CRONISTORIA DI UN AMORE CHIAMATO VANDA!

Di Valeria.

Che dire delle Vanda?

La magnifica fioritura della Vanda!

Trovo che siano le orchidee più affascinanti fra tutte… appena ho iniziato a fare ricerche su questo mondo, sono rimasta sbalordita da queste piante che vivono sospese, con le radici all’aria, figlie dell’acqua e del vento!

Lo stupore dovrebbe terminare quando impari che sono originarie di paesi come India, Cina, Malesia, le terre dei monsoni insomma, in cui l’umidità dell’aria varia fra il 70% e il 90%, il che spiega perché queste piante non hanno bisogno di substrato che immagazzini per loro l’acqua: la assorbono direttamente dall’aria nei periodi in cui le precipitazioni atmosferiche non sono abbondanti!

Invece no, lo stupore riempie i miei occhi ogni volta che ne guardo una, anche se non è in fiore!

Ora, diciamoci la verità, puoi studiare e documentarti quanto vuoi, puoi pensare di organizzarti e dedicarle tutte le accortezze di questo mondo, ma quando te la porti a casa devi fare i conti con le condizioni che hai, dove la vai a posizionare in casa, senza armarti di umidificatore a ultrasuoni e ventilatore, dove trovi un’ umidità costante dell’80% ??? Qui, tutti noi orchidofili, ci ingegniamo per rendere le nostre case il più confortevoli possibile anche per loro.

Fiera come una Regina!

Parliamo ora un po’ delle mie esperienze per sommi capi:

  • Correva l’anno 2011, ne trovo una in un Garden di zona, la porto a casa, la appendo al Filodendro di mamma (alto 2 metri); dopo circa 6 mesi, morta stecchita per Fusarium, dopo aver rischiato di morire di sete e per la poca luce, praticamente ha subito tutte le disavventure possibili!
  • Anno 2015… mi sposo! La adoro così tanto che bouquet e addobbi in chiesa ne sono decorati, chiedo alla fiorista di procurarmi anche una pianta dello stesso colore (blu) per tenerla in casa. La pianta arriva nei primi mesi del 2016. Questa non l’ho uccisa io, se l’è mangiata un ospite sconosciuto. Notavo che la pianta aveva dei pallini tra le foglie basali, pulivo e li ritrovavo il giorno dopo. Non passa neanche un mese e la pianta praticamente si spezza in 2 mentre la spostavo per innaffiarla in doccia, vedo il fusto divorato dall’interno, pulisco la parte rosicchiata, ma della pianta resta ben poco: un apice di sole 3 foglie, malconce, che purtroppo non riesco a salvare.
  • Maggio 2019… autoregalo di compleanno: ordino delle baby piante (perché penso che per farmi le ossa, è inutile provare con piante grandi che se mi seccano mi dispiace da morire).

Arrivano così a fine mese 4 Vanda, 1 Rhyncostilis (che in realtà erano 2 nello stesso vasetto) e 1 Renanthera, tutte di dimensioni comprese fra i 10 e i 15 cm (radici incluse).

Qui sopra potete vedere le mie “Baby Vanda” del 2019 a due mesi dall’acquisto. Queste piccolette sono state sparpagliate per casa alla ricerca dell’angolo giusto in cui farle vivere, confrontando i progressi delle piantine ho scelto il balcone da cui fargli guardare il mondo, messe fuori casa per qualche ora in estate solo sotto stretta osservazione per evitare di ritrovarmi altri ospiti famelici!

Le Vanda erano tutte senza gabbietta, quindi per gestirle le tenevo in vassoi trasparenti, per innaffiarle mettevo un velo di acqua nel vassoio, a contatto con le sole radici  e dopo mezz’ora eliminavo l’acqua in eccesso, questa operazione veniva fatta 2 volte al giorno in estate (era tipo una poppata degli infanti! 🙂 ). Dopo un anno, le piante erano tutte in salute (solo una tutt’ora arranca, ma era arrivata già con vistose macchie sulle foglie e le nuove, nate sotto la mia egida, sono tutte sane) e la crescita era palese in tutte. Felice dei miei successi ne parlavo con tutti, tant’è che la mia testimone di nozze decide di regalarmene una (immensa!) a ottobre 2020.

