CAPIRE IL DENDROBIUM NOBILE

di Simone

Voglio raccontarvi la mia esperienza di coltivazione di un’altra orchidea, facilmente reperibile nei punti vendita più comuni, il Dendrobium Nobile.

E’ una pianta bella e robusta, si presenta come un insieme di fusti eretti e gonfi su cui sono, a distanza quasi regolare, visibili dei nodi; che la fanno assomigliare a delle canne di bambù.
Per meglio coltivare tale pianta è utile capire il suo ambiente naturale India, Nepal, Cina meridionale, tale luogo, è interessato dei monsoni tropicali che portano forti ed abbondanti piogge durante il periodo di crescita e sviluppo delle piante (primavera-estate); mentre la stagione rigida e fresca, è caratterizzata solo da fitte nebbie mattutine e scarse precipitazioni. Inoltre durante il periodo freddo i grandi alberi a foglia decidua su cui vive questa pianta (è pianta epifita), perdono le foglie pertanto i Dendrobium sono investiti da un considerevole aumento di luminosità. Arrivano ad avere una maggiore illuminazione nell’ inverno piuttosto che nella stagione di sviluppo.

E’una pianta di facile coltivazione se rispettata la peculiarità suddetta, ossia l’inversione dei periodi rispetto al nostro ambiente di coltivazione. Se non si segue tale cambiamento invece dei fiori avremo getti vegetativi, nuove piantine che si sviluppano dai nodi presenti lungo il fusto
Per fiorire quindi, vorrebbe un inverno luminoso e piuttosto rigido e secco, in pratica da novembre andrebbe, anzi va messo in un posto con temperatura sui 10° in ambiente con buona luce e va quasi dimenticata sino alla comparsa dei bocci fiorali lungo la canna. Se invece la temperatura è troppo alta, (distante dai 10°gradi) o la pianta viene annaffiata nel periodo che dovrebbe essere asciutto, produrrà nuovi getti avventizi al posto dei fiori o nessuna fioritura.

Intendiamoci per inverno rigido e secco mi riferisco, collegandosi all’ ambiente naturale, a poche, fino all’ eliminazione totale delle annaffiature del substrato, se vedo che le canne raggrinziscono troppo nebulizzo (ricreo la nebbia mattutina, molte volte non faccio neppure questo), quindi NO BAGNATURE NO CONCIME.
Tanto più la temperatura è bassa, tanto minore dovrà essere l’acqua fornita.

Ecco il difficile, perché nella coltivazione in casa dovremmo dargli durante l’inverno, freddo (che in casa non abbiamo) e luce (che fuori all’esterno abbiamo poco), mentre nel momento in cui vediamo nuove vegetazioni, aumentare acqua e concimazioni (questo lo possiamo fare).

Dopo questa breve indicazione colturale veniamo alla mia esperienza: a fine settembre 2015 mi sono procurato tre piante di Dendrobium nobile

che, non conoscendo le loro necessità, tenevo in casa a una temperatura più alta di quella a loro necessaria; risultato, due delle tre piante hanno sviluppato dei piccoli puntini verdi alla base….l’inizio di nuove vegetazioni, però nel periodo sbagliato.

La terza pianta invece è rimasta ferma.

Ho deciso così di percorrere due strade, quella ferma l’ho messa all’ esterno al freddo mentre le altre due sono rimaste al calduccio in casa sviluppando le nuove vegetazioni. A forza di guardare, curiosare una pianta di casa mi cadeva a terra, rompendo solo il vaso ma mostrandomi un apparato radicale arrotolato sul fondo del contenitore. Radici totalmente diverse da quelle delle phal, queste sono lunghe bianche, fini e dall’ aspetto molto fragile.
Mi domando se non è il caso di fare una bella pulizia, un travaso e dare più spazio alle radici, ma siamo alle porte con l’inverno, decido di aspettare collocando il tutto in un contenitore provvisorio.

Finalmente è passato l’inverno e siamo arrivati alla primavera del 2016 con le belle giornate di sole faccio un controllo alla pianta esterna, e sorpresa delle sorprese, in cima a una canna vecchia dei bocci fiorali, quindi il periodo freddo è stato gradito dalla pianta tanto e vero che da dei nodi dormienti presenti su una vecchia canna si sono formati prima i bocci,

 

poi i fiori.

Pieno di entusiasmo, decido di affrontare il travaso delle piante in casa, che hanno emesso sia nuove vegetazioni e sia radici, una bella pulizia dell’ apparato radicale è necessaria, anche perché nel mezzo vi si trova dello sfagno appallottolato che si sta degradando e del terriccio.

Per il substrato nuovo, anche in questo caso ho preferito della corteccia ma più piccola rispetto a quella usata per le phal (in pratica basta regolarsi con le dimensioni delle radici: piccole e fini richiedono ridotti pezzetti di corteccia, radici grandi, cortecce grandi).

Una volta che le piante si sono assestate nei nuovi vasi, le colloco all’ esterno in posizione soleggiata, cercando di bagnarle spesso e concimando(0,1-0,2gr/L); lo sviluppo è buono, anche se quella non travasata presenta ovviamente una migliore crescita.

