Vanda, il perchè della perdita.

Riprendo la discussione sulla Vanda, perché volevo raccontarvi più nel dettaglio lo studio, la ricerca condotta per capire cosa mi abbia provocato la perdita delle piante.
Verso fine dicembre mi hanno regalato due Vanda; una di un colore del fiore viola, molto scuro ed una, con fiori gialli puntinati di rosso, provenienti dallo stesso vivaio. Arrivate rispettivamente il 18 dicembre 2017 quella scura. mentre la seconda il 25.

 

 


Entrambe, presentavano subito una macchia gialla sul tronco, sintomo già individuato precedentemente su altre piante; macchia preoccupante!


Lo sviluppo di quella presente sulla Vanda viola è stato molto veloce passando dalla situazione di arrivo (ripeto 18 dicembre) a questa  il 26 dicembre. Uno sviluppo rapido che in poco più di una settimana ha travolto la pianta interessando altre foglie e facendo avanzare lo stato di necrosi. La foglia di destra si è poi staccata di netto. Controllando l’inserzione del ramo a fiore sul tronco,  che si trova subito sotto la prima foglia con segni di sofferenza,  si evidenzia una piccola zona nera. Suppongo che anche il questo caso il danno si sia originato da li.

 Potrebbe trattarsi del classico marciume da”ristagno” tra le ascelle fogliari che comincia, prima con il giallo per poi diventare nere,……ma non vedo, non individuo parti molli. Le foglie mantengono l’aspetto coriaceo, sono dure e si staccano direttamente con un taglio netto vicinissimo al fusto. La parte che rimane, dopo la rottura, aderente ( molto aderente) al fusto sembra secca, talmente asciutta da identificarne le fibre.

Perciò parlare di marciume, mi resta difficile, con tale termine si richiama qualcosa di marcio, di putrefascente, di molle, di estremamente acquoso, come le radici delle phal che rimangono nel vaso troppo bagnate ed acquistano l’aspetto nero-marrone molliccio.

Il marciume è una conseguenza del ristagno d’acqua e non sapendo come sono state trattate, in che condizioni ambientali hanno vissuto….non lo posso escludere; magari del liquido è rimasto nell’ascella fogliare,  da dove si è sviluppato il fiore, poi la temperatura calda e la poca ventilazione hanno portato (non tanto alla formazione di parti molle), ma alla proliferazione dei funghi, oppure allo sviluppo di una batteriosi (molto pericolosa).
Come affronto questa sfida, come identifico il problema.
.
Il lento declino della vanda scura continua e non riesco ad capire quale sia la causa…
la partenza penso sia stata data da ristagno d’acqua (anche se non vedo nulla di marcio);
– non delle radici che sono belle robuste anche se non attive:
– non del colletto (la zona di congiunzione tra il fusto e le radici delle piante) direi di no, perché la parte rovinata si trova ben più alta del colletto stesso;
– un accumulo di acqua nelle ascelle fogliari( ultima possibilità ).


Decido di partire per gradi,  supponendo un attacco di funghi, non mi sembra una batteriosi (non voglio crederci sarebbe altamente contagiosa ), quindi mi armo di fungicida ed inizio la mia battaglia. Decido di agire con alcuni prodotti che già avevo in casa, (che avevano dato buoni risultati nelle phal) trattamenti a base di tebuconazolo e propamocarb + fosetyl ogni sette giorni in maniera alternata.

Una difesa priva di ogni nozione, “uso quello che ho”, tuttavia per avere dei risultati sarebbe opportuno conoscere il nemico ed agire di conseguenza ma  troppi ce ne sono, e sopratutto, difficilmente identificabili.
Diventa complicato individuare il giusto fungicida, occorre identificare il fungo per meglio adattare le giuste contromisure.

Questa volta voglio capire, non voglio subire passivamente come per le altre Vanda perse, quindi per individuare bene la zona, i primi di gennaio, decido di staccare tutto le foglie attorno al punto incriminato il più basso possibile e di eliminare lo stelo a fiore.  Una pulizia e necessaria allontanando le parti colpite e capaci di diffondere la malattia. Voglio inoltre trattare direttamente la zona d’origine con un cotton fiocc bagnato nell’anti fungo. Da queste infezioni, con la pianta debilitata, potrebbero possono insorgere anche infezioni batteriche, molto più aggressive, potrei alternare i trattamenti con prodotti rameici.

