L’ALAO… IL SACRO GRAAL DELLE ORCHIDEE

Una riflessione personale, tratta dal mio diario sulle orchidee! 🙂

Per definizione un’Associazione “è un insieme di persone che hanno uno scopo in comune”.

Alao

Ma avere semplicemente uno scopo comune alle volte non basta, non è sufficiente perché lo stesso venga sufficientemente perseguito o affrontato nella totalità e interezza dei suoi aspetti.

Anche prima della pandemia, quando gli incontri potevano essere reali e non virtuali, ho sempre cercato un luogo dove condividere le mie esperienze, apprenderne di nuove, dove appagare la mia sete di conoscenza e dove le persone non fossero restie a divulgare il loro sapere. Il tutto ovviamente per quanto riguarda questo mondo… il mondo delle orchidee.

Cercavo un club che non avesse perso il gusto di proporre ed inventare, che fosse ben conscio che il futuro è basato sui soci, vecchi ma anche nuovi, che rappresentano la vera forza di qualsiasi comunità.  Cercavo un luogo, seppur per motivi personali al momento “virtuale”, fondato sulle proposte, sull’attivismo, basato su una solida organizzazione di chi vive nel presente ma con un occhio attento al futuro, perché ricordiamoci sempre che il presente è il futuro del passato e che l’oggi diverrà inesorabilmente un domani ma soprattutto che ciò che si semina, di solito, si raccoglie! E non vale solo per le orchidee! Leggi tutto “L’ALAO… IL SACRO GRAAL DELLE ORCHIDEE”

I CYPRIPEDIUM

Ed ecco una “terricola” che non avrei mai pensato di coltivare. Guardate che linea, che forme ! 🙂

Ma battute a parte…

Le forme del Cypripedium !

I Cypripedium suscitano sentimenti diametralmente opposti tra gli appassionati di orchidee: o li ami o li trovi quasi “volgari”, con quel corpo formoso e i petali contorti, come uno scialle cadente che tende a scivolare via … insomma le stesse credenziali della showgirl Jessica Rabbit, nel famoso cartone animato “Chi ha incastrato Roger Rabbit?”. Ve la ricordate?

Per descrivere la loro rusticità, mi ricordo quando da ragazzino trovavo nei boschi, vicino ai corsi d’acqua, quella che chiamavamo “Scarpetta della Madonna” (nei paesi veniva portata dai nostri genitori sugli altari delle chiese), che più tardi scoprii venisse chiamata anche “Pantofola di Venere” . E’ l’unico appartenente di questa specie che cresce anche in Italia e mai avrei pensato fosse un’orchidea che, leggermente cresciuto, avrei voluto coltivare ed il cui nome botanico è Cypripedium calceolus.

Una volta cresceva ovunque, ora lo si trova solo nei migliori vivai ! Leggi tutto “I CYPRIPEDIUM”

LE CALANTHE.

Ho scritto (forse tediando) molto sulle Catasetinae… e mi propongo di non fare lo stesso errore con un genere di orchidea che mi sta appassionando non poco, ma che altrettanto poco viene trattato.

Quindi almeno qualche articolo, le orchidee “terricole” lo meritano.

Ramo floreale, ibrido di Calanthe Takane

Sono sicuro che molti di voi proveranno a sfruttare i propri giardini, balconi, terrazzi e qualsiasi spazio all’esterno di cui si possa disporre – se si ha la fortuna di averlo! 🙂 .

Le chiameremo terricole e non terrestri perché la prima definizione, a mio modo di vedere, è più appropriata… anche le orchidee epifite sono orchidee “terrestri”, almeno nel senso lato della parola! Hanno sì qualcosa di “spaziale” 🙂 , ma questa è un’altra storia. Creiamo quindi la categoria “orchidee terricole” che troverete nella colonna a destra del blog.

Molte di esse vengono vendute come “orchidee rustiche da giardino”, e già questo dice molto sulle loro caratteristiche e sul perché mi sto attrezzando per la loro coltivazione .

Cominciamo quindi con le “Calanthe”, una delle quali, quella che vedete nella foto sopra (un ibrido di Calanthe Takane), mi è fiorita a fine di marzo. Leggi tutto “LE CALANTHE.”

