SALVATE LA STELLA DI NATALE !!! (scheda di coltivazione della stella di Natale)

Chi di noi non ha mai ricevuto (o comperato) una stella di Natale? La similitudine è scontata! Chi di noi non ha mai visto un film di guerra ???….

Immaginate la scena…

Dicembre…. Un battaglione di piante che sfidano l’esercito del Generale Natale. L’esercito delle piante è composto, per numero, dalla brigata delle orchidee e dalle numerose truppe d’assalto delle Stelle di Natale. Il 95 % di queste ultime verranno “massacrate”, mandate allo sbaraglio e sacrificate sul campo delle festività, e gettate irrimediabilmente nelle immondizie! La vittoria del Generale Natale è sempre scontata, nonostante il sacrificio delle oltre 20 milioni di stelle di Natale ,vendute in Italia durante le festività. Alle orchidee va meglio, perchè (anche dato il costo e la tipologia della pianta), la scelta risulta più oculata.

Per chi fosse interessato descrivo di seguito la mia esperienza personale di coltivazione (e di rifioritura), integrandola con i dati tipici di una scheda di coltivazione, nella speranza che chi riceve questa pianta la possa trattare al meglio, con la speranza che possa appassionarvi quanto un orchidea.

Generalità.

Il suo nome “scientifico” è “Euphorbia pulcherrima, è presente sui nostri mercati con il commerciale color rosso “natalizio” e meno con varietà con brattee color bianco panna, arancioni e alcune addirittura marmorizzate.

Proviene dal Messico ma vive “naturalmente” anche in isole piu’ vicine a noi, quali ad esempio le Canarie. E’un arbusto, che in natura raggiunge sino a 4 metri di altezza, formando ampie zone sempreverdi.

Analizzando, ad esempio, il clima delle Canarie, possiamo notare che l’inverno è caratterizzato da temperature calde e giornate molto corte. Nei mesi invernali, teoricamente i più piovosi, le piogge non superano quasi mai i 25 mm per un totale di 3 – 4 giorni al mese, e le temperature oscillano tra i 16 e i 22°.

Questo ci fa capire che per farla fiorire nei nostri appartamenti nel mese del Natale , ha bisogno di temperature attorno ai 20° ( e questo è fattibile) e più ore di buio che di luce ( 12 – 14 ore di buio totale), iniziando al fine di averla completamente rossa per Natale, da fine settembre – inizio ottobre, quando alle 19 è ancora quasi giorno! E questa “forzatura al buio”, negli appartamenti, risulta poco pratica!

Il fotoperiodo per la fioritura… il buio è il segreto!

Questo è il segreto per farla fiorire e, quindi,“diventare rossa!”

La stella di Natale è una pianta “brevidiurna o fotoperiodica” ed è detta così perchè fiorisce “naturalmente” – per l’appunto – verso dicembre, fiorendo appunto quando le ore di luce si accorciano naturalmente e notevolmente.

Da noi, d’inverno diventa buio verso le 17 e si cominciano a vedere le prime luci attorno alle 7 del mattino seguente ( quindi 14 ore!). Questo ci da la possibilità di farla fiorire, piu’ o meno forzatamente,  regolando la sua esposizione alle ore di luce, tenendo presente che deve stare al buio per 14 ore su 24 per almeno 10 settimane.

Ovviamente nessun tipo di luce deve interrompere questa oscurità… (come l’accensione di una lampadina, un lampione all’esterno etc)! Per questo va collocata in un locale o in uno semplice sgabuzzino che non si apra durante le ore di buio o coperta con un sacco che non faccia passare alcuna luce.. ricordandosi ovviamente di metterla in luce filtrata al mattino seguente. 🙂 🙂 🙂

Dopo dieci settimane di buio prolungato, la pianta fiorisce!

Personalmente quest’anno l’ho posta in un armadio…. prima la mia compagna mi guardava come fossi matto ma visti i risultati mi ha solo raccomandato di attrezzarmi diversamente per il prossimo anno!

Pena il mio defenestramento  🙂 🙂 🙂  e quello delle piante!!!

Coltivazione

Passate le feste, da febbraio ad aprile la pianta potrebbe cominciare a perdere le foglie o molte di esse. Ricordate però che questo è il suo ciclo vegetativo e, come molti alberi, perde le foglie anche se non nella nostra tipica stagione autunnale. Inoltre va detto che se seguita come si deve potremo godere di un bel fogliame per tutto l’anno.

Ecco, passate le feste, è in questo periodo che il “nostro soldato” viene sacrificato e gettato nel cassonetto delle immondizie, considerandolo oramai “morto” o quantomeno non indossando più la sua divisa rosso sgargiante.

