L’USO DELL’ACIDO SALICILICO NELLE ORCHIDEE

Un salice a Trento.

Sin dall’antichità sono conosciute le proprietà curative dell’acido salicilico, acido estratto e trasformato dalla pianta del salice da cui prende il nome.

Gli estratti di salicina, a partire dall’Ottocento, sono stati usati dall’uomo quali antinfiammatori, ottenendo poi successivamente numerosi derivati (salicilati) tra cui l’acido acetilsalicilico che tutti noi abbiamo usato e imparato a conoscere sotto il nome di “Aspirina”, uno dei farmaci più usati al mondo.

Molte sono le proprietà conosciute di questo acido (batteriostatiche, usato in dermatologia contro l’acne, nella cosmetologia più in generale etc.), ma di seguito vorrei condividere con voi la mia esperienza in campo “orchidofilo” trascurando le generiche affermazioni che si trovano in rete sull’uso dell’aspirina in campo botanico.

A noi interessa il fatto che la presenza di acido salicilico nelle piante (e perciò nelle orchidee) rafforza il sistema immunitario delle stesse, in quanto l‘acido salicilico viene sintetizzato dalle piante in risposta alla sfida di una vasta gamma di fitopatogeni ed è essenziale per l’instaurazione di resistenza acquisita, proteggendo l’orchidea dagli attacchi parassitari.

Una dose di … acido salicilico per le orchidee! 🙂

Questo acido si può definire un importante “ormone vegetale” che regola molti aspetti della crescita e dello sviluppo delle piante.

Questi vantaggi (resistenza ai parassiti, sviluppo radicale, miglior vigoria) sono stati testati da molti giardinieri e, da qualche anno, anche da me.

Semplificando potremmo dire che la sintesi dell’acido salicilico nei vegetali attiva semplicemente la loro “resistenza sistemica acquisita”.

Procedimento per l’uso dell’acido salicilico e avvertenze.

Una volta iniziato l’utilizzo, l’acido va usato periodicamente rispettando i tempi sia per l’applicazione che per la sospensione dello stesso, essendo l’acido salicilico un “ormone” (termine improprio 🙂 ) per le piante come per noi umani potrebbe essere il cortisolo.

La soluzione va applicata ogni 10 giorni.

La sospensione invece va fatta allungando di 5 giorni l’intervallo del trattamento (prima 15, poi 20 – 25 – 30) tra un’applicazione e l’altra.

Preparazione.

  • Sciogliere 5 gr di acido salicilico puro in 100 ml di alcool isopropilico.
  • Mettere la soluzione in recipiente ermetico in quanto l’evaporazione dell’alcool potrebbe alterare la concentrazione del principio attivo conservando il recipiente in freezer .
  • Versare 3 ml di soluzione in un litro di acqua osmotica per irrigare le orchidee.

Tutto oro ciò che luccica?

Le ricerche sin qui condotte hanno messo in luce un rallentamento della crescita e sviluppo della pianta soprattutto nella parte superiore o aerea; molto probabilmente questo è dovuto al fatto che molte energie impiegate nella difesa dagli attacchi parassitari vanno a discapito di quelle che dovrebbero essere impiegate dalla pianta per lo sviluppo accrescitivo .

Attenzione … il preparato non è da usare come un fitofarmaco e non dà certo gli stessi risultati in caso di attacco fungineo e/o batterico in atto.

Io seguo il metodo sopra descritto prevalentemente per lo sviluppo radicale delle mie Catasetinae  al fine di avere piante più sane. La mia amica Grazia invece usa un metodo più naturale per ottenere il preparato, immergendo in acqua pezzi di rami di salice, opportunamente privati delle foglie, e lasciandoveli per alcuni giorni.

A voi la scelta!

Un commento su “L’USO DELL’ACIDO SALICILICO NELLE ORCHIDEE”

  1. Ciao Giachino, dai sempre informazioni utili! Grazie per aver condiviso la tua esperienza. Io per promuovere lo sviluppo radicale uso un estratto di alghe, ma ho diverse piante attaccate dalla cocciniglia, voglio provare su qualcuna, se l’utilizzo dell’acido salicilico mi aiuta a proteggerle dalle bestiaccia. Grazie ancora

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.