BULBOPHYLLUM PHALAENOPSIS

di Marco Malacarne.

Il genere Bulbophyllum comprende un gran numero di specie di orchidee tropicali, comprende circa 2000 specie di piante epifite e in alcuni casi litofite.

Bulbophyllum phalaenopsis © Marco Malacarne.

Sono tutte piante a crescita simpodiale che presentano pseudobulbi più o meno grandi, di diverse forme e più o meno distanziati sul rizoma principale. Molte specie hanno internodi molto lunghi e sono in grado di colonizzare il tronco di interi alberi.

Una particolarità delle piante appartenenti a questa famiglia sono i fiori che hanno spesso forme e colori molto particolari e anche frequentemente un odore sgradevole in quanto sono impollinati molto spesso dalle mosche.

Bulbophyllum phalaenopsis © Marco Malacarne.

Il Bulbophyllum phalaenopsis è una delle specie con pseudobulbi e foglie più grandi appartenenti a questo vasto genere e appartiene alla sezione Macrobulbon, che comprende appunto le specie di dimensioni maggiori.

Questa specie prende il nome non tanto per la somiglianza dei fiori con quelli delle piante appartenti al genere Phalaenopsis, ma per la somiglianza delle foglie con quelle delle Phalanopsis.

Gli pseudobulbi sono lunghi dai 10 ai 15 cm e larghi anche 5 cm, le foglie superano facilmente il metro di lunghezza e i 15 cm di larghezza.

I fiori, anche più di 20, sono riuniti in un grappolo molto denso e sono di un colore rosso scuro con punteggiature di bianco-crema e emanano un forte odore di carne putrefatta per attirare gli insetti impollinatori. La fioritura è abbastanza lunga rispetto a quella di molti altri Bulbophyllum e dura circa 2 settimane.

Habitat

Bulbophyllum phalaenopsis © Marco Malacarne.

Le numerosissime specie appartenenti a questo vaso genere si sono adattate a vivere in molti habitat diversi, dalle foreste umide e calde ai luoghi molto secchi con vegetazione xerofitica.

Il Bulbophyllum Phalaenopsis è originari delle foreste umide e di bassa quota della Papua Nuova Guinea dove cesce come epifita sui grandi alberi.

Temperatura

La pianta cresce bene in una serra intermedio-calda, la pianta rimane attiva tutto l’anno e non è raro che emetta delle nuove vegetazioni anche in pieno inverno. La pianta ama una temperatura abbastanza elevata, in inverno tengo 15°C come temperatura minima e in estate la temperatura sale anche a 35°C.

Bulbophyllum phalaenopsis © Marco Malacarne.

Luce

La pianta ama una posizione di mezz’ombra, in inverno va benissimo anche esporla al flebile sole diretto.

Umidità

La pianta gradisce un buon livello di umidità, almeno del 70%, durante tutto l’anno.

Acqua

Utilizzare solamente acqua da osmosi inversa a cui vengono aggiunti sali fino a raggiungere circa 400 µS/cm di conducibilità e un pH intorno a 5,5-6,5. La pianta va innaffiata abbondantemente con una somministrazione continua di concime in modo da garantire il giusto apporto di nutrienti per la formazione del nuovo pseudobulbo che deve essere quanto meno grosso come il precedente. Il substrato deve rimanere sempre umido per evitare la disidratazione delle radici molto sottili e delicate, ma non si devere avere un eccessivo ristagno di acqua.

Fertilizzazioni

Questa specie è molto affamata di concime, irrigare quotidianamente utilizzando acqua da osmosi inversa addizionata con concime, nitrato di calcio e solfato di magnesio a 400 µS/cm; in inverno diradare le irrigazioni in modo da mantenere il substrato sempre umido, ma mai fradicio.

Bulbophyllum phalaenopsis © Marco Malacarne.

Ventilazione

Mantenere sempre una buona ventilazione. Prestare particolare attenzione durante il periodo di crescita della nuova vegetazione che è molto sensibile ai marciumi.

Media e rinvaso

Per questa pianta utilizzo una miscela di bark medio e poco sfagno in modo da avere un substrato che dreni via l’eccesso idrico, ma che al contempo rimanga abbastanza umido.

Rinvasare la pianta quando riempie il contenitore, i rinvasi sono ben sopportati, ma se la pianta non ha riempito il vaso e non si hanno problemi radicali non è necessario disturbarla. Prestare attenzione a non rovinare le radici in crescita e le eventuali nuove vegetazioni

Altro – curiosità

Bulbophyllum phalaenopsis © Marco Malacarne.

Questa specie è stata acquistata qualche anno fa alla mostra di Monte Porzio Catone come divisione a radice nuda composta da 3 pseudobulbi di media dimensione. Arrivato a casa e aperto il sacchetto mi sono accorto che in realtà gli pseudobulbi erano divisi e le radici in pessime condizioni. Dopo qualche mese di cure ogni pseudobulbo ha emesso una nuova cacciata e qualche piccola radice, dopo anni di cure e molto concime finalmente ho avuto la fortuna di vederlo fiorito con addirittura due infiorescenze.

L’odore emanato dai fiori è abbastanza forte, molto più forte di quello emanato dai Bulbophyllum più comuni in coltivazione e ricalca fedelmente l’odore di carne putrefatta. La pianta attrae a sé un gran numero di mosche e mosconi, ma stranamente non è stata impollinata.

Scheda di coltivazione Bulbophyllum phalaenopsis

È una pianta molto bella e anche facile da coltivare, ma un po’ ingombrante e anche un po’ puzzolente, sconsiglio quindi di coltivarla in casa.

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