COSTRUZIONE DI UNA SFAGNERA PER ORCHIDEE E PIANTE CARNIVORE

di Marco Malacarne.

Pogonia ophioglossoides © Marco Malacarne

Breve premessa sulle torbiere.

Prima di iniziare a illustrare come realizzare una piccola “torbiera” in casa, illustrerò brevemente come si formano le torbiere in natura e quali sono le piante che le caratterizzano.

La torbiera è un’ambiente molto particolare che si forma solamente in presenza di molta acqua molto povera di nutrienti. Una torbiera comincia a formarsi quando sul fondo di uno specchio d’acqua si depositano materiali vegetali e animali che non vengono decomposti per via aerobica poiché l’ambiente è anossico ovvero molto povero di ossigeno.

Pectelis radiata Hishou © Marco Malacarne

Man mano che i detriti si accumulano lo specchio d’acqua si chiude; quando ciò avviene  la superficie della torbiera viene colonizzata da specie molto particolari adattate ad un’habitat privo di nutrienti e con un pH acido. Tra i primi colonizzatori si hanno i muschi del genere Sphagnum, comunemente conosciuto come sfagno, che crescono molto velocemente in un habitat privo di elementi nutritivi e contribuiscono ulteriormente ad aumentare l’acidità grazie alle loro secrezioni. Lo sfagno è in grado di crescere anche diversi centimetri l’anno, le parti più profonde pian piano si compattano e si aggiungono alla torba formata in precedenza. In alcuni casi lo sfagno forma anche giganteschi cuscini, spessi anche un metro, che galleggiano su uno specchio d’acqua. Leggi tutto “COSTRUZIONE DI UNA SFAGNERA PER ORCHIDEE E PIANTE CARNIVORE”

THECOPUS MAINGAYI

di Marco Malacarne.

Generalità

Thecopus maingayi © Marco Malacarne.

Il genere Thecopus comprende solo due specie molto simili tra loro: Thecopus maingayi e Thecopus secunda.

Thecopus maingayi è una pianta epifita di medie dimensioni a crescita simpodiale. Gli pseudobulbi sono alti 2-3 cm e larghi circa 1-1,5 cm e portano una singola foglia lunga 10-15 cm.

L’infiorescenza pendula, emessa dalla base dello pseudobulbo, porta fino a 10 fiori di colore verdi con maculature rosse o marroni più o meno evidenti. Il labello è bianco a volte maculato. I fiori, larghi circa 2-2,5 cm, durano circa 2 settimane e si aprono in rapida successione sullo stelo. Leggi tutto “THECOPUS MAINGAYI”

AFROPECTINARIELLA SUBULATA (ANGRAECUM SUBULATUM)

di Marco Malacarne.

Generalità

Afropectinariella subulata © Marco Malacarne.

Il genere Afropectinariella è stato istituito molto recentemente da Maurielle Simo-Droissart e Tariq Stevart e comprende 5 specie originarie dell’Africa occidentale una volta appartenenti alla sezione Pectinaria del genere Angraecum. Inizialmente l’ìntera sezione Pectinaria era stata separata dal genere Angraecum e descritta come Pectinariella, ma studi più approfonditi hanno portato alla separazione delle specie originarie dell’Africa occidentale, ora descritte come Afropectinariella, dalle specie originarie del Madagascar e dell’Africa orientale che sono state lasciate nel genere Pectinariella.

Come già detto il genere Afropectinariella comprende 5 specie con caratteristiche uniche come i fiori piccoli portati da steli molto corti inseriti lungo il lungo fusto pendente e molto ramificato che porta foglie persistenti strette e carnose addirittura appuntite verso l’apice. Leggi tutto “AFROPECTINARIELLA SUBULATA (ANGRAECUM SUBULATUM)”

ANGRAECUM SCOTTIANUM

di Marco Malacarne.

Generalità

Angraecum scottianum © Marco Malacarne.

Il genere Angraecum comprende numerosissime (circa 200) specie di orchidee a crescita monopodiale originarie dell’Africa continentale e delle isole adiacenti. Il genere Angraecum è suddiviso in 19 sezioni e comprende specie molto diverse tra loro, dal grande Angraecum eburneum che produce foglie lunghe anche più di un metro e fusti alti fino a 150cm ai piccolissimi Agraecum della sezione Nana che presentano foglie e fusti lunghi al massimo pochi centimetri.

Angraecum scottianum presenta un fusto lungo 20-30cm, solitamente pendente e ricoperto da foglie terete persistenti di colore verde scuro lunghe 6-10 cm. L’infiorescenza viene emessa in primavera o in estate e porta 1-4 fiori bianchi non ruspinati. I fiori cerosi sono molto grandi rispetto alle dimensioni della pianta, presentano un labello sproporzionato a forma di conchiglia; lo sperone è lungo più di 20 cm. Leggi tutto “ANGRAECUM SCOTTIANUM”

MILTONIA MORELIANA

di Marco Malacarne.

Miltonia moreliana © Marco Malacarne.

Generalità

Il genere Miltonia è stato descritto da John Lindley nel 1837 prendendo come esempio la specie brasiliana Miltonia spectabilis. Inseguito il genere è stato diviso in due, separando le Miltoniopsis che hanno caratteristiche di coltivazione ben diverse dalle Miltonia. Il genere Miltonia è affine ai generei Oncidium, Odontoglossum e Brassia con i quali sono noti anche ibridi intergenerici complessi.

