DENDROBIUM KINGIANUM (scheda di coltivazione)

Sul Dendrobium Nobile Simone ha già scritto un esaustiva “esperienza di coltivazione”.

Di seguito, apprestandomi a regalare una pianta di Dendrobium Kingianum a Raffaella del – club degli epifolli – qualche consiglio per la sua coltivazione.

Da premettere che i Dendrobium si suddividono in 7 gruppi, a seconda di dove vivono e quindi delle loro esigenze climatiche, che devono essere conosciute in quanto incidono sul modo di coltivazione. Il Dendrobium Nobile ( clima monsonico fresco) e il Kingianum (clima semi-temperato Australe) sono, per quanto riguarda il periodo di riposo invernale, quindi “quasi simili, ma a differenza del primo, per il kingianum – durante l’inverno – il periodo di riposo dura meno e, quando ci sono giornate di sole una leggera nebulizzazione del substrato e delle foglie ogni 15/20 giorni la faccio, in quanto un substrato troppo bagnato con basse temperature farebbe soffrire la pianta.

Generalità

E’ una pianta originaria delle coste rocciose australiane detto anche “giglio rosa delle rocce”, con rami floreali che portano da uno ad una decina di fiori che vanno dal rosa al bianco, dal giallo al rosso, ma questi ultimi tre colori sono sicuramente più rari. Nel periodo invernale resiste senza acqua anche per alcuni mesi perché gli pseudobulbi (canne) immagazzinano l’acqua ,permettendo alla pianta di sopravvivere a questi periodi di siccità. Da ricordare che le radici rimangono sempre attive e che a novembre dicembre si devono allocare in un posto più freddo riducendo drasticamente le irrigazioni, sostituendole con nebulizzazione della pianta nelle ore più calde e luminose.

Sicuramente è una pianta forte e adattabile visto che cresce a diverse temperature. Forse per questo tutti dicono che è un pianta semplice, adatta ai principianti, ma se per semplice si intende non farla morire o avere fioriture stentate è vero, se invece si intende farla fiorire abbondantemente, mi si permetta nulla di più sbagliato.

Già di suo è una pianta che produce molti Keiki, ma sbagliando la coltivazione non si vedra sicuramente fiorire.

Per questo, per vedere la fioritura, che di solito avviene alla fine dell’inverno – inizio primavera inoltrata, dopo un periodo relativamente secco mai, e ripeto mai, dare un elevato rapporto di azoto nella fertilizzazione. C’è chi sostiene che la produzione di Keiki non dipenda dall’eccessivo sovra dosaggio di azoto, ma ho notato che in questo caso i keiki aumentano e compromettono la fioritura successiva.

Da ricordare che dopo la fioritura si devono rimuovere tutti i keiki e i ramoscelli floreali diventati oramai secchi.

Luce.

Vivendo in prevalenza sulle rocce, la luce deve essere massima, quindi da aprile ad ottobre puo’ stare all’esterno in pieno sole del mattino e della sera, ma ombreggiata nelle ore più calde.

Verso aprile, nella mia regione, questa pianta può essere portata in all’esterno, e ritorna dentro verso ottobre o quando le minime notturne non sono inferiori ai 5°.

Temperatura.

Questa pianta vegeta a qualsiasi temperatura, ma le condizioni ottimali sono un ambiente fresco e luminoso con una temperatura notturna in autunno e in inverno attorno ai 10 ° C. Idealmente, l’estate può arrivare a 25/30 gradi . Ho notato che se l’inverno resta a temperature superiori ai 10º C, la fioritura risulta scarsa.

Irrigazione.

Durante la fase vegetativa va annaffiata abbondantemente, a novembre e dicembre sospendo le irrigazioni e nebulizzo una volta a settimana il substrato fino a quando i germogli cominciano a svilupparsi. A questo punto riprendo le irrigazioni moderatamente.

Umidità dell’aria

Umidità che oscilla dal 40% all’ 80% l’estate, attorno al 50 – 60% l’inverno.

L’estate è importante assicurare anche una buona ventilazione dell’aria. 

Fertilizzante.

Fertilizzo tutto l’anno con un NPK 10-30-20 sino ad ottobre. Quando vedo le gemme floreali uso un 10-52-10 per indurre la fioritura sempre a metà della forza raccomandata (0,5 gr litro), quindi fertilizzazione a basa concentrazione di Azoto.

Substrato.

Se coltivato in vaso bark di medio piccola pezzatura misto a perlite va benissimo ma di solito viene coltivato in semplice bark.

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