CAPIRE IL DENDROBIUM NOBILE

di Simone

Voglio raccontarvi la mia esperienza di coltivazione di un’altra orchidea, facilmente reperibile nei punti vendita più comuni, il Dendrobium Nobile.

E’ una pianta bella e robusta, si presenta come un insieme di fusti eretti e gonfi su cui sono, a distanza quasi regolare, visibili dei nodi; che la fanno assomigliare a delle canne di bambù.
Per meglio coltivare tale pianta è utile capire il suo ambiente naturale India, Nepal, Cina meridionale, tale luogo, è interessato dei monsoni tropicali che portano forti ed abbondanti piogge durante il periodo di crescita e sviluppo delle piante (primavera-estate); mentre la stagione rigida e fresca, è caratterizzata solo da fitte nebbie mattutine e scarse precipitazioni. Inoltre durante il periodo freddo i grandi alberi a foglia decidua su cui vive questa pianta (è pianta epifita), perdono le foglie pertanto i Dendrobium sono investiti da un considerevole aumento di luminosità. Arrivano ad avere una maggiore illuminazione nell’ inverno piuttosto che nella stagione di sviluppo.

E’una pianta di facile coltivazione se rispettata la peculiarità suddetta, ossia l’inversione dei periodi rispetto al nostro ambiente di coltivazione. Se non si segue tale cambiamento invece dei fiori avremo getti vegetativi, nuove piantine che si sviluppano dai nodi presenti lungo il fusto
Per fiorire quindi, vorrebbe un inverno luminoso e piuttosto rigido e secco, in pratica da novembre andrebbe, anzi va messo in un posto con temperatura sui 10° in ambiente con buona luce e va quasi dimenticata sino alla comparsa dei bocci fiorali lungo la canna. Se invece la temperatura è troppo alta, (distante dai 10°gradi) o la pianta viene annaffiata nel periodo che dovrebbe essere asciutto, produrrà nuovi getti avventizi al posto dei fiori o nessuna fioritura.

Intendiamoci per inverno rigido e secco mi riferisco, collegandosi all’ ambiente naturale, a poche, fino all’ eliminazione totale delle annaffiature del substrato, se vedo che le canne raggrinziscono troppo nebulizzo (ricreo la nebbia mattutina, molte volte non faccio neppure questo), quindi NO BAGNATURE NO CONCIME.
Tanto più la temperatura è bassa, tanto minore dovrà essere l’acqua fornita.

Ecco il difficile, perché nella coltivazione in casa dovremmo dargli durante l’inverno, freddo (che in casa non abbiamo) e luce (che fuori all’esterno abbiamo poco), mentre nel momento in cui vediamo nuove vegetazioni, aumentare acqua e concimazioni (questo lo possiamo fare).

Dopo questa breve indicazione colturale veniamo alla mia esperienza: a fine settembre 2015 mi sono procurato tre piante di Dendrobium nobile

che, non conoscendo le loro necessità, tenevo in casa a una temperatura più alta di quella a loro necessaria; risultato, due delle tre piante hanno sviluppato dei piccoli puntini verdi alla base….l’inizio di nuove vegetazioni, però nel periodo sbagliato.

La terza pianta invece è rimasta ferma.

Ho deciso così di percorrere due strade, quella ferma l’ho messa all’ esterno al freddo mentre le altre due sono rimaste al calduccio in casa sviluppando le nuove vegetazioni. A forza di guardare, curiosare una pianta di casa mi cadeva a terra, rompendo solo il vaso ma mostrandomi un apparato radicale arrotolato sul fondo del contenitore. Radici totalmente diverse da quelle delle phal, queste sono lunghe bianche, fini e dall’ aspetto molto fragile.
Mi domando se non è il caso di fare una bella pulizia, un travaso e dare più spazio alle radici, ma siamo alle porte con l’inverno, decido di aspettare collocando il tutto in un contenitore provvisorio.

Finalmente è passato l’inverno e siamo arrivati alla primavera del 2016 con le belle giornate di sole faccio un controllo alla pianta esterna, e sorpresa delle sorprese, in cima a una canna vecchia dei bocci fiorali, quindi il periodo freddo è stato gradito dalla pianta tanto e vero che da dei nodi dormienti presenti su una vecchia canna si sono formati prima i bocci,

 

poi i fiori.

Pieno di entusiasmo, decido di affrontare il travaso delle piante in casa, che hanno emesso sia nuove vegetazioni e sia radici, una bella pulizia dell’ apparato radicale è necessaria, anche perché nel mezzo vi si trova dello sfagno appallottolato che si sta degradando e del terriccio.

Per il substrato nuovo, anche in questo caso ho preferito della corteccia ma più piccola rispetto a quella usata per le phal (in pratica basta regolarsi con le dimensioni delle radici: piccole e fini richiedono ridotti pezzetti di corteccia, radici grandi, cortecce grandi).