Miltonia moreliana, conosciuta fino a poco tempo fa come Miltonia spectabilis var. moreliana, è stata descritta da Achille Richard nel 1848. Si tratta di una pianta a crescita monopodiale con pseudobulbi di forma ovoidale, spessi 5 – 10 mm, larghi 3 – 5 cm e alti fino a 10 cm; distanziati sul rizoma. Ogni pseudobulbo porta due foglie apicali ed è avvolto parzialmente in altre due foglie basali che con la maturazione dello stesso si seccano e cadono. L’infiorescenza emerge dallo pseudobulbo maturo e porta 1, massimo 2, fiori molto grandi con petali viola scuro e labello rosa, gradevolmente profumati. Leggi tutto “MILTONIA MORELIANA”

GASTROCHILUS RETROCALLUS

di Marco Malacarne.

Gastrochilus retrocallus © Marco Malacarne.

Generalità

Il genere Gastrochilus comprende 52 specie originarie dell’Asia orientale. La specie appartenenti a questo genere sono a crescita monopodiale e presentano foglie molto ravvicinate inserite su un corto stelo, come struttura assomigliano un po’ alle Phalaenopsis. Le infiorescenze vengono emesse lungo lo stelo, solitamente sono molto corte e portano numerosi fiori molto ravvicinati.

Gastrochilus retrocallus è una specie un po’ diversa dalle altre appartenenti al genere Gastrochilus, la pianta è molto piccola e le infiorescenze portano pochi fiori. Per molto tempo infatti questa specie è stata classificata come Haraella retrocalla, nome con cui è molto nota tra gli appassionati orchidofili. Leggi tutto “GASTROCHILUS RETROCALLUS”

PLEIONE WHARFEDALE “PINE WARBLER”

di Marco Malacarne.

Pleione Warfedale ‘Pine Warbler’ © Marco Malacarne.

Parentela.

La Pleione Wharfedale è un ibrido molto particolare, generato dall’impollinazione di Pleione Hekla, a fioritura primaverile con il polline di Pleione Lassen Peak, ibrido a fioritura autunnale.

La Pleione Hekla è un ibrido primario, registrato nel 1982, tra Pleione pleionoides e Pleione humilis, entrambe a fioritura primaverile. È un ibrido a fioritura abbastanza precoce e con steli brevi, caratteristiche ereditate da Pleione humilis. Il fiore è color viola petunia, il labello è macchiato di rosso scuro, con prominenti creste gialle al suo interno, caratteristiche derivate invece da Pleione pleionoides. La Pleione Lassen Peak è un ibrido generato dall’impollinazione di Pleione praecox con il polline di Pleione x Lagenaria, derivato a sua volta dall’incrocio Pleione maculata e Pleione praecox. La Pleione Lassen Peak, come i genitori, è un ibrido a fioritura autunnale che eredita la dimensione del fiore, la forma del labello, il colore dei petali e dei sepali da Pleione praecox. Da Pleione maculata, invece, derivano la colorazione e le maculature del labello. Leggi tutto “PLEIONE WHARFEDALE “PINE WARBLER””

PLEIONE MACULATA

di Marco Malacarne.

Generalità

Fiore di Pleione maculata © Marco Malacarne.

Il genere Pleione comprende circa una ventina di specie e moltissimi ibridi artificiali la cui tassonomia è motivo di controversia tra i botanici. Sono tutte piccole orchidee terricole originarie delle zone montuose dell’estremo est asiatico (Cina, Nepal, Tibet, India). Tutti i Pleione possiedono pseudobulbi annuali muniti di 2-3 foglie: lo pseudobulbo si forma e matura durante il periodo più piovoso e caldo dell’anno, una volta raggiunta la maturazione il vecchio pseudobulbo si esaurisce e marcisce, mentre quello appena formatosi perde le foglie.

I Pleione si dividono in due famiglie: quelli a fioritura primaverile a cui appartengono la maggior parte delle specie e degli ibridi in commercio e un piccolo gruppo a fioritura autunnale originario di zone a clima più mite. Le piante appartenenti al primo gruppo, come si intuisce facilmente, producono le infiorescenze dopo il periodo di riposo invernale, circa nel mese di marzo-aprile, dopo il fiore compaiono subito le foglie e comincia a formarsi il nuovo pseudobulbo che in autunno entrerà in riposo. Leggi tutto “PLEIONE MACULATA”

CYNORKIS GUTTATA

di Marco Malacarne.

Stupendi fiori di Cynorkis guttata © Marco Malacarne.

Il genere Cynorkis comprende circa 120 specie distribuite tra l’Africa tropicale, il Madagascar, le Comore, le Mascarene e l’Africa del Sud. Nel solo Madagascar sono presenti circa 97 specie (ma ogni anno ne vengono descritte di nuove) quasi tutte endemiche. Sono piante terricole o più raramente epifite con radici tuberose o carnose. Il numero di foglie è variabile a seconda delle specie.

Nello specifico la Cynorkis guttata è una piante terricola alta da 15 a 35 cm con una sola foglia solitaria (10-50 x 3-8 cm) che si sviluppa completamente solo dopo l’appassimento dell’infiorescenza. Leggi tutto “CYNORKIS GUTTATA”

BULBOPHYLLUM PHALAENOPSIS

di Marco Malacarne.

Il genere Bulbophyllum comprende un gran numero di specie di orchidee tropicali, comprende circa 2000 specie di piante epifite e in alcuni casi litofite.

Bulbophyllum phalaenopsis © Marco Malacarne.

Sono tutte piante a crescita simpodiale che presentano pseudobulbi più o meno grandi, di diverse forme e più o meno distanziati sul rizoma principale. Molte specie hanno internodi molto lunghi e sono in grado di colonizzare il tronco di interi alberi.

Una particolarità delle piante appartenenti a questa famiglia sono i fiori che hanno spesso forme e colori molto particolari e anche frequentemente un odore sgradevole in quanto sono impollinati molto spesso dalle mosche. Leggi tutto “BULBOPHYLLUM PHALAENOPSIS”

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