LE CALANTHE DA SERRA CALDA. COLTIVAZIONE, DIVISIONE E RINVASO.

La mia esperienza con le Calanthe da esterno (o da serra fredda) prosegue e l’inverno  non sembra prospettarsi mite come quello dello scorso anno. Sino ad ora hanno mantenuto tutte le foglie “sempreverdi” (alcune si deteriorano ovviamente).

La maggior parte delle Calanthe da serra “calda”, sono invece quelle che hanno il loro habitat naturale nelle zone tropicali e in prevalenza soggette al clima monsonico, dove in inverno ricevono pochissima acqua e quindi entrano in un riposo e alle volte in una vera e propria dormienza con conseguenti foglie caduche, mentre la primavera e l’estate sono sottoposte a elevata umidità e abbondanti piogge. Da considerare inoltre che crescono in terreni ricchi di humus generato dalla caduta delle foglie e dall’azione dei microrganismi e perciò questo dovrebbe essere il substrato da ricreare.

Come le Catasetinae, non sono difficili da coltivare (se capite), richiedono una temperatura che oscilla da minime di 12 – 13° a massime attorno ai 30°, luce diffusa che oscilli dai 20000 lux sino ai 30000, una fertilizzazione quando le nuove crescite hanno raggiunto una certa dimensione e sino a quasi tutto l’autunno.

Come per le Catasetinae, è importantissimo mantenere umido il substrato dopo che le piante si sono sviluppate e durante la crescita attiva, si deve ridurre notevolmente l’irrigazione quando le foglie in autunno iniziano a ingiallire – e magari a cadere – in modo da lasciar completamente asciugare il substrato tra una innaffiatura e l’altra. Si deve insomma passare gradualmente dalle piogge monsoniche al periodo “secco”. A quel punto vaporizzo leggermente la parte superiore del substrato sino a che i getti floreali non spuntano e non sbocciano.

Sbocciati i fiori, accompagno le piante in dormienza sospendendo completamente le irrigazioni e le nebulizzazioni.

Quando l’ultima foglia è caduta e solo alla comparsa delle nuove vegetazioni (di solito in primavera) estraggo gli pseudobulbi, li divido e li posiziono in nuovi vasi con nuovo substrato. Se i rami floreali sono ancora in fiore, li taglio e mi godo i fiori recisi.

Ecco, questa è una differenza sostanziale con le Catasetinae. Mentre con queste ultime il rinvaso e la divisione si fa in completa dormienza per non disturbare e magari rovinare le nuove radici, con le Calanthe da serra calda si interviene per il restiling della pianta solo alla comparsa delle nuove vegetazioni.

Si tenga presente che ogni pseudobulbo, anche se si è formato negli anni precedenti, purchè sano e attivo può contribuire a formare nuove vegetazioni e quindi più piante. Gli eventuali rami floreali vanno recisi in quanto costituiscono un impegno troppo gravoso per la pianta se abbinata allo stress del rinvaso e della divisione.

Prima di tutto si deve preparare il nuovo substrato.

Ricordiamo che deve essere molto drenante ed avvicinarsi il più possibile a quello che hanno in natura e in premessa descritto. Uso un 30% di humus, un 30% di bark pezzatura fine, un 15% di perlite e un 15% di pomice. Non trovo idoneo il lapillo vulcanico in quanto appesantisce troppo il substrato. Aggiungo per ogni pseudobulbo un po’ meno di mezzo cucchiaino di osmocote e cioè fertilizzante a lenta cessione.

Tolto l’intero gruppo di pseudobulbi dal vaso, puliti dal vecchio substrato, si procede ruotando delicatamente gli stessi per liberarli in modo che ognuno sia singolo ed indipendente, lasciando anche le radici – anche se morte – al fine di stabilizzare la piante nel vaso.

Ovviamente ogni “ferita” da divisione va cosparsa di funghicida o di semplice cannella, al fine di accelerare la cicatrizzazione ed evitare spiacevoli conseguenze, rammentando però che la cannella può essere fitotossica.

Il posizionamento nel nuovo substrato dello pseudobulbo è molto importante.

Non sono pseudobulbi che vanno interrati e anzi si deve fare in modo che l’umidità non marcisca né gli stessi né le nuove vegetazioni che stanno crescendo.

Per questo, tenendo con due dita lo pseudobulbo, lascio penzolare le radici nel vaso, e riempio il vaso del substrato sopra descritto sino a circa due centimetri dalla base inferiore dello stesso.

Lo spazio tra questa superficie e la base inferiore dello pseudobulbo la riempio di un mix al 50% tra bark di pezzatura piccola e perlite.

Lo pseudobulbo insomma risulterà semplicemente appoggiato nel nuovo substrato.

Ovviamente, come per le Catasetinae, non si deve irrigare sino a che le nuove vegetazioni hanno raggiunto una adeguata altezza e hanno emesso adeguate radici, che assorbano direttamente dal terreno e siano immerse nello stesso per almeno un paio di centimetri. Si deve sempre fare attenzione perché le Calanthe sono di facile marcescenza e quindi si deve evitare di bagnare direttamente la pianta e lasciar acqua tra le foglie se non vi è un adeguata circolazione d’aria e ventilazione. Una volta che le foglie si sono dischiuse il problema si pone molto meno.

A formazione della pianta e durante l’estate le Calanthe hanno bisogno di molta acqua.

Buona coltivazione!



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