Le radici erano lunghissime ma non bellissime, non c’era nessun apice in crescita, dopo la fioritura, durata circa un mese, la sposto in una stanza con balcone designato per l’allevamento di questo genere.

Primo fiore in apertura

Il balcone è esposto a sud (lo potete vedere in foto) e la camera è piccola, facile da gestire come temperatura (durante l’inverno è costante fra i 20/21° C, nel corso dell’estate arriva ad un massimo di 25° C). Per l’umidità uso semplici nebulizzazioni delle foglie, l’aria in casa è piuttosto secca, quindi anche le foglie non restano mai bagnate a lungo.

Per innaffiarla la porto in doccia, nel periodo invernale l’ho innaffiata una volta a settima, con una o due passate di acqua (alle sole radici) a distanza di 10-15 minuti. A irrigazioni alterne ho dato un po’ di concime nebulizzando le radici, dopo averle bagnate bene prima, con fertilizzante NPK 20-20-20 a dose 1 g/l.

Il 4 febbraio la sorpresa, tra 2 foglie spunta una gemma globulare, la guardo incredula, la studio con attenzione, non avevo mai visto il getto floreale di una Vanda appena spuntato!

Contemporaneamente spunta un apice attivo fra le radici, inizio a innaffiare ogni 5-6 giorni.

Il getto floreale cresce ad una velocità sorprendente, più di 1 cm al giorno!

Secondo ramo floreale!
Il giusto posizionamento per la Vanda

L’8 marzo, per la festa della donna, mi regala un secondo getto floreale, lo interpreto come la conferma che sto facendo tutto bene!

A distanza di un mese e mezzo da quando l’ho visto spuntare, (19 Marzo) conto 9 boccioli distinti e l’apice ancora in crescita!

Il 22 marzo, il primo fiore è una corolla in apertura, ed io lo guardo estasiata, sono felice come una bambina!

Il 14 aprile si apre l’ultimo fiore, a completa apertura la pianta reca un spiga floreale alta 35 cm con ben 12 fiori!

Visto che la pianta risponde con nuove radici attive e le giornate si allungano, le irrigazioni sono sempre più frequenti, ora la innaffio già ogni 2-3 giorni, nel corso dell’estate diventeranno giornaliere, con concimazioni a irrigazioni alterne con soluzione 2g/l.

La Vanda e l’umidità.

Sospetto che dovrò incrementare l’umidità, forse comprerò un umidificatore ad ultrasuoni perché noto che la foglia fatta da quando l’ho comprata presenta una riga vistosa al centro dei 2 lembi e tutto ciò mi fa pensare che le nebulizzazioni non bastino.

Le mie conclusioni su come coltivare al meglio le Vanda in casa, riguardano essenzialmente sul dare la giusta quantità di luce. Ritengo che un’illuminazione adeguata fornisca abbastanza robustezza ed energia alla pianta per svilupparsi in modo sano: chi non ha la fortuna di avere balconi e finestre posizionati nel migliore dei modi  per fornire la luce di cui necessita questo genere, o vuole sfruttare angoli di casa interni, deve perlomeno integrare con luce artificiale opportuna.

Gli altri fattori chiave sono ovviamente acqua, umidità e concimazione.

Sull’acqua, io al momento sono fortunata. A causa di un guasto sulla rete pubblica, da diversi mesi siamo stati costretti a sfruttare l’acqua di un pozzo privato di cui siamo, fortunatamente, provvisti. L’acqua è potabile, ha tutte le caratteristiche di un’acqua imbottigliata (povera di sodio e calcare), non è clorata e non sosta nella cisterna di cui ci siamo dotati per più di 6 ore. Da quando la uso ho notato un netto miglioramento in tutte le piante di casa, poiché la sua buona qualità, con buoni valori di conducibilità e un buon pH influenzano le capacità di assorbimento delle sostanze nutritive da parte delle radici. Consiglio a tutti di leggere gli articoli di Gioachino in merito.