La macchia si è allargata velocemente presentandosi ora su entrambi i lati del fusto che tuttavia è ancora duro e sodo . PENSIERI DUBBI….Forse dovrei non cercare di salvare la parte colpita, ma di salvare la pianta!!, dovrei procedere a tagliare, con un utensile affilato e sterilizzato tutta la parte colpita e non solo all’eliminazione delle foglie e successivamente a distruggerla per evitare che l ‘infezioni si propaghi. Poi la ferita la cospargerei  con cicatrene in polvere o cannella. Si tratterebbe di tagliare via tutta la parte superiore della pianta, sperando in un nuovo e piu forte Keiki dal basso. Non me la sento, proseguo nella lotta.
La mia strategia di difesa a base dei principi attivi tebuconazolo e propamocarb + fosetyl  non porta miglioramenti, forse è stata applicata in maniera sbagliata. Mi rendo conto che il secondo prodotto è un ottimo fungicida per il controllo dei patogeni appartenenti al genere Pythium e Bremia. e contro i marciumi del colletto e radicale che non sembra essere il mio caso.
Spruzzavo la pianta prima con tebuconazolo e dopo sette giorni con l’altro principio, passavano altri sette giorni e ripetevo il tebuconazolo , … e così via, ma nessun cambiamento, nessun rallentamento veniva da me notato.

Cambio principio attivo, userò dodina (23%) ogni dieci giorni per tre cicli, questo perchè girando su internet e leggendo qua e la, trovo alcuni articoli nei quali viene descritto un fungo, il Fusarium ( si veda la risposta di Giancarlo Pozzi alla domanda “ Orchidea Vanda perde foglie: che fare? “) che colpisce le orchidee. I sintomi sembrano uguali a quelli riscontrati sulla mia pianta. Girovagando trovo un prodotto a base di dodina che sembra efficace conto il fusarium per le orticole.  Mi era stato consigliato anche un altro principio attivo Fosetil Alluminio 80 % più aggressivo della dodina.

Nonostante i diversi trattamenti il decadimento continua, levo tutte le foglie malate e il fusto si presenta cosi, una parte bassa ormai necrotica con fibre evidenti una leggera strozzatura sopra ad essa, in cui non si identifica più l’aspetto fibroso, la colorazione passa da marrone scuro a marrone, al verde del tronco, anche la stabilità della parte apicale risulta indebolita, il ciuffo di foglie all’apice comincia ad ondeggiare.

La PAURA di  una batteriosi, – le batteriosi si propagano abbastanza facilmente e  sono difficili da curare-,è ormai dilagante, la parte superiore (se non tutta la pianta) penso sia seriamente compromessa, spero di non aver infettato anche le altre piante, sono stato abbastanza prudente isolando le due nuove arrivate e disinfettando gli attrezzi sulla fiamma. Certo avrei potuto fare i più,  utilizzare guanti monouso e tagliare subito via la parte colpita. Ormai sono in ballo, ma il mio passo non è fermo.

La parte necrotica si riduce di diametro diventando via via più piccola (sempre meno acqua vi è contenuta, suppongo e più evidenti sono le fibre), improvvisamente più in alto nella parte verde chiaro del tronco, liberato dalle foglie, compare un’altra macchia marrone, l’infezione sta avanzando.
La cima della pianta non più sostenuta dal fusto collassa, piegandosi su se stessa; la levo(30 gennaio 2018).

Questo è ciò che rimane della pianta in meno di due mesi, vi ricordate come era!!.

         


Le radici non sembrano intaccate sono sode verdi compatte cicciotte, manifestano solo vecchie sedi di rotture oramai cicatrizzate.
Sono curioso, voglio vedere anche all’ interno, faccio un taglio longitudinale e trasversale. Belle bianche e verdi, si vede la radice vera e propria circondata dal velamen, tessuto spugnoso, adibito ad accumulare acqua, per nulla rinsecchito.

Lo sviluppo del fungo si è diretto verso l’apice della pianta, dal punto di sviluppo (il ramo del fiore) si è diffuso verso la cima, forse conveniva tagliare subito il tronco.

Ormai la pianta è persa, potrei buttare via tutto e non pensarci più…..mah,forse potrebbe….beh sarebbe un gran bel….una bella fortuna.

Lascio quel ciuffo di radici a distanza, separato dalle altre piante, i giorni trascorrono lenti, passati una ventina di  giorni scorgo tre piccole protuberanze verdi dalla base della pianta, sotto al punto di taglio. 

La gemma che si stava sviluppando in alto è improvvisamente diventata tutta nera (10 marzo) ed è caduta; mentre le altre due inferiori sono (tocco ferro ed altro) ancora verdi.