LAPILLO VULCANICO, POMICE & PERLITE.

Massimo, in un commento nell’articolo “Capire il Dendrobium Nobile” , chiedeva se si poteva usare il lapillo vulcanico.

Cogliamo quindi l’occasione per parlare di tre substrati di origine vulcanica, tutti usati nella coltivazione delle orchidee ma anche di altre piante, substrati di tipo inerte e cioè che non modificano le reazioni chimiche all’interno del substrato stesso.

Essi sono il lapillo vulcanico, la pomice e la perlite.

Il lapillo vulcanico.

Lapillo vulcanico pezzatura grande da “pulire”

Alcuni coltivatori lo trovano fantastico in quanto, grazie alla presenza di minuscoli “fessure o canali” al suo interno, fa si che questo substrato assorba molta acqua e la rilasci molto lentamente pur restando in superficie quasi asciutto, prerogativa molto favorevole per le radici delle orchidee, siano le stesse epifite o terrestri.

Per le orchidee con radici grosse utilizzo ovviamente lapillo di pezzatura grande (foto sopra), per quelle con radici fini uso quello a pezzatura più piccola (foto sotto).

Uno dei suo vantaggi (o svantaggi) è il peso. Il valore del suo peso specifico si aggira attorno agli 800 e i 1100 kg/m3 . Leggi tutto “LAPILLO VULCANICO, POMICE & PERLITE.”

E’ ARRIVATA LA PRIMAVERA!

Sull’ inverno e sulle orchidee da serra fredda mi sono lungamente dilungato.

Foto Azienda Agricola Bertamini – Arco

Oggi è primavera!

E queste sono alcune foto della giornata di oggi ! 🙂

Sembra che l’inverno non voglia arrendersi… soffiando aria fredda e facendo cadere la neve.

Il sole caldo delle scorse giornate ha risvegliato la natura con lo sbocciare dei fiori e la schiusa delle prime foglie.

Foto Manuela Poda – Denno

Ma per non sbagliare le mie orchidee da serra fredda la sera rincasano ancora! 🙂

Foto Manuela Poda – Denno

Chi sei tu, lettore che leggi.

Chi sei tu, lettore che leggi
le mie parole tra un centinaio d’anni ?
Non posso inviarti un solo fiore
della ricchezza di questa primavera,
una sola striatura d’oro
delle nubi lontane.
Apri le porte e guardati intorno.
Dal tuo giardino in fiore cogli
i ricordi fragranti dei fiori svaniti
un centinaio d’anni fa.
Nella gioia del tuo cuore possa tu sentire
la gioia vivente che cantò
in un mattino di primavera,
mandando la sua voce lieta
attraverso un centinaio d’anni.

(Rabindranath Tagore)

PHALAENOPSIS EQUESTRIS (scheda di coltivazione).

Phalaenopsis Equestris Orange, Coerulea, Aurea .. Varietà botaniche o (più o meno) ibridate… bianche, rosa o arancione… con forme diverse ma sostanzialmente uguali.

Phalaenopsis Equestris. Vista d’insieme.

Per vedere, solo parzialmente, quante  possono essere queste piante date un occhiata a questo link

Ma attenzione… Sulla Phalaenopsis Equestris in rete si trova tutto e il contrario di tutto!

E’ stata una delle mie prime “botaniche” senza particolari esigenze, sia rispetto alla stragrande maggioranza delle botaniche ma anche delle sue “più comuni sorelle ibride” e cioè della stragrande maggioranza delle Phalaenopsis che troviamo in quasi tutte le case, vendute dai Garden o dagli Ipermercati.

Di seguito quindi una scheda riassuntiva di come la coltivo. Leggi tutto “PHALAENOPSIS EQUESTRIS (scheda di coltivazione).”

CYMBIDIUM, COELOGYNE CRISTATA, DENDROBIUM & C. CONSIDERAZIONI SULLA SERRA FREDDA

Inutile negarlo.

Sarà bella e pittoresca la neve, saranno bellissimi gli sport invernali, coreografici i Dirndl e i Loden, ma il freddo inverno è il peggiore nemico delle orchidee. Anche per il mio “plotone” da serra fredda, oramai temprato agli assedi più duri.