Il periodo estivo è un pochino più difficile e le piante accusano il grande caldo facendo ricorso all’ acqua contenuta nei fusti, di fatti tornato dalle ferie, li trovo rugosi ma bastano pochi bagnetti frequenti per farli tornare turgidi.

Si arriva in tal modo verso i mesi freddi, a ottobre 2016 cominciano le foglie a diventare gialle, in particolar modo sulle canne vecchie……..COME COME le foglie ingialliscono, la pianta soffre, sta male, vado nel panico, domando, leggo, cerco e ….. trovo la risposta; un’altra particolarità di quest’orchidea è la caduta delle foglie (è pianta decidua), nel periodo di riposo vegetativo alcune foglie possono diventare gialle e seccare lasciando le canne in vista……passata la paura, tutto normale.

Riprendiamo…. Si arriva in tal modo verso i mesi freddi, a ottobre cominciano le foglie a diventare gialle, in particolar modo sulle canne vecchie, le temperature calano e va bene ma, cominciano anche le precipitazioni….la pioggia potrebbe bagnare le mie piante esterne e, questo non deve succedere ….l’acqua dovrebbe diradarsi via via seguendo le temperature più basse……quindi pur lasciandole in terrazza le metto in posizione più riparata.

Ricordiamoci che tale pianta, dovrebbe ricevere sempre meno acqua con l’ abbassarsi delle temperature, proprio per far diventare questa nostra stagione invernale come la loro originaria, cioè fredda ma asciutta (da noi invece l inverno è freddo e bagnato).
Con l’abbassamento ulteriore delle temperature, siamo andati sotto ai dieci gradi,-forse troppo freddo- le sposto in un luogo chiuso non riscaldato, certo che sono proprio leggere…..Verrebbe proprio la tentazione di bagnarle!! Bisogna resistere, al massimo qualche leggera spruzzatura.
Il luogo chiuso non riscaldato andrebbe bene, ma sempre nel loro ambiente c’è pure l’aumento di luce, dato dalla perdita delle foglie dei grandi alberi, quindi occorre che la stanza, il garage, il sotto tetto sia luminoso.

Il freddo ormai è padrone delle giornate e, le piante di Dendrobium sono lontane dai miei pensieri solo in una giornata di sole decido di controllare e vedere come procedono, nonostante fossero leggerissime tanto da cadere a terra ad ogni ventata, la pianta non travasata presentava dei piccoli puntini ai nodi e delle foglie gialle (che ora non destano più paura) mentre quelle travasate un minore sviluppo.

Devo ricordarmi che le piante ora vivono in condizioni diverse; sicuramente l’operazione di travaso le ha portate a lavorare di più nella parte inferiore, l’apparato radicale si deve ricostituire e , si deve adattare al nuovo contenitore; la mia frequenza nell’ irrigazione è risultata più adatta al substrato costituito da sfagno e terriccio, mentre appare insufficiente per il substrato costituito da corteccia. La corteccia asciuga molto velocemente, d’altro canto lo sfagno trattiene molta umidità, quindi quando vedevo la corteccia asciutta, la pianta non travasata era ancora umida.
Le giornate passano e solo raramente i Dendrobium si affacciano nella mia mente, meglio così potrei cadere in errore ed annaffiarli, lentamente arrivo a marzo 2017. I piccoli puntini sono cresciuti diventando dei bocci e alla base delle canne si stanno formando le nuove vegetazioni, le irrigazioni sono riprese lentamente ma sono riprese, questo mi porta finalmente alla fioritura.

La formazione di queste nuove canne è fondamentale perché NON RIFIORISCE SULLE CANNE IN CUI HA GIÀ FIORITO, o meglio potrebbe rifiorire solo in quei nodi che sono rimasti fermi, dormienti. Il fiore si forma lungo i nodi del fusto.

Il tempo prosegue e, quei piccoli puntini divenuti bocci esplodono in una bella fioritura avvenuta sulla pianta non travasata.

Le canne vecchie su cui rimane il peduncolo del fiore non vanno tagliate, seppur esteticamente non siano il massimo, fino a che non diventano gialle e rugose, questi fusti che lentamente raggrinziscono, inizialmente rigonfi d’acqua e sostanze nutritive consentono alla pianta di sopravvivere nel successivo periodo invernale.

L’estate 2017 cerco di farla passare nella maniera più bagnata possibile a tutte le piante, le lascio addirittura immerse in una bacinella piena d’acqua, poi di nuovo il freddo e asciutto ed anche le piante travasate finalmente vanno in fioritura, senza nessun keiki.
In pratica si tratta di un bel ciclo asciutto-bagnato, che se ben eseguito porta alla fioritura e allo sviluppo delle piante.

