se lo pseudobulbo è sviluppato (è quindi nato da almeno 6 mesi) induco e forzo la dormienza, incurante della fioritura, riducendo le irrigazioni per poi sospenderle, riduco le ore di illuminazione e la temperatura di qualche grado perché come scritto in merito al problema della dormienza In natura la dormienza è “stimolata” dall’accorciamento delle giornate, dalla completa maturazione degli pseudobulbi, dall’abbassamento delle temperature e dalla mancanza di precipitazioni”.

Una stupenda foto, il giovane e il vecchio… Foto © Maurizio Montanari

Se lo pseudobulbo è abbastanza formato, e per formato intendo di una certa dimensione con radici sufficientemente adeguate ad assorbire l’acqua presente nel substrato, irrigo leggermente in modo da tenere in vita la nuova vegetazione e fare in modo che i vecchi pseudobulbi (che non sono attivi) non marciscano. Se invece lo pseudobulbo è all’inizio, la cosa si fa più semplice in quanto per arrivare ad adeguata altezza e dimensione possono passare circa 2 mesi e quindi ci si avvicina sempre più alla primavera. Sarà una pianta matura per giugno – luglio, che molto probabilmente fiorirà più volte riuscendo a sfruttare tutte le migliori giornate estive e che sarà sincronizzata perfettamente per entrare in dormienza nel corso dell’autunno successivo.

Di seguito tre foto di una stupenda fioritura di quest’estate dell’amico Maurizio, il quale ha anche lui alcune Catasetinae, pur avendole comperate in Italia, completamente sfasate. 

I cestelli sono realizzati dallo stesso… un grande orchideofilo ma anche un grande “legnamè” 🙂 . (falegname in Lombardo ndr).

Sincronizziamo nuovamente gli orologi e le nostre Catasetinae… un nuovo anno è cominciato!

Un commento su “LE CATASETINAE CONFUSE. COSA E COME FARE !”

  1. Bellissimo post da inizio anno, sarà un anno speciale anche per le mie Catasetine, mi arriveranno quattro! Grazie per tutte le informazioni, queste e quelle di sempre!

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