NEOBENTHAMIA GRACILIS

La “palla floreale” della Neobenthamia gracilis.

Come scriveva John Gunther

L’Africa, sotto certi aspetti, non è affatto un Continente Nero, è sfolgorante di luce.”

Una lucente folgorazione…

La Neobenthamia gracilis !

Generalità.

E’ una pianta tipicamente africana, endemica della Tanzania, identificata quale orchidea da serra intermedia/calda.

Cresce come terrestre o come litofita, in situazioni simili a quelle dell’Epidendrum Radicans, sulle rocce o comunque su ampi spazi di terreno, ad altitudini che oscillano tra i 400 e i 2000 metri , in zone luminose calde ed umide.

I suoi fiori sono lievemente profumati e sbocciano dalla sommità apicale, sommità che può raggiungere altezze di 120-130 cm, dove i fiori si aprono progressivamente formando una “palla” quasi esattamente sferica.

Primi boccioli Neobenthamia gracilis

Può fiorire in ogni momento dell’anno, ma le fioriture si verificano principalmente tra l’autunno e la primavera e hanno lunga durata.

Questa pianta necessita, per fiorire, di un alto livello di luce e in estate, purché ben idratata, la tengo in pieno sole e all’aria aperta, evitando l’irraggiamento solare delle ore centrali della giornata. Fornisco cioè tutta la luce possibile, evitando ovviamente che le foglie si brucino.

Substrato.

Inizio fioritura Neobenthamia gracilis

Il substrato deve essere particolarmente drenante ma trattenere l’umidità.

Per questo uso particolarmente un mix di pietre laviche (lapillo vulcanico, perlite, pomice) con l’aggiunta di un po’ di carbone e una percentuale minima di torba di sfagno.

Si può coltivare anche semplicemente in bark di pezzatura piccola e/o media con l’aggiunta di sfagno per mantenere più costante l’umidità.

Irrigazione.

Neobenthamia gracilis .

Aumentare gradualmente l’acqua quando i nuovi getti iniziano a spuntare in primavera e mano a mano che la crescita diventa più attiva, lasciando “quasi” asciugare il substrato tra le annaffiature, facendo molta attenzione però che le piante non rimangano mai asciutte per lunghi periodi, neppure durante l’inverno. Si tenga presente che in natura il terreno che le ospita è pressoché costantemente umido e che l’umidità ambientale è piuttosto alta.

E’ consigliabile usare acqua da osmosi o piovana, così come per tutte le terricole.

Fertilizzante.

Particolare fiori Neobenthamia gracilis

A seconda del substrato usato, dipende la dose del fertilizzante da impiegare. Con il substrato indicato nel presente articolo, uso 0,5 gr x lt di un fertilizzante bilanciato quando è in crescita attiva ogni 15 giorni.

Anche per questa pianta è valida la regola che ogni tre fertilizzazioni si dovrebbe fare una lisciviazione con acqua pura.

Molti coltivatori, per la fertilizzazione, seguono il ciclo stagionale della pianta, passando da un fertilizzante ricco di azoto in primavera ad un bilanciato nei mesi estivi per concludere con uno ricco di fosforo in autunno.

Periodo di riposo.

La Neobenthamia gracilis non ha un vero e proprio periodo di riposo e come l’Epidendrum Radicans è semplicemente meno attiva nelle stagioni fredde, anche in considerazione che nel suo habitat naturale passa dai 30° diurni ai 20 ° notturni anche in pieno inverno.

Foglie Neobenthamia gracilis

Considerando che anche in inverno la rugiada persiste sui terreni dove essa vive, in questo periodo si riducono le irrigazioni ma non si sospendono completamente, mentre il fertilizzante deve essere drasticamente ridotto se non sospeso sino alla primavera successiva o alla comparsa delle nuove vegetazioni.

Posizionamento e propagazione.

Considerando quanto riportato precedentemente, in inverno la tengo su un balcone dietro una finestra esposta a sud a temperatura ambientale, in estate all’aperto esposta ad est assieme alle altre orchidee che amano la luce. La stessa pianta genera nuovi pseudobulbi alla base di quelli vecchi (pianta simpodiale) e può formare nuovi keiki, che possono dare vita a nuove piante.

Una pianta consigliata, ma non ovunque reperibile.

Buone soddisfazioni a tutti voi nella sua coltivazione!



3 pensieri riguardo “NEOBENTHAMIA GRACILIS”

    1. Ciao.
      In effetti l’acquisto delle Africane non è stato un granché !
      Su 19 piante arrivate, molte piante piccolissime, altrettante arrivate in cattive condizioni, molte praticamente già morte.
      Spero vivamente in quelle Californiane, anche perché comprese le tue 7 il totale delle piante che mi dovrebbero arrivare sono 44 ! 🙂

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