Saluti.

ecco la fioritura del 2019

 

28 pensieri riguardo “CAPIRE IL DENDROBIUM NOBILE”

  1. Grazie
    Finalmente ho capito.. il Dendrobium Nobile che cominciava a starmi antipatico! Perso uno dopo l’ultima estate bollente fiori, foglie, 2 bastoncini secchi e marroni a settembre. Ok, messo l’anima in pace ossia pianta carina ma non la capisco. Poi un mese fa mi mettono sotto il naso una di un profumo stravolgente e la ricompro pentendomi parecchio sul via di ritorno a casa (.. e ora che ci faccio?..Ho le phal che danno grande soddisfazione anche quelle messe male recuperano).
    Contentissima di aver letto la tua storia ma mi manca un pezzetto.. è novembre il mio DN sta perdendo i fiori, le foglie sono ancora verdi e le canne ancora cicciotte. Sta nel suo misto terriccio/bark frantumato piccolo originale come substrato. Alla base ha dei mini canne che crescono (tipo erba x intenderci) e ora cosa faccio? Non oso guardarla.
    Non la innaffio solo spruzzatine, non la nutro ma deve stare fuori? Di giorno adesso a RM sono circa 16* di notte circa 10*. Deve andare sul balcone vicino al muro lontano dalla pioggia? Casa mia la tengo sul freddino d’inverno ma comunque sopra i 16* max 19*.
    Oppure devo aspettare l’ingiallimento delle foglie e la loro caduta prima di metterla fuori??
    Chiedo aiuto assistere ad una seconda lenta morte anche di questa non vorrei proprio.
    Grazie davvero per i tuoi consigli sono preziosissimi perché non so proprio che fare. Kate

    1. ciao Kate e benvenuta in questa nostra esperienza di coltivazione in casa,
      se ben capito la tua pianta “di un profumo stravolgente” è arrivata a casa tua fiorita verso Ottobre ed ora, a Novembre comincia a perdere i fiori, ma ha anche emesso nuove piccole canne , nuovi butti verdi.
      Se la situazione è quella , direi che la pianta si deve riassestare….la comparsa dei piccoli butti mi fa pensare ad errate temperature, temperature troppo alte rispetto a quelle del periodo, la pianta non si è, se mi passi il termine “fermata”; la fioritura non è comparsa nel periodo per loro naturale ma bensi diciamo forzato commercialmente…..

      Devi a questo punto considerare che la pianta si deve riassestare alle tue condizioni di casa: se hai una posizione all’interno dell’abitazione con buona illuminazione puoi tenerla in casa in modo da non fermare la pianta che continuerebbe a sviluppare le nuove vegetazioni, crescendo forti e robuste per il nuovo anno, ricorda che la fioritura avverrà sulle canne nuove, ma saltando il periodo freddo continuerai ad avere delle piante fuori fase con il rischio di keiki.
      Oppure puoi scegliere di sistemarla in un ambiente freddo e asciutto in modo da rallentare lo sviluppo della pianta, poi a primavera, con l’innalzamento delle temperature la sistemi all’esterno,(magari rinvasandola e controllando il substrato) dove ricomincerai il ciclo.
      Se le nuove vegetazioni sono ancora piccoli puntini personalmente andrei avanti con il riposo; Le piante sono confuse e sono rimaste indietro saltando il ciclo, sono sfiorite da poco!
      Se procedi con il riposo lo sviluppo della pianta, delle radicia si ferma, rallenta, consentendoti di rinvasare in primavera.
      Ricorda inoltre che deve abituarsi gradualmente al freddo, se attualmente l’hai tenuta in casa e se è ancora in casa non metterla subito al freddo esterno direttamente, ma trova un ambiente intermedio dove poterla far acclimatare.

      spero di aver dissolto i tuoi dubbi, se così non fosse, chiedi pure
      Saluti Simone

    2. Ciao Kate.
      Penso che Simone ti abbia dato tutte le info necessarie per far crescere al meglio il tuo Dendrobium Nobile.

      Mi permetto di aggiungere alcuni punti dati dalla mia esperienza personale con questa pianta che è la terza orchidea che preferisco a seguire dalla regina delle orchidee ( la Coelogyne Cristata) e l’orchidea nera ( la Fredclarkeara After Dark).

      Dunque… di dendrobium Nobile ne esistono molteplici tipi essendo un ibrido che eguaglia le phal (almeno commercialmente).
      Il Dendrobium Nobile ( di solito) fiorisce a fine inverno – inizio primavera …. ma questo dipende dalle tue condizioni ambientali.

      Certo, un Nobile che a inizio ottobre, fine novembre ha ancora i fiori è sicuramente “sfasato”. Ma questa è la legge del commercio!

      A novembre il Nobile dovrebbe entrare in riposo vegetativo ( nel loro ambiente inizia il monsone invernale, caraterizzato dal fresco e dalla fine delle piogge), le canne dovrebbero aver finito il loro periodo di crescita vegetativa ed essere al massimo della loro forma e forza, quindi piene di foglie e cicciotte ( piene d’acqua per far fronte all’avvicinarsi del periodo “secco” – anche se la parola secco in natura, grazie all’umidità, non esiste!).
      Verso gennaio, febbraio, quando oramai i boccioli sono in via di crescita e completamento, dovrebbero nascere i nuovi pseudobulbi che sicuramente non assomigliano a fili d’erba, ma sono dei bei “bastoncini” che diverranno le nuove canne che il prossimo anno daranno nuovi fiori.
      Nella stragrande maggioranza dei casi, come ti ha detto Simone, le vecchie canne non danno nuovi fiori.

