HABENARIA (PECTEILIS) RADIATA. L’ORCHIDEA AIRONE.

Serena, in un commento del 6 dicembre scorso nell’articolo sulla Monnierara Millennium Magic “Witchcraft” scriveva che era a “caccia” di una Habenaria Radiata …

Fiori di Habenaria Radiata.

Abbiamo quindi iniziato la “battuta”… 🙂 

Come consuetudine di questo blog, prima sperimentiamo personalmente e poi condividiamo le nostre esperienze e, su queste, eventualmente rispondiamo e consigliamo.

Vista d’insieme fiori Habenaria Radiata

Di seguito quindi la nostra esperienza con questa stupenda orchidea, alcune notizie, consigli sulla coltivazione, personali impressioni ma soprattutto due ricche gallerie fotografiche che vi permetteranno di seguire le indicazioni passo dopo passo per coltivare e far fiorire la Habenaria Radiata.

Generalità.

L’orchidea Habenaria Radiata, il cui nome appropriato è ora “Pecteilis radiata”, conosciuta anche come “Orchidea Airone”, orchideeincasa.it l’ha inserita nella categoria delle orchidee terricole, anche se sarebbe da considerare una orchidea quasi “palustre” se non propriamente palustre.

I “cormi” dell’Habenaria Radiata

E’ una pianta geofita (cresce da “bulbi” interrati ma la definizione esatta sarebbe “cormi”, dalla forma ovoidale della lunghezza di 8-10 mm e dal diametro di circa 5 mm) e le piante perdono la parte aerea (e cioè epigea) nel periodo più freddo. Fa parte di un genere che conta 8 specie, originarie dal sud est Asiatico e il suo habitat naturale sono le zone molto umide, ad alta quota (dai 500 ai 1500 mt), molto esposte al sole diretto, in zone come le paludi o i prati umidi, in terreni stabili che non subiscono modifiche.

La parte aerea si secca in autunno e i cormi rimangono in quiescenza nel sottosuolo per tutto l’inverno.

In natura genera un solo fiore per stelo mentre in coltivazione anche due o tre.

Le dimensioni delle foglie possono arrivare ai 10-15 cm di lunghezza, strette e lanceolate, lo stelo ai 30 cm e le dimensioni del fiore sui 3 cm. Molto più facilmente le piante coltivate raggiungono dimensioni molto minori.

Essendo in natura esposta alla radiazione solare diretta, al fine di far fiorire questa orchidea serve un’intensità luminosa mediamente di oltre 50.000 Lux, per arrivare ad oltre 90.000, che è l’intensità del sole nelle ore centrali di una di queste giornate d’agosto, in posizione est, esposta direttamente ai raggi solari, ovviamente in un substrato che trattenga moltissima umidità.

Grandine d’agosto… anche sulle Habenarie!

Le piante che vedete in foto sono cresciute in pieno sole per tutta l’estate, ma un’ombreggiamento nei mesi estivi più caldi sarebbe gradito alla pianta. Ricordiamo che il sole alle nostre latitudini è molto più forte e “cattivo”. Forse quest’anno avrei dovuto prevedere anche un telo antigrandine vista la forte grandinata subita dalle piante ai primi d’agosto.

L’Habenaria radiata si può coltivare in vaso, ma l’ho vista coltivare anche direttamente in una sfagnera o assieme alle piante carnivore. E questa sarà la sfida per il prossimo anno, in quanto in sfagno vive e cresce molto più bella, robusta e rigogliosa. Essa ovviamente non riesce a vivere se tenuta all’interno, quindi la sua coltivazione in fase di vegetazione va fatta esclusivamente all’aperto o in posti dove luce, temperatura, ventilazione e umidità siano il più naturali e simili a quelli del suo habitat d’origine.. Coltivando anche piante carnivore e avendo sfagnere a disposizione, l’unico problema sarà quello di regolare stabilmente il livello dell’acqua in fase di germinazione della pianta.

E’ una pianta dalla germinazione molto lenta (dalla messa a dimora dei cormi alla prima vista della vegetazione passano all’incirca 60 giorni).  Si legge che in crescita questa specie “accetta temperature estive che non superino i 27° C. I migliori risultati si ottengono con 25-26° C di giorno e 19-20° C di notte. Il periodo di riposo invece impone temperature da 1° C a 10° C, che non devono mai scendere sotto gli 0° C”.