L’ultima arrivata! Una Vanda Tricolor var.Suavis

L’umidità è il tallone d’ Achille di casa mia, cerco di ovviare come meglio posso, ma mi rendo conto che le piante più sensibili ne risentono e questo mi sta spingendo a trovare una soluzione adeguata.

Le concimazioni ovviamente vanno fatte, (le piante devono nutrirsi!)  è inutile negarlo. L’anno scorso, complice la pandemia e l’obbligo di stare in casa, sono stata molto più costante che negli anni scorsi e le piante hanno gradito, dopo anni di insuccessi, sono riuscita a far fiorire anche un Cymbidium.

Ci vuole metodo e costanza, inutile affidarsi ai concimi commerciali, sembra che diano ottimi risultati, ma ora che sono passata ad un concime solubile N-P-K 20-20-20 completo anche di microelementi, non lo cambio più!

Messa a dimora di quattro Vanda.

Ho intenzione di iniziare a somministrare alle piante anche il nitrato di calcio (mai dato fino ad ora), ho letto che dovrebbe irrobustirle, quindi, forte dei successi ottenuti, sicuramente lo fornirò alle mie piante!

Per le Vanda non parlo di substrato perché io le coltivo in maniera classica, appese, con le radici che pendono libere o quasi, per la “Vandona” che vedete in fiore uso invece un vaso di vetro bello alto in cui metto le radici per comodità così quando nebulizzo, o la ripongo nel suo angolino, evito di allagare casa.

Raffronto tra Vanda

Vi lascio con le foto dell’ultima arrivata “Vanda Tricolor var. Suavis”, arrivata a casa 10 giorni fa in vasetto con substrato, messa subito in cestello di plastica libera, grande quanto le baby del 2019, come potete vedere dalla foto qui a fianco in cui sono vicine, così vi rendete conto di quanto sono cresciute le altre nel corso di questi 2 anni con me!

Vanda… felice di dire “sono amica di una orchidea”.

4 pensieri riguardo “CRONISTORIA DI UN AMORE CHIAMATO VANDA!”

  1. Ottima e molto utile descrizione di un “amore” che condivido.
    Quindi tu riesci a far fiorire le Vanda in un ambiente poco umido?
    La cosa ha dell’incredibile.
    Che umidità hai nella stanza dove le tieni?
    Grazie

    1. Ciao Massimo, ammetto di non essermi mai dotata di igrometro quindi al momento non so darti un valore preciso dell’umidità che ho in casa. Approssimativamente sarà intorno al 50%. In settimana ti farò sapere con esattezza!

      1. Ciao Valeria,
        Bellissima la tua esperienza con il mondo Vanda, grande la tua tenacia nell’affrontare le varie problematiche e gli insuccessi avuti. Attenzione sono piante al limite nei nostri ambienti domestici, una semplice distrazione e subito ne risentono. Un solo suggerimento, quando introduci nel tuo mondo vegetale una nuova pianta, nel caso specifico una nuova vanda non la mettere subito in contatto con le altre……potrebbe essere portatrice di funghi o batteri, falle fare, diciamo, un periodo di quarantena.
        Simone

        1. Ciao Massimo,
          La fioritura non è condizionata dall umidita’ bensi dall insieme di fattori che circondano la pianta, luce e temperatura in primis. Semmai dobbiamo fare un plauso a Valeria per quanto cerca di rendere umida la pianta con le sue piccole e frequenti attenzioni, vedi spruzzature, vedi docce e umidificatore ad ultrasuoni. Ottime soluzioni che richiedono una certa costanza laddove ti fermi, la pianta entra in stress e sofferenza decidendo di abbandonare le foglie basali e interrompendo la crescita delle radici. Molte volte mi son trovato addirittuta a fare il sandwich, tecnica descritta nell articolo sulla Vanda, proprio per apportare l’umidità.
          Saluti

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