      Io abito a Trento, qui la minima ora è di 0 – 2° e la massima è di 6 – 8 ° .
      Quindi le mie piante da serra “fredda”, affinchè non diventino da “serra gelida” 🙂 sono in soffitta, temperatura minima e massima attorno ai 10 – 13, dietro una finestra ben illuminata.
      Ricevono una nebulizzata al mattino una due volte alla settimana e riprenderò le annaffiature solo quando i fiori sbocceranno.
      A mio modesto parere i 10 – 16 gradi di Roma ti permetterebbero di lasciarli all’esterno, ma sicuramente i 19° del tuo appartamento sono troppi ( sempre per una pianta che è a regime e non sfasata).

      Ho acquistato anch’io un Dendrobium fiorito in questo periodo e per portarlo a regime per quest’anno e in questo periodo, lo tengo all’interno, gli do acqua una volta alla settimana e attendo la crescita ( precoce) dei nuovi pseudobulbi….
      Quando nasceranno innaffio, con lo scopo di portarli al massimo della loro espressione vegetativa per fine settembre del prossimo anno…. così facendo in un anno riprenderà il suo naturale ciclo vegetativo e si “disintossicherà” da quanto i commercianti gli hanno fatto subire.

      Tieni presente che io, a differenza di Simone, a gennaio ho complete fioriture, il mio “monsone invernale” dura solo 3 mesi, ma questa è una cosa che ho voluto io per avere fiori in gennaio – febbraio e in quanto da me gli inverni sono molto lunghi e rigidi. Ad aprile, in Trentino, la notte rischiamo ancora di scendere sotto i 10°!

      Per concludere penso che il ciclo naturale della pianta tu lo abbia capito, ora sta a te adattarlo alle condizioni di casa tua e ad i tuoi scopi.

      Facci sapere!

      Ciao

  2. Salve, questi giorni ho acquistato anch’io una Dendrobium Nobile, non sono stata fortunata con le Orchidee, ma leggevo ch’è più rustica è quindi ho delle buone possibilità che mi sopravviva. Questo mi ha dato coraggio e lo presa. Ovviamente la pianta è stata forzata per le feste e la bellissima fioritura mi ha conquistata, al punto che mi dispiace non aver preso anche una seconda colorazione. Oltre i fiori ha 2 abbozzi din nuove canne che stanno spuntando. E adesso come mi comporto? In casa ho 20 gradi, fuori 7-12 gradi. Aspetto che finisce la fioritura per “improvvisare” l’inverno? Ma qui a febbraio sono meno 2, meno 3 gradi di notte, forse un po poco?! Sono piena di dubbi. Grazie e bune feste!

    1. Ciao Nicole..
      Dunque… hai ancora i fiori.
      Quindi goditi la fioritura, continuando a darle da bere a seconda delle tue condizioni ambientali e del substrato ( se è composto di quel “terriccio commerciale” per orchidee trattiene molta acqua e molto probabilmente ha una palla di fibra di cocco o una spugna al centro delle radici).
      Quando la fioritura è finita, controlla come stanno le nuove “canne”….
      Se sono effettivamente nuovi pseudobulbi l’obiettivo e ferli maturare per preparale alla fioritura del prossimo anno.
      Oramai il riposo è “saltato” quindi concentrati sulla crescita dei nuovi pseudobulbi.
      Se hai domande chiedi pure.

      Per la cronaca ho acquistato anch’io un Nobile con 3 canne, due fiorite a novembre
      Agli inizi di dicembre aveva perso i fiori e non essendoci segno di nuove canne l’ho messo in “serra fredda” in soffitta ( foto che vedi nell’articolo COELOGYNE CRISTATA . COME FARLA RIFIORIRE!).
      Proprio ieri ho scoperto che sulla terza canna stanno crescendo i boccioli!

      Questo per dirti che devi sempre osservare la pianta e decidere lo scopo.

      Su una pianta già fiorita io do sempre la precedenza alle nuove canne… mi garantiscono una futura fioritura!

      Spero di esserti stato utile.
      Ciao

      1. Grazie tanto per la risposta. Travasero in primavera, anche se mi fa paura. Con le annaffiature vado sempre cauta, vista la mia esperienza con le altre, nebbulizzo soprattutto con acqua demineralizzata e poi in casa ho sempre tanta, troppa umidità.
        Non lo so se i abbozzi alla base sono nuove canne, vista che la terza canna, di solo 10 cm è tutta fiorita. Mi basta farla solo vivere, chiedo troppo anche la fioritura successiva. Avrei messo una foto, ma non so come si fa.
        Come vivo a Brindisi, la cosa che mi preoccupa di più è il caldo estivo. La devo portare in casa?
        Ciao e grazie!