Questa volta però conosco il nome del nemico, anzi dei nemici:
-Fusarium subglutians
-Fusarium oxysporum
i responsabili del decadimento della Vanda nera, esattamente funghi. Mi sono rivolto ad un istituto che prelevando campioni dalla pianta ha sviluppato le colonie, isolato i vari organismi presenti, fatti crescere fino alla formazione dei conidi degli organi sporigeni e fatta analisi, fino ad identificare i vari funghi presenti… ho trovato persone gentili e disponibili che mi hanno anche detto,una volta individuati i patogeni, i possibili prodotti da utilizzare : trianum-g(biologico), caramba, operanew, faro, enovit metil etc ….

e siccome l’ultimo lo avevo trovato anche in altre discussioni in internet….
penserei di muovermi in quella direzione.

da quello che ho capito Enovit è da usarsi 1,5ml diluito in 1 litro di acqua, da ripetere ogni 10 gg x tre volte.

magari potrei alternarlo con un altro fungicida sistemico a largo spettro con principio attivo Fosetil Alluminio 80 %.

Pur sapendo che la battaglia si gioca in un campo in cui le forze schierate sono decisamente a mio sfavore, ho deciso di provarci invece che buttare la pianta alzando la bandiera bianca. La lotta contro le fungosi del tipo Fusarium non sono facili da combattere.

Dopo la gemme, quella più alta, il decadimento sembra progredire anche nelle radici, come potete vedere la parte alta delle radici non diventa più di colore verde smeraldo nonostante un bagno di alcune ore…..anzi mi sembra che assuma un aspetto più legnoso con un diametro inferiore rispetto alla parte verde. Non mi sembra più gommosa.

Ormai sono cadute anche le ultime foglie rimaste, continua inesorabile il declino anche le due piccole vegetazioni verdi che erano nate nella parte inferiore del fusto sono state attaccate.

Ormai la pianta e morta, anche tutte le radici hanno perso la loro forma e il colore.

Nonostante abbia scoperto il nemico ormai la situazione era troppo compromessa, ho comunque imparato qualcosa.

Saluti Simone

 

 

 

 

10 pensieri riguardo “Vanda, il perchè della perdita.”

  1. Ciao,
    ho lo stesso identico problema.
    Ho acquistato una bellissima Vanda Blu da un vivaio, pianta in fiore con un ramo stupendo, enormi fiori blu, meraviglia.
    Mi ero stupita che la vivaista me la tirasse dietro e 30€, una Vanda così grande e per di più fiorita si potrebbe far pagare anche il doppio. Mi pare tutto a posto e la prendo.
    Arrivo a casa e, per fortuna, decido di metterla comunque distante dalle altre, passa una settimana, sono quasi sul punto di sistemarla con le altre orchidee quando, su una foglia, inizia a palesarsi una strana macchia gialla e marrone.
    Da lì, il via.
    Hanno iniziato ad apparire macchie su sempre più foglie.
    Al momento non posso mettere foto perché ho tagliato via tutte le foglie infette e ho dato Aliette, mi hanno consigliato quello. Comunque le macchie sono identiche alle tue, hanno lo stesso colore e forma.

    Cosa mi consigli di fare? Aliette va bene o devo prendere un altro funghicida ancora?
    La pianta ha ancora il ramo fiorito, è bellissimo e i fiori ci sono tutti, ho tagliato via una decina di foglie infette.

    1. Ciao Laura.
      Simone purtroppo non lo sento da ottobre dello scorso anno e l’esperto di Vanda era lui.
      Per quanto mi riguarda il problema con questa pianta, soprattutto in merito alla comparsa di funghi o macchie sono i ristagni… siano essi d’aria o d’acqua, aggravati dal fatto che queste piante necessitano di luce e calore.
      Leggiti anche questo articolo (sempre di Simone).
      In entrambi trovi alcune risposte ma ognuno ha il proprio ambiente che è sempre diverso.
      Ho chiesto l’aiuto di Valeria per risponderti… lei le coltiva in casa con grande successo.
      Da dire però che abita nel sud d’Italia.

      Ciao

      1. No, ristagni non può averne, anche perché non l’ho mai nemmeno totalmente immersa, ho immerso le radici fino a metà proprio per evitare di bagnarla troppo.
        La pianta è soda, non ha marciumi da ristagno o parti flaccide, anche le foglie che presentano le chiazze non sono molli o marce, sono sode.
        Le macchie appaiano su foglie a caso, pure su quella più alta vicino ai fiori ben lontana dalle radici dove ho bagnato. Penso me l’abbiano proprio venduta malata, costava troppo poco, pensandoci ora mi è chiaro che se ne volevano liberare prima che il fungo si propagasse troppo e fosse invendibile. Ho più di 30 orchidee, tra Phal, After Dark, Monnierara Millenium magic, sono abituata a stare attenta a non bagnarle quando non devo, a non provocare i marciumi. So che la Vanda è diversa, ma dubito di averla fatta marcire in pochi giorni. Le chiazze che appaiono sulle foglie sono proprio identiche a quelle presenti in queste foto. Ora sto cercando un vivaista della zona di buon cuore che si “intenerisca” e mi spruzzi lui l’enovit perché purtroppo non me lo vendono, ci vuole il patentino per fitofarmaci. Ti ringrazio per aver chiesto a Valeria, sentiamo cosa dice lei. Io ho già dato Aliette, ma vedo che non si ferma. Continuano a presentarsi macchie sulle foglie.

