LE BLETILLE

Ho comperato i rizomi di Bletilla su un famosissimo sito dei Paesi Bassi che vende ovviamente piante, tra cui anche qualche orchidea.

Bletilla Striata

E con pochi spiccioli ho riempito la stragrande maggioranza di vasi e fioriere all’esterno! Le Bletille sono una delle orchidee terricole che più mi sento di consigliare perché accetta qualsiasi sopruso, (quasi tutti, nel limite del possibile ovviamente 🙂 ) e vi posso garantire che con me ne hanno passate molte (dallo spostamento da un substrato all’altro, da un vaso all’altro, alla terra piena, da un clima all’altro, dall’interno all’esterno etc etc ). E’ sicuramente la terricola più resistente ed adattabile con cui iniziare .

Questo doveva essere il primo articolo sulle orchidee terricole (ma vista la precoce fioritura è stato preceduto da quello sulle Calanthe e sui Cypripedium ), in quanto su questa specie avevo genericamente analizzato (sbagliando!)  le necessità di quasi tutte le terricole.

Le terricole sono per lo più piante che crescono nel sottobosco, protette dalle foglie degli alberi più grandi di loro, dove il terreno è sempre fresco ed umido oltre che ad essere ovviamente molto drenante. 

L’habitat naturale delle Bletille è però molto diversificato e dipende dalla specie a cui appartiene, può variare da foreste di alberi a foglie larga a quelli di conifere, si può trovare in aree ripide ed erbose e pendii a diverse altezze, in ombra ma anche in pieno sole.

La Bletilla striata ad esempio, ama il pieno sole, ma ho notato che non disdegna (soprattutto nelle ore centrali della giornata) zone più ombreggiate. I fiori di altri generi invece (parliamo sempre di Bietille), se tenuti in pieno sole, anche se non ne risentono, durano sicuramente meno, quindi non mi sento di sconsigliare una posizione di mezz’ombra.

Vasi di Bletilla in crescita.

Se riuscite a sistemare le vostre Bletille in un substrato ricco di humus, a differenza delle epifite, non richiederebbero neppure le fertilizzazioni (o quantomeno fertilizzazioni molto limitate) in quanto le piante prendono il loro nutrimento direttamente dal terreno. Questo terreno deve essere però ricco di sostanze nutritive con un pH leggermente acido, come quello dell’acqua di irrigazione che servirebbe alle “sorelle” epifite e cioè compreso tra 6,2 e 6,5.

Bletilla Striata Kuchibeni

L’acqua da usare per l’irrigazione delle Bletille dovrebbe essere rigorosamente piovana o demineralizzata anche se molti coltivatori dicono che tollerano anche l’acqua di rubinetto. Personalmente a loro fornisco la stessa acqua che uso per le altre orchidee, alla luce del fatto che, essendo all’esterno, beneficiano anche  dell’acqua piovana.

Fatta questa (penso utile) precisazione sul posizionamento, sul  terreno, sulla fertilizzazione e sull’irrigazione, parliamo di questo genere, una delle poche terricole, come detto,  che tollera se non proprio il sole diretto quantomeno una posizione al sole (possibilmente del mattino) o ad un’ombra leggerissima. Nel suo habitat naturale, ad esempio nel sud del Giappone, vive in immense estensioni su altopiani carsici, dove è riparata da erbe alte o dall’ombra screziata, ai margini di vari luoghi boschivi, su pareti rocciose, lungo i fiumi e vicino alle paludi, in ambienti esposti e soleggiati. Ergo… sole, terreno umido e acqua che scorre via!

Bletille ibridate

Ho notato che è una pianta che, dopo averla fatta spuntare in vaso, cresce molto facilmente se tenuta alle temperature “miti” delle primavere delle zone 7 e 8, rapportata all’Italia, della scala USDA (United States Department of Agricolture) – che non è altro che una classificazione per zone di temperature minime limite – alle quali le piante possono resistere. L’inverno il rizoma resiste alle temperature sino a – 10° circa, ovviamente se protetta da acqua, vento e neve con abbondanti pacciamature.

Boccioli di Bletilla Striata

Senza voler entrare in rigorose classificazioni geoclimatiche, diciamo che, per il Nord d’Italia, dove l’inverno si può raggiungere la temperatura minima sopra citata, la Bletilla necessita di una pacciamatura invernale al fine di proteggere il rizoma. Si deve inoltre riuscire a non far anticipare troppo la crescita al fine di evitare le gelate tardive come quelle di quest’anno.

Ovviamente le mie Bletille sono tutte in fioriere e in vasi esposti ad est, in un substrato costantemente umido, composto da humus, torba di sfagno, perlite, argilla espansa e pomice. Quest’inverno avevo aggiunto anche dello stallatico in pellets e dell’humus di lombrico e quindi le fertilizzazioni saranno molto scarse, evitando comunque di usare fertilizzanti chimici al fine di non rovinare il terreno. Le Bletille tenute in vaso e all’interno della serra (tutte quelle che vedete in foto) sono molto più avanti delle “sorelle” tenute in fioriera.

Bletilla Ochracea

Di Bletille ne esistono varie specie, io ho la classica Bletilla Striata, la Bletilla Ochracea e la Bletilla striata ‘Kuchibeni’, oltre a vari altri ibridi, sono quelle che vedete nelle foto, tutte fiorite nel mese di aprile ed ognuna meriterebbe un proprio articolo.

Le Bletille sono orchidee stupende, dal fascino orientale e dalla rusticità nordica… e parafrasando una frase di un noto scrittore … “sono piante che nascono tra l’ultimo brivido dell’inverno e il primo bacio della primavera”. Anche se quest’ultima a volte sembra non voler più arrivare!

Per concludere un video di Francesca, del direttivo Alao, in merito alla Bletilla Striata.

Buona coltivazione di tutte le terricole! Orchidee meravigliose anche nei nostri climi!

 

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