        1. Ciao.
          Essendo un blog e non un forum se vuoi farci vedere una immagine la dovresti caricare da siti esterni tipo https://postimages.org/ , seguire le istruzioni e postare il link di collegamento.
          I nuovi pseudobulbi o canne, nascono alla base delle altre canne “vecchie” o precedenti.
          Nel Salento di solito le temperature invernali non vanno sotto i 6-7 gradi e questo ti consentirebbe di lasciarla anche fuori se fosse ben asciutta … Ma siamo proprio al limite e io non rischierei!
          Per informazione le piante da “serra fredda” si tengono a temperature attorno ai 10°.
          L’estate la puoi tenere all’esterno solo nelle prime ore della giornata e nelle ultime, il solleone della Puglia sarebbe fatale per la pianta. Se la mettio in zona luminosa ma ombreggiata non ci sono problemi ( insetti a parte 🙂 )
          Sappi che io il Nobile,in estate, coltivato in bark, lo bagno tutti i giorni la mattina se all’esterno ( sulla mia terrazza esposta a nord quest’estate ho raggiunto i 3o° e scrivo dal Trentino!
          A febbraio travaso il mio e ti farò un articolo dettagliato con foto se ti interessa!
          Ciao

        2. ciao Nicole,
          che cosa ti fa paura del travaso, è un operazione che ci permette di capire la pianta e la sua salute; sbagliando si impara, non temere nulla. Ovviamente la sua ripartenza sara molto lenta e potrebbe fa saltare anche la fioritura, la pianta dovrà ricreare un nuovo apparato radicale, dovrà conquistare il nuovo vaso e dovrà adattarsi al nuovo substrato, movimenti a te invisibili, che ti renderanno appunto la pianta ferma, ma ti assicuro non lo sarà.
          Se decidi di fare il travaso, NON PUOI AVERE PIETA’, cioè devi tagliare togliere eliminare tutte le parti rotte ammalorate marce, anche al costo di lasciare una sola radichetta sana. Se ti fai prendere dalla pietà lasciando qualche radice che andrebbe tolta, farai peggio che meglio.

          saluti

    2. ciao Nicole,
      oserei dire che non si tratta di fortuna, ma piuttosto di capire quali siano le condizioni ottimali di vita delle orchidee e cercare di riprodurle, per quanto possibile in casa. Ovviamente alcune orchidee vivono in ambienti talmente particolari che riprodurli non è possibile se non impossibile, quindi sarebbe meglio evitare l’acquisto di tali piante, certamente non possiamo conoscere l’ambiente di tutte le piante…..e qui dovrebbe uscire la professionalità del venditore…
      E’ pianta rustica, se paragonata alle phal, in quanto regge bene al freddo e alle diminuzioni di temperature, d’altronde è originaria dell’ India del Nepal, ma portarla a meno due gradi mi sembra eccessivo, starei sui dieci, otto non oltre.
      Il caldo estivo non dovrebbe essere un problema se bilanciato da abbondanti e frequenti annaffiature, ma attenzione al substrato in cui andrai a coltivarle, mentre potrebbe essere un problema la luce forte (nel luogo originario stanno al di sotto delle grandi piante verdi quindi al riparo dalla luce diretta).
      Leggendo l’articolo dovresti trovare tutte le informazioni relative alle condizioni ambientali del DN quindi, avrai capito che la pianta si è trovata in condizioni alterate al fine di portarla a fioritura per fini commerciali; in questo momento è sfasata, dobbiamo “ritararla”.
      Bisognerebbe farle sentire il freddo, ma ciò comporterebbe la perdita della fioritura e delle nuove vegetazioni, bisognerebbe farle sentire il freddo in maniera graduale……si esatto bisognerebbe, ma viste le condizioni della pianta e il fatto di essere a fine Dicembre, porterei avanti il ciclo vegetativo facendo crescere quei piccoli puntini verdi (che dovresti avere alla base delle canne in fiore; le foto tre e sette dell’articolo). Se hai una posizione all’ interno dell’abitazione con buona illuminazione (ricorda nel loro ambiente d’inverno le foglie delle grandi piante cadono e loro ricevono tanta luce) puoi tenerla in casa in modo da non fermare la pianta che continuerebbe a sviluppare le nuove vegetazioni, crescendo forti e robuste per il nuovo anno, andranno a fioritura a fine anno prossimo, quindi salterai una fioritura, ma avrai la pianta finalmente assestata.
      Importante, ci tengo a ridirlo (lo ha già fatto Gioachino), attenzione alle annaffiature, molto probabilmente nel mezzo alle radici vi è una “pallina” di sfagno, cocco o altro materiale che trattiene molta acqua, la sua presenza non è che sia un errore o sia dannosa , ma è importante sapere della sua presenza per calibrare bene le annaffiature. Ecco un altro motivo per fare poi a primavera (sarebbe meglio dopo il periodo freddo, una volta assestata la pianta) il travaso con cambio del substrato.
      Spero di averti aiutato,
      saluti Simone.

  3. Ottimo lavoro! La mia ha le gemme sul fusto dopo essersi moltiplicata in steli folti e rigogliosi. Le tengo in mansarda dove prendono luce da dietro le vetrate. Anche la mia zitta zitta penso che mi darà grandi soddisfazioni. Ho paura del rinvaso , ogni uso volta mi cimento in questa pratica qualcosa va storto. È necessario o si può evitare?

    1. Ciao Angela.
      Simone ti risponderà sicuramente.
      E’ lui che ha scritto questo utilissimo articolo e a lui vanno i complimenti.
      La mansarda ( se non riscaldata) è un ottimo posto per far svernare il Dendrobium Nobile… di solito luce (che proviene dall’alto) e fresco sono il loro mix ideale per farle fiorire.
      Il rinvaso non è necessario se è coltivata in pura corteccia e se la stessa non è deteriorata e se la pianta ha ancora sufficiente spazio per far crescere radici e canne.
      Seguici e, come detto a Nicole e a febbraio troverai un articolo sul suo rinvaso… adesso non te lo potrei fare se non a prezzo di una fioritura! 🙂 🙂
      ciao e grazie.