Sta di fatto che quest’anno abbiamo raggiunto temperature diurne esterne di 36° e le mie Habenarie, opportunamente in vaso immerso per almeno 4 cm in acqua piovana o osmotica, hanno resistito e sono giunte tutte a fioritura.

La Pecteilis radiata, considerando che ha bisogno di un substrato leggermente acido (pH 6) viene coltivata esclusivamente in due modi.

  • In vaso con substrato composto di torba di sfagno e perlite (al 50%) o con l’aggiunta di sabbia (rapporto 1/3 per ogni materiale). Personalmente i migliori risultati in vaso li ho ottenuti coltivando in sfagno vivo e Kanuma, come potete vedere nelle foto della galleria fotografica.

  • In sfagnera e cioè con sfagno vivo.

Di seguito una galleria fotografica della messa a dimora dei cormi della Habenaria radiata

Alcuni suggerimenti di coltivazione.

  • a) Piantate i cormi ad inizio primavera, ad una profondità di circa 1 cm e posizionateli a distanza di almeno 5 cm l’un dall’altro nei substrati sopra descritti.
  • b) Come già detto, la germinazione è molto lenta e sino a che non si vede comparire la vegetazione  l’irrigazione deve essere regolare, ma non abbondante. Consiglio di nebulizzare il substrato con uno spruzzino in quanto deve rimanere umido, ma non bagnato. Quando spunta la vegetazione le innaffiature devono farsi più frequenti, sino a che il fusto inizia a ingiallire in autunno.
  • c) Lasciate sempre nel sottovaso un cm di acqua, da aumentare nel corso del proseguire dell’estate sino ad arrivare all’incirca ad un terzo del vaso. In autunno fate il procedimento contrario sino all’entrata in “dormienza” (termine inappropriato! 🙂 ) della pianta ma mantenendo sempre almeno 1 cm di acqua nel sottovaso. Con l’arrivo del caldo e a pianta germogliata cominciare ad aumentare il livello dell’acqua.
  • d) Se lasciata nel substrato dove è cresciuta, sopporta i geli invernali; ovviamente si parla di cormi completamente interrati con substrato inumidito ma non fradicio.

Fertilizzante.

Le scuole di pensiero sono opposte.

Vi è chi dice che non va assolutamente fertilizzata e chi dice di fare fertilizzazioni solo durante il periodo di crescita (maggio – agosto), ogni tre settimane, a dosi di “5 gocce” di normale fertilizzante per orchidee x litro d’acqua. Le radici della Habenaria sono finissime e fare danni è molto facile.

Ergo io ho optato per la prima soluzione di non fertilizzare mai !

Il periodo di riposo.

Habenaria Radiata… il volo degli aironi!

Durante il periodo di riposo (all’incirca da novembre a marzo), le annaffiature vengono completamente sospese, il sottovaso con l’acqua va lasciato solo per mantenere umido lo stesso (1 cm o anche meno), e la parte superiore del substrato deve rimanere solo leggermente umida agendo di tanto in tanto con uno spruzzino. In natura il terreno non si secca mai!

La temperatura ideale dove collocare il vaso durante l’autunno/inverno dovrebbe aggirarsi tra 1° C e 10° C in ambiente asciutto. Tenete presente che chi in inverno estrae i cormi (non lo consiglio se ne avete la possibilità), li conserva in appositi sacchetti di carta nel comparto “verdura” del frigorifero. Ma se monopolizzassi anche questo rischierei il divorzio !!! 🙂 

Messa a dimora dei nuovi cormi.

Come già detto, in inverno le piante dovrebbero essere lasciate nello stesso vaso e nello stesso substrato dove hanno trascorso l’estate, come si può vedere dalla precedente galleria fotografica.

Solo quando le temperature notturne iniziano a superare i 12 – 13 ° C (in serra attorno a febbraio-marzo)  si tolgono i cormi dai vasi, si eliminano quelli rinsecchiti e si mettono a dimora quelli belli turgidi, maturati nella stagione precedente e che hanno superato l’inverno nel vecchio substrato. Se invece si coltiva in sfagnera, o assieme alle piante carnivore, i cormi si lasciano allo stato naturale.

Ecco una galleria fotografica degli sviluppi delle piante di Habenaria Radiata..

Sicuramente torneremo a parlare di Habenaria Radiata … sicuramente alla prossima estrazione, pulizia e messa a dimora … e cioè alla prossima primavera!

 

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