Una volta che le piante si sono assestate nei nuovi vasi, le colloco all’ esterno in posizione soleggiata, cercando di bagnarle spesso e concimando(0,1-0,2gr/L); lo sviluppo è buono, anche se quella non travasata presenta ovviamente una migliore crescita.

Il periodo estivo è un pochino più difficile e le piante accusano il grande caldo facendo ricorso all’ acqua contenuta nei fusti, di fatti tornato dalle ferie, li trovo rugosi ma bastano pochi bagnetti frequenti per farli tornare turgidi.

Si arriva in tal modo verso i mesi freddi, a ottobre 2016 cominciano le foglie a diventare gialle, in particolar modo sulle canne vecchie……..COME COME le foglie ingialliscono, la pianta soffre, sta male, vado nel panico, domando, leggo, cerco e ….. trovo la risposta; un’altra particolarità di quest’orchidea è la caduta delle foglie (è pianta decidua), nel periodo di riposo vegetativo alcune foglie possono diventare gialle e seccare lasciando le canne in vista……passata la paura, tutto normale.

Riprendiamo…. Si arriva in tal modo verso i mesi freddi, a ottobre cominciano le foglie a diventare gialle, in particolar modo sulle canne vecchie, le temperature calano e va bene ma, cominciano anche le precipitazioni….la pioggia potrebbe bagnare le mie piante esterne e, questo non deve succedere ….l’acqua dovrebbe diradarsi via via seguendo le temperature più basse……quindi pur lasciandole in terrazza le metto in posizione più riparata.

Ricordiamoci che tale pianta, dovrebbe ricevere sempre meno acqua con l’ abbassarsi delle temperature, proprio per far diventare questa nostra stagione invernale come la loro originaria, cioè fredda ma asciutta (da noi invece l inverno è freddo e bagnato).
Con l’abbassamento ulteriore delle temperature, siamo andati sotto ai dieci gradi,-forse troppo freddo- le sposto in un luogo chiuso non riscaldato, certo che sono proprio leggere…..Verrebbe proprio la tentazione di bagnarle!! Bisogna resistere, al massimo qualche leggera spruzzatura.
Il luogo chiuso non riscaldato andrebbe bene, ma sempre nel loro ambiente c’è pure l’aumento di luce, dato dalla perdita delle foglie dei grandi alberi, quindi occorre che la stanza, il garage, il sotto tetto sia luminoso.

Il freddo ormai è padrone delle giornate e, le piante di Dendrobium sono lontane dai miei pensieri solo in una giornata di sole decido di controllare e vedere come procedono, nonostante fossero leggerissime tanto da cadere a terra ad ogni ventata, la pianta non travasata presentava dei piccoli puntini ai nodi e delle foglie gialle (che ora non destano più paura) mentre quelle travasate un minore sviluppo.

Devo ricordarmi che le piante ora vivono in condizioni diverse; sicuramente l’operazione di travaso le ha portate a lavorare di più nella parte inferiore, l’apparato radicale si deve ricostituire e , si deve adattare al nuovo contenitore; la mia frequenza nell’ irrigazione è risultata più adatta al substrato costituito da sfagno e terriccio, mentre appare insufficiente per il substrato costituito da corteccia. La corteccia asciuga molto velocemente, d’altro canto lo sfagno trattiene molta umidità, quindi quando vedevo la corteccia asciutta, la pianta non travasata era ancora umida.
Le giornate passano e solo raramente i Dendrobium si affacciano nella mia mente, meglio così potrei cadere in errore ed annaffiarli, lentamente arrivo a marzo 2017. I piccoli puntini sono cresciuti diventando dei bocci e alla base delle canne si stanno formando le nuove vegetazioni, le irrigazioni sono riprese lentamente ma sono riprese, questo mi porta finalmente alla fioritura.

La formazione di queste nuove canne è fondamentale perché NON RIFIORISCE SULLE CANNE IN CUI HA GIÀ FIORITO, o meglio potrebbe rifiorire solo in quei nodi che sono rimasti fermi, dormienti. Il fiore si forma lungo i nodi del fusto.

Il tempo prosegue e, quei piccoli puntini divenuti bocci esplodono in una bella fioritura avvenuta sulla pianta non travasata.

Le canne vecchie su cui rimane il peduncolo del fiore non vanno tagliate, seppur esteticamente non siano il massimo, fino a che non diventano gialle e rugose, questi fusti che lentamente raggrinziscono, inizialmente rigonfi d’acqua e sostanze nutritive consentono alla pianta di sopravvivere nel successivo periodo invernale.

L’estate 2017 cerco di farla passare nella maniera più bagnata possibile a tutte le piante, le lascio addirittura immerse in una bacinella piena d’acqua, poi di nuovo il freddo e asciutto ed anche le piante travasate finalmente vanno in fioritura, senza nessun keiki.
In pratica si tratta di un bel ciclo asciutto-bagnato, che se ben eseguito porta alla fioritura e allo sviluppo delle piante.

Saluti.

ecco la fioritura del 2019

 

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