    2. ciao Angela,
      grazie per i complimenti ma penso che siano da dividere con tutti coloro che sono curiosi e cercano di capire le necessità delle piante.
      Mansarda, come già detto da Gioachino, ottima se ben illuminata ma non riscaldata, lo avrai intuito anche tu leggendo l’articolo ed infatti ecco arrivare le piccole puntine che porteranno i fiori.
      Il travaso, cerchiamo di dire che le cose non si fanno per fare, ma si fanno se c’è un motivo per farle, nel caso specifico tale operazione viene fatta in un determinato momento ( a meno che non si debba intervenire per urgenza e necessità => malattia delle radici) principalmente per cambiare il substrato ormai deteriorato (il DN è pianta epifita vive attaccata agli alberi quindi le sue radici non sono compresse nel terreno) che sbriciolandosi va a formare un massa compatta. Per cambiare il substrato mettendo quello a noi più congeniale, per le annaffiature o per la tenuta di umidità.
      Tanti motivi quindi alla base di questa operazione ma mai avere paura semmai rispetto e curiosità.

      saluti Simone

  4. Tutto chiarissimo, tutto spiegato perfettamente, grazie mille!

    Temo i travasi perché tante piante mi sono morte in seguito, sicuramente sbaglio substrato e annaffio in modo esagerato, devo ricordarlo sempre! Stavolta ho cercato il loro terriccio specifico, per orchidee c è scritto, ma non contiene corteccia di pino, solo cocco e torba. L’ha aggiungerò io.
    Ho provato per curiosità a sfilare il vaso è non viene via perché 2 radici hanno fatto capolino da sotto il vaso. Taglio il vaso?
    Un ultima domanda, mi piacciono le canne dritte (ne ho viste anche in forma di arco), ma per ottenere questa precisione da piccole vanno legate ai tutori? Le nuove uscite sono più o meno 3 cm, vanno già legate?
    Ciao

      1. Ciao.
        Dunque… nella foto vedo tre canne e due tagliate. Non vedo alcun nuovo pseudobulbo ma aspettiamo Simone che ci vede meglio di me! 🙂
        Ricorda che il substrato migliore per il DN è di solito bark di piccola pezzatura.
        In questo caso – in estate – con il bark si deve bagnare molto perchè il Nobile “beve” molto!
        Il terriccio che tu indichi è molto commerciale e poco indicato, in generale, per tutte le orchidee.
        Quando sarà ti consiglio di tagliare il vaso cercando di salvare tutte le radici.
        I coltivatori le appendono ma ti garantisco che se dai la giusta luce le canne crescono “abbastanza” diritte. Appena posso ti faro un articolo in merito.
        Se proprio vuoi sperimentare , quando rinvasi, le puoi anche legare, ma è la giusta luce e le giuste irrigazioni che le fanno crescere autonomamente.
        Non ho mai legato una canna per farle stare diritte ma con un nastro “raccolgo” tutte le vanne vecchie ( e le nuove purchè della giusta altezza) per dare un impostazione uniforme alla pianta.
        Le canne vecchie ti possono dare dei keiki (figli) che potrai staccare al momento giusto (loro radici di almeno 3-5 cm) ed avere nuove piante senza spendere altro denaro.

        ciao

    1. Ciao Nicole

      “Non lo so se i abbozzi alla base sono nuove canne, vista che la terza canna, di solo 10 cm è tutta fiorita”

      Questa mi era sfuggita, se le canne portano i fiori sono canne vecchie, ossia sono canne che si sono formate la stagione precedente e , terminato lo sviluppo, se le condizioni sono buone andranno a fiore nella periodo successivo. Periodo successivo in cui si formeranno quei piccoli puntini verdi foto 3 e 7 dell’articolo che sviluppandosi allungandosi diventeranno le nuove canne facendo ripartire il ciclo.
      Nella foto, da te inserita, non ho visto nessuno di questi piccoli puntini, ma canne già assestate e formate, se ancora non ci sono, ma ci saranno, mi porta a pensare che la pianta non sia stata tenuta a temperature cosi alte da farla ripartire immediatamente, quindi direi che è starata ma non troppo.
      Per ora goditi la sua fioritura poi, verso primavera ricominci il ciclo.
      Attenzione a quello che genericamente viene definito terriccio da orchidee,
      https://postimg.cc/ZC4gpjcb

      , nel contenitore tondo corteccia, mentre nel contenitore rettangolare substrato per orchidee…..come puoi vedere uno lascia passare l’aria e si asciuga velocemente, l’altro sembra una massa compatta ricca di elementi di tenuta d’acqua.

      Per fare il travaso è necessario inizialmente bagnare molto bene il substrato immergendo la pianta e lasciandola in ammollo il più possibile in un contenitore pieno di acqua, cosi facendo il vecchio vaso si sfilerà più facilmente e le radici saranno gonfie dì acqua e quindi più flessibili, meno soggette alla rottura, e meno attaccate alle pareti del vaso stesso. Estremo rimedio tagli il vecchio vaso.

