GALEANDRA BILOBA

Il “casco dell’uomo”… perché in latino “galea” significa casco e la forma di questo fiore assomiglia proprio agli elmi dei “Conquistador” spagnoli .

Una macro di Galeandra biloba.

Della Galeandra abbiamo già scritto nell’articolo sulle Catasetinae meno conosciute dove trovate molte foto di una pianta – in ogni sua parte – di Fred Clarke.

Sicuramente la specie che più è conosciuta di questo genere botanico è la G. baueri, mentre la G. biloba (che trattiamo in questo articolo), lo è un po meno. Sono piante tipiche del Sudamerica, che seguono tutte le più generiche indicazioni per la coltivazione di questo gruppo (le Catasetinae) quali il riposo invernale e le forti irrigazioni in fase vegetativa  – dove la Galeandra è forse impropriamente collocata .

Come scrivevo, se sia esatto o meno considerare la Galeandra quale una catasetinae lo conferma la lunga diatriba tra botanici e tassonomi. In effetti alcuni la vorrebbero posizionata tradizionalmente insieme alle Grobya e ai Cyrtopodium, in una sottotribù apposita e cioè quello delle separate Cyrtopodiinae, del quale però ora fa parte solo, per l’appunto, il  Cyrtopodium.

La stessa confusione, per i profani, regna anche nella quantificazione delle specie. La WCSP (World Checklist of Selected Plant Families) annovera ad oggi 68 specie, 18 sono i nomi accettati dalla World Monocot Checklist , 37 ne trovate alla voce Galeandra su Wikipedia.

“L’elmo” della galeandra biloba.

E’ una specie – come quasi tutto il genere – non comunemente coltivato, che come le altre catasetinae ha due fasi di coltivazione, quello della crescita e quello del riposo (anche se non così rigoroso come per le altre), dove, come già detto, si deve abbondantemente annaffiare durante la fase di crescita e fioritura (monsone estivo), ma ridurre drasticamente ma non sospendere completamente durante la stagione di riposo (monsone invernale). Perché scrivo “non così rigoroso” ?

Per capire come coltivarla si deve tener presente che la Galeandra biloba ha il suo habitat naturale, che si trova nelle foreste montane Andine umide ad altitudini intorno ai 1500 – 1800 metri. Quindi in un clima non così caldo come la maggior parte delle catasetinae del Centro America.  E’ una pianta che vive come epifita ma anche come terricola alle altitudini più elevate.

Piccole Galeandre biloba crescono …

Il Perù si trova appena sotto la linea dell’equatore, è un paese diviso in almeno tre grandi fasce climatiche con climi diversi, la Costa, la Sierra e la Selva. Le Ande, che attraversano il Perù da nord a sud, separano la costa dall’area amazzonica e il clima varia a seconda dell’altitudine. Per questo consiglio di osservare la pianta e seguire il ciclo vegetativo più che una calendarizzazione temporale.

I suoi pseudobulbi sono stretti, allungati, fusiformi con foglie sottili e strette. I fiori generati da ramificazioni dall’apice del pseudobulbo da cui dipartono dei peduncoli che a sua volta sorreggono i fiori e il quale pseudobulbo può produrre diverse esplosioni di fiori in sequenza.

Galeandra biloba

Per una coltivazione ottimale serve un substrato che trattenga molta umidità ma molto drenante, bark di pezzatura media o lapillo vulcanico e qualche filo di sfagno svolge egregiamente questa funzione. L’importante è che il substrato in fase di dormiente rimanga completamente asciutto.

Buona coltivazione!

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