        1. Ciao
          Periodo e strada lunga da percorrere, il fusarium è difficile ostico e subdolo da affrontare con pochi strumenti a tua disposizione. La mancanza di patentino riduce e molto la possibilità di avere strumenti efficaci, d altronde siamo appassionati e non professionisti.
          Condivido con quanto gia scritto:evitare ristagni non solo quelli visibili dell’acqua nelle foglie ma anche il ristagno di aria ferma, aria contenente umidità, attorno alle piante. Tale errore lo pagai caro andando in vacanza e non mettendo i ventilatori. Stiamo parlando di batteri funghi, tutti organismi microscopici a cui basta un velo di acqua per……
          Il vivaio può rappresentare gioie e delizie ma anche insidie e pericoli, l utilizzo di prodotti x rallentare certe malattie li avviene. Una volta che la pianta arriva a casa e le armi cambiano ecco che il tutto si manifesta…..
          Cosa fare:
          EVITARE OGNI FORMA DI CONTATTO, ANZI TENERLE LONTANE, Disinfettare tutto piu volte e fare esperienza con passione…..
          Ricorda che la vanda blu richiede condizioni ambientali leggermente differenti .
          Anche i prodotti rameici possono servire ma l’amico fusarium è tenace.
          Buona esperienza e se riesci qualche foto.
          Saluti

  2. Ciao Laura. La principale causa di perdita delle vanda è il fusarium, il sospetto aumenta visto che dici che la lesione è necrotica e secca. Per curarlo potresti usare l’ossicloruro tetrarameico, un prodotto a base di rame molto forte, ma che le vanda sopportano. Il vero problema è che non ricordo se per acquistarlo c’è bisogno del patentino fitosanitario.
    Devi bagnare bene tutta la pianta, foglie e fiori compresi, l’acqua ovviamente andrà nelle ascelle fogliari, quindi poi devi tenere la pianta all’aria aperta, in modo che si asciughi bene e velocemente.
    Con un paio di trattamenti, se sei fortunata, dovresti risolvere. Tienici aggiornati!

    1. Grazie a Valeria per il prezioso intervento!
      L’ossicloruro tetraramico è uno dei fungicidi che più si usano in agricoltura (anche biologica) .
      Ribadisco quanto però detto sopra.
      Che causano questi problemi sono i ristagni (anche d’aria) cosa molto facili se non si coltiva all’ aperto o sotto adeguate ventole.
      Molto probabilmente la pianta era già “ammalata”.
      Provare a salvarla non ti costa nulla o molto poco ma rammenta che alle volte è meglio cominciare dall’inizio cercando di non esagerare con l'”accanimento terapeutico” 🙂 .
      Buona fortuna!

    2. La sto tenendo appesa fuori dalla finestra dove non batte il sole, va bene?

      Avendo già dato Aliette è un problema se do anche il rameico? Li sopporta entrambi?

      Cercando su google ho trovato questo prodotto: CUPRORAM OSSICLORURO DI RAME 37,5 WG ISAGRO FUNGICIDA BIOLOGICO (CUPRAVIT)

      Come ci si regola con le dosi?

      Grazie per il consiglio, proverò a vedere se riesco a salvarla, senza accanirmi come dice Giacchino. Se vedrò che la malattia si propaga nonostante i trattamenti la butterò via.

      Ho anche il terrore di infettare le altre piante nonostante gli accorgimenti, ho sterilizzato le forbici su fiamma e dato la varecchina dove l’ho immersa, ma ho paura prima o poi di dimenticarmi e contagiare le Phal. Mi sono anche detta che sarebbe meglio buttarla nel bidone, ma con quegli splendidi ed enormi fiori blu non ho ancora il coraggio di farlo.

      1. Ciao Laura.
        Leggi sopra che ti ha risposto anche Simone!
        Usa i prodotti indicati. In caso di miscela con altri prodotti dovrebbe essere rispettato il periodo di carenza più lungo ma nel tuo caso si parla di diversa applicazione quindi a questo punto non mi farei tanti problemi.
        L’ossicloruro tetraramico quando lo applico aspetto un paio di giorni e poi faccio altri trattamenti. Ricorda che l’Aliette è sistemico.
        Come ha scritto Simone isola la pianta!

        Ciao

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