      Le piante troppo artificiali, non mi piacciono, le lascio crescere più naturalmente possibile, ho levato tutti i supporti anche agli steli fiorali delle phal…. Comunque la crescita delle canne dei DN, come tutte le crescite delle piante è condizionata dalla luce e dallo spazio: luce diretta dall’alto porterà canne corte e diritte e se non dovranno competere per lo spazio, si disporranno in modo che le foglie possano prendere la massima luce possibile, saranno diritte ma allargate in tutto lo spazio, mentre poca luce, canne lunghe e fini; concorrenza con altre piante, canne fini e contorte alla ricerca della luce. Puoi provare a “steccarle”, certamente ma ricorda che dipende da come arriva la luce.

  5. Grazie per gli utilissimi consigli!
    Ho recuperato un dendrobium in estate in condizioni non buone. Rinvasato e lasciato al fresco in asciutta fino a Natale, poi avendo visto qualche gemmina sui moncherini (era stato “potato” malamente dalla vecchia proprietaria) l’ho rincasato a 17/19 gradi davanti a una finestra ad est e ricominato con una bagnatura iniziale e ora leggere spruzzature sul substrato. Sembra che tutto proceda bene, ma il dubbio è: “dovevo lasciarlo al fresco fino ad aprile?”

    1. Ciao Lella63,
      Di solito si dovrebbe lasciare al fresco e all’asciutto (solo qualche nebulizzazione se necessario) sino a che i primi fiori non sono completamente sbocciati.
      Poi si comincia con le consuete irrigazioni in base al substrato che adoperi e a dove li tieni.
      La fioritura non è detto che avvenga nel mese da te indicato.
      Io, ad esempio ne ho in imminente fioritura questa settimana e altri non più tardi di metà febbraio.

      Spero ti sia utile.

      Ciao

      1. Grazie mille! Ho visto le gemmine su un altro che sta ancora al fresco, lo lascio fare come dici tu.
        Ne ho un’altro ancora nuovo, portato a ottobre in fiore in una cappella chiusa al cimitero, era zuppo d’acqua e ho deciso di non toccarlo più, ma… è un mese che non vado a vedere la situazione, sarà andato…

        1. ciao lella63,
          hai rinvasato, ossia gli hai cambiato solamente il vaso sfilando e mettendone uno nuovo perchè quello vecchio era rotto o hai fatto una operazione completa di travaso, con pulizia delle radici…….perchè nel secondo caso non si bagna immediatamente avendo fatto tagli alle radici queste devono cicatrizzare, prima.
          La comparsa delle piccole gemmine sui moncherini ti stava a significare che la pianta stava gradendo il periodo freddo, di fatti si erano svegliate quelle gemme dormienti, quelle mancate fioriture, sulle canne vecchie (i moncherini) che sentendo il freddo erano appunto comparse. Ed allora perchè hai modificato la sua situazione???Come già detto da Gioachino si doveva lasciare al freddo (non gelo!) e asciutto.
          Quello del cimitero, ormai svolta la sua funzione, sarebbe il caso di portarlo via e piano piano assestarlo.

          Non avere fretta di agire, ma osserva la pianta; sono piante resistenti le orchidee, non dimentichiamolo.

          sauti Simone

          1. Grazie a tutti!
            Sono andata a vedere quella al cimitero, ancora fiorita e in perfetta forma!!! Sono piante incredibili davvero!

          2. ciao lella63,
            e che pensavi che ti si prendesse in giro! a parte le battute, sono realmente piante robuste e di generosa fioritura. Appena puoi portala a casa.

            saluti

  6. Salve,
    ho aperto il terriccio per le orchidee per curiosità, sulla confezione c’era scritto solo torba e fibra di cocco, invece contiene anche la corteccia. Meglio così, penso che è un buon substrato.
    Se il vaso lo lascio in casa, credo che avrò canne sottili, lunghe e contorte, sono circondata da balconi e ho poca luce in casa, quindi al più presto fuori in primavera, iniziando con quale temperatura minima notturna li posso mettere?

    Questi due punti alla base non sono nuove canne?
    https://postimg.cc/jLh31RxL

    Grazie per tutte le spiegazioni

    1. ciao Nicole,
      si esatto quei piccoli puntini verdi sono le future canne in crescita.(nella foto precedente non si vedevano).

      Quel terriccio, con la dicitura generica “per orchidee”, è direi, appunto, troppo generico. Preferisco della sola corteccia con eventualmente dei fili di sfagno. Comunque mi ripeto, l importante è conoscere il substrato che decidiamo di usare per le nostre piante e annaffiare di conseguenza. Se vedi la foto dell’articolo in cui si vede l’apparato radicale della pianta vedrai che il DN ha radici fini e sottili, ma si tratta comunque di pianta epifita, un terriccio con troppa polvere o pezzetti piccoli andrebbe a soffocare quelle radici.