Alcune orchidee da “serra fredda”

L’inverno quest’anno è stato duro… come pochi altri.

Almeno in certe regioni del Nord d’Italia.

Da dicembre a febbraio temperature ampiamente sotto lo zero, moltissime notti, nel fondovalle, sino a – 10°. Leggi tutto “CYMBIDIUM, COELOGYNE CRISTATA, DENDROBIUM & C. CONSIDERAZIONI SULLA SERRA FREDDA”

IL DIMORFISMO SESSUALE NELLE CATASETINAE – quarta parte.

Leggendo i precedenti articoli di questo “special” sulle Catasetinae si comprende chiaramente che, a differenza di altre orchidee, questo genere è caratterizzato dal “dimorfismo sessuale”. Questo vuol dire che, il più delle volte, i fiori hanno un aspetto molto diverso l’uno dall’altro, a seconda siano gli stessi “fiori maschili” o “fiori femminili”. Questo è molto evidente nei fiori di Catasetum o dei Cycnoches, molto meno nei fiori bisessuali delle Mormodes.

I fiori maschili sono molto vistosi e molto profumati, molto numerosi ma di breve durata (da poco meno di una settimana a 10 giorni), dotati di un grilletto di “espulsione” del polline che si innesca in risposta al contatto fisico.

Per capire meglio e poter proseguire con il nostro articolo sul dimorfismo, date un occhiata a questo breve video (25 secondi) del Brasiliano Anderson Cassano inerente uno dei Catasetum che ho in coltivazione e cioè il Catasetum Fimbratum.

I fiori femminili, dalla classica forma di elmo, hanno invece la tendenza a durare a lungo (dai 30 ai 45 giorni). Leggi tutto “IL DIMORFISMO SESSUALE NELLE CATASETINAE – quarta parte.”

QUANDO LE PHALAENOPSIS NON BASTANO PIÙ…

Di Valeria.

Mi presento, sono Valeria, coltivo orchidee da diversi anni e siccome le informazioni su queste piante meravigliose non bastano mai, qualche tempo fa ho scoperto questo blog mentre cercavo notizie sulla coltivazione di una Fredclarkeara After Dark.

Sul balcone…

Ma facciamo qualche passo indietro… mia madre ama i fiori, di qualunque tipo e per anni ha avuto un Cimbydium sul balcone che fioriva regolarmente, poi l’idea di dividerlo e qui si spezza l’incanto, in poco tempo tutte le divisioni svanirono nel nulla.

Dopo un po’, arrivó a casa una Phalaenopsis bianca, neanche il giorno dopo ci fu il rinvaso in terra comune, mia madre non si spiegava perché l’avessero venduta con quei “pezzetti di legno”, secondo lei era impossibile che potesse crescere in quelle condizioni! Leggi tutto “QUANDO LE PHALAENOPSIS NON BASTANO PIÙ…”

LE CATASETINAE MENO CONOSCIUTE – terza parte

Quattro sono le specie meno conosciute delle Catasetinae “primarie o naturali” poco usate (o per nulla) nelle ibridazioni di questo genere, per i motivi precedentemente citati. Le foto di questo articolo sono inerenti al solo genere “Galeandra”, gentilmente fornite da Fred Clarke, della Sunset Valley Orchids. Per chi volesse approfondire o vedere gli altri generi descritti consiglio una ricerca in rete, in quanto l’uso delle foto potrebbe essere coperto da diritti di copyright.

Galeandra

Gal. Greenwoodiana © “Sunset Valley Orchids”

E’ un genere poco conosciuto anche se conta una quarantina di specie, caratterizzate dalla particolare forma dei fiori a “campanella o cappuccio”, da alcuni definiti ad “imbuto”.

Il loro habitat naturale si trova dal livello del mare ad altitudini non superiori ai 400-500 metri, nell’America centrale e meridionale, in Stati quali la Guyana Francese, la Bolivia o il Perù, oltre che nello Stato della Florida e in parti dell’India Occidentale. Leggi tutto “LE CATASETINAE MENO CONOSCIUTE – terza parte”