Come detto prima, essendo un “arbusto tropicale sempreverde,” è così che la intendo coltivare nel corso dei prossimi anni, prefiggendomi lo scopo di farla diventare un alberello “natalizio” che possa sostituire il classico albero di Natale.

La foto qui a fianco mostra una stella di natale che agli inizi 2019 era alta circa 7 cm o ora, a distanza di esattamente un anno è alta 44 cm! Era prima in un vaso grande quanto una tazzina di caffè, l’ho travasata in un vaso di plastica diametro 8 cm.

Nel sud Italio ho visto piante alte circa 2 metri coltivate in vasi di circa 90 cm di diametro.

Rinvasatura

Verso la fine della primavera con un “range” temporaneo che potrebbe arrivare sino a fine giugno ( quella che vedete in tutte le foto dell’articolo è rimasta “fiorita” sino a maggio, perdendo di tanto in tanto qualche foglia), quando molte foglie sono oramai cadute e le foglie non sono più rosse, giunge il momento della rinvasatura in un vaso leggermente più grande, va potata (sempre decidiate di farlo per mantenerla ad altezze da pianta d’appartamento in quanto, come già detto, in natura può arrivare anche a svariati metri d’altezza e in vaso sul metro e mezzo), tenendo presente che ha un apparato radicale molto delicato.

Potatura

Va effettuata (solo al fine di avere una normale pianta d’appartamento e a dargli le dimensioni volute) all’incirca a 25 centimetri dal livello superiore del substrato e sempre comunque sopra il secondo “anello che trovaste sui rami principali”. L’operazione va effettuata prima dell’ inizio dell’estate, quando la pianta ricomincia a vegetare attivamente.

La potatura è chiamata anche “cimatura” (tagliando di circa un terzo tutti i rami), da farsi lasciando alcune foglie, che costituiranno “l’armatura” su cui stimolare lo sviluppo delle nuove ramificazioni, sempre in relazione alle dimensioni definitive della “nuova” pianta desiderata per l’anno seguente.

L’importante è tagliare i rami con un taglierino ben affilato o con lame nuove, perchè il taglio derivante da semplici forbici per potatura, potrebbero schiacciare il ramo tagliato, rendendolo inutilizzabile sia quale talea che compromettendo il ramo principale.

Irrigazione.

Come le orchidee teme tantissimo i ristagni d’acqua. Bagnate ogni qualvolta il terreno o il “pane radicale” è diventato asciutto. Ovviamente l’estate all’esterno asciugherà molto più rapidamente.

Fertilizzante.

Nel corso dell’anno si fertilizza una volta al mese, anche con quello che vi avanza dalla fertilizzazione delle orchidee. Da settembre sino a fioritura avvenuta l’importante è che il fosforo sia superiore alla percentuale di azoto e potassio, così da favorire la fioritura stessa della pianta. In questo periodo faccio particolar attenzione all’ asciugatura del substrato e innaffio appena la pianta lo richiede, concimandola ogni 15 gg con fertilizzante, per l’appunto, più ricco di potassio e fosforo e meno di azoto.

Luce

Abbiamo già scritto abbondantemente su questo fattore e sulle esigenze di questa pianta in merito. Ricordate solo che la stella di Natale preferisce essere esposta a una luce intensa ma filtrata. E’ insomma una pianta che non ha mezze misure. Passa dal pieno giorno alla piena notte (ovviamente quando la state preparando per la fioritura e cioè da fine settembre a Dicembre!)

Temperature.

Riassumendo quanto sopra si può generalizzare dire che vive bene con temperature di 20-25°C di giorno e di 15-20°C di notte.

Quest’anno da settembre a dicembre la pianta in foto è rimasta a temperatura costante attorno ai 22.

Umidità.

L’aria secca degli appartamenti non gli fa sicuramente bene. Ma se coltivate le orchidee lo sapete molto bene. Un umidità relativa attorno al 50% – 60% è ottimale.

Substrato.

Mettete sempre della argilla espansa in fondo al vaso al fine di evitare ristagni e di areare; il substrato vero e proprio che uso io, senza dovermi complicare la vita, è composto da un 60% di torba, da un 20% di terriccio naturale e un 20% di argilla espansa o perlite.

Molti produttori usano invece un mix molto più complesso e cioè torba bionda al 50%, torba bruna o nera al 10%, un 20% di foglie di faggio con l’aggiunta di un 15% di perlite e un 5% di argilla. Ma per noi, semplici amanti di orchidee, mi sembra troppo complesso!

L’importante e che salviate la stella di Natale! Ci conto!

Ciao!

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