      I DN non sono piante da casa, ma da esterno direi che si possono portare nuovamente all’esterno una volta che le temperature si sono stabilizzate sopra i 15 gradi.

      saluti

    2. Mi permetto di integrare quanto già detto da Simone.
      Il terriccio da te usato trattiene molto l’acqua.
      Se va bene in estate (visto che sei di Brindisi) – devi stare attenta l’autunno e l’inverno.
      Le canne belle turgide sono un magazzino … se durante la fase vegetativa immagazzinano l’acqua (e il giusto fertilizzante) sono belle grosse.
      Io, personalmente, lascio fuori i DN sino a 8 ° .
      Attenta però questo solo quando il substrato è asciutto da almeno 2 settimane e non viene più bagnato.
      Per lasciarli all’esterno ti consiglio di tener d’occhio sempre le minime e- se non sbaglio – in questa settimana a Brindisi minime e massime si aggirano attorno ai 8-14°.
      Non portarli fuori ora però… devi acclimatarli piano piano visto che hanno sempre vissuto in casa.
      Se ti interessa leggi questo ORCHIDEE E TEMPERATURA. SERRA FREDDA, INTERMEDIA O TEMPERATA, CALDA. (Seconda parte)
      Ciao

      1. Grazie ho letto tutto.
        Vorrei metterlo fuori solo perché temo che non ci sia abbastanza luce in casa. Ma è ancora in fiore e penso che l’inverno deve ancora arrivare, qui ho visto che fa più freddo a febbraio che a gennaio. Finché non sfiorisce e non passa il mese di febbraio, penso che non l’ho posso mettere fuori. Ho un balcone molto riparato, esposto al sud e li si troverà bene fino a maggio- giugno, quando lo sposteró sul balcone a nord e poi in casa fino a settembre visto che anche le massime sono un problema. Il passaggio graduale posso farlo con una stanza piu fredda del resto della casa e se fa ancora troppo freddo di notte a marzo, lo rientro solo per la notte. Penso di aver capito bene.
        Per il substrato non posso utilizzare uno che trattiene troppo l’acqua, questo è il mio grande problema con tutte le piante, a distanza di anni ancora mi muoiono per l’eccesso d’acqua. E lo so dove sbaglio, ma continuo. Quindi va escluso un substrato che trattiene troppo l’acqua. Userò solo corteccia come mi avete consigliato.
        Sono a 100 m dal mare, il salsedine non è un problema?
        Vi aggiornerò e vi ringrazio per tutto il supporto dato,
        ciao

        1. ciao Nicole,
          come abbiamo più volte detto nei vari articoli, e Gioachino lo ha analizzato bene in questi ultimi, è estremamente importante conoscere il proprio ambiente di coltivazione, per scegliere le più adatte orchidee e per portarvi quelle piccole migliorie per renderlo ancora più adatto alla loro coltivazione. Appreso ciò quale è il valore, il range di luce all’interno del quale si colloca il tuo ambiente, dici più volte che hai poca luce…che significa??? Potresti integrarla (i DN in inverno vorrebbero più luce che d’estate), o scegliere piante che necessitano di minor luce. Vivendo a Brindisi le temperature non dovrebbero essere molto basse, quindi potresti trovare una posizione esterna riparata luminosa e non troppo fredda, ovviamente per l’anno prossimo…..passaggi graduali.

          Le massime non sono un problema se ben compensate dalle irrigazioni, semmai la luce diretta => bruciature.
          Se sei di mano pesante, riferito alle annaffiature, è giusto indirizzarsi su un substrato che asciughi velocemente e trattenga poca acqua, tuttavia potrebbe sorgere il problema => gestione ferie (ogni aiuto dei parenti è ben accetto, dopo che è stato spiegato loro come e quando annaffiare).

          Sul problema salsedine proprio non saprei rispondere, ammetto la mia ignoranza.

          saluti

        2. Ciao. Segui i consigli di Simone!
          Cosa farei io?
          1. salsedine.
          Ho alcuni amici che vivono nell’arcipelago Toscano … e tutti hanno i dendrobium!
          Tieni inoltre presente che molti dendrobium ( soprattutto quelli da clima temperato e caldo) vivono “al mare” o nelle immediate vicinanze.
          E’ vero che la salsedine secca le radici ma la soluzione è semplice … l’estate, quando lo tieni fuori, e “beve molto”, irrighi molto il substrato con acqua “pura” e puoi nebulizzare le foglie (sempre con acqua pura).
          2. esposizione all’esterno
          Mi sembra di aver capito che l’estate lo porti a nord… così faccio anch’io con tutte le mie orchidee da serra fredda. Nei mesi più caldi (e cioè quando il sole irraggia anche a Nord), se il sole delle ore del mattino è troppo forte le schermo. Non mi serve un grande impegno, gli metto davanti la sedia che vedi nella terza foto dell’articolo COELOGYNE CRISTATA (scheda di coltivazione).
          3. luce
          La fioritura nel periodo “asciutto” è favorita dalla luce… e anche qui il problema è risolvibile.
          L’estate deve vegetare e fare delle belle canne…. osserva la pianta e vedi come cresce quando la porti fuori alla luce naturale.
          L’inverno e quando la rincasi una semplice luce a “spettro solare” fa miracoli. Tieni presente che le mie (in inverno) sono in “soffitta” dove la luce naturale è proprio poca e quindi integro con le luci che vedi nella prima foto dell’articolo LE ORCHIDEE E LA LUCE (terza parte) .
          Il consumo è irrisorio e il costo della “lampada” si aggira attorno ai 25 € e se poi non la userai più per i dendrobium è utilissima per far crescere qualsiasi cosa.

          Ciao.

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