PHALAENOPSIS, UN REGALO O L’INIZIO DI UNA SFIDA ?

di Simone.

Chi non ha mai ricevuto un bel regalo, ed in particolare una bella pianta, penso nessuno e fin qui tutto normale, ma quando quella pianta è un’ orchidea lo stupore e la meraviglia sono maggiori, perché il fascino che le riveste è qualcosa di particolare, vuoi perché arrivano da posti lontani, vuoi perché nelle nostre case non sono solitamente presenti.

Una volta passato lo stupore, ecco che compaiono i primi dubbi e le incertezze: dove la metto, quanta acqua e tutte quelle radici fuori dal vaso ?????

Dubbi legittimi perché non conosciamo esattamente l’ambiente in cui le orchidee vivono e le loro necessità, ignoranza che ci porta a trattarle come le nostre consuete piante di casa.  Nonostante tutta la nostra passione ed amore, specie se la pianta ci è stata regalata da una persona cara, l’orchidea lentamente deperisce.

QUI INIZIA LA SFIDA …

L’orchidea con cui ho iniziato è quella più comune, maggiormente presente dai fiorai e nelle catene della grande distribuzione… la Phalaenopsis.

Una volta terminata la splendida fioritura, si vorrebbe farla rifiorire subito ma ci vuole tempo e dedizione, intanto l’orchidea si presenta più o meno cosi: uno o più lunghi steli che portavano la fioritura.

Ecco allora il manifestarsi di un altro dubbio, cosa faccio di quegli steli, li lascio o li taglio e se li taglio dove lo faccio ??? A volte la pianta ci aiuta e piano piano diventano gialli e seccano, in questo caso si tagliano vicino alla base.

Invece se rimangono verdi possiamo decidere ma comunque nel punto in cui si erano aperti i fiori, non nascerà più nulla, mentre nella parte inferiore a dove c’era la fioritura si possono notare dei piccoli scudetti attaccati allo stelo, da li potrebbero svilupparsi nuovi steli secondari o addirittura una nuova piantina. Solitamente si contano, partendo dal basso, due/tre di questi scudetti e si taglia.

 

La mia scelta solitamente cade nell’ eliminazione totale dello stelo che ha portato la fioritura, sia che secchi o che sia rimasto verde, lascio che la pianta riproduca totalmente tutto, perché ho notato che la fioritura portata sullo stelo primario sia più numerosa e con i fiori più grandi.

Quel regalo inaspettato, ma ricco di fascino, molte volte presenta un grazioso confezionamento o un coprivaso colorato che nasconde alla vista il vaso di plastica trasparente in cui vengono vendute le phalaenopsis e li dentro vengono tenute per tutto il tempo della fioritura, perché …..” quel vaso di plastica proprio non si può vedere, è così brutto che non lo posso mettere sul tavolino….”, in realtà la trasparenza ci è molto d’aiuto nella coltivazione di queste piante, ci permette di capire lo stato di salute e quando bagnare la pianta (si bagna per immersione con acqua tiepida SOLO quando le radici sono di colore argento).

Ma prima di accettare l’eliminazione del coprivaso e accettare la trasparenza, dobbiamo toccare con mano; ecco quindi che anche io ho tenuto la pianta in maniera diciamo, più estetica, senza curarmi di guardare la parte contenuta nel vaso (spesso nascosta da uno strato di muschio, per rendere più accattivante la confezione) ogni tanto un pò d’acqua e la pianta deperisce, le foglie diventano rugose, si abbassano… come mai, cosa succede ??  Vorrà più acqua, e aumento l’acqua, ma la cara pianta peggiora, fino a che non decido di capire e osservare TUTTA la pianta, via il muschio, via la confezione e via coprivaso; un disastro:

tutte le radici secche e marce, le foglie rugose, non tanto perché la pianta aveva sete, ma perché non poteva bere!

Ed ora che si fa?

C’è ben poco da fare, bisogna non perdere la pianta, forse c’è ancora qualche radice viva. Decido cosi di estrarla dal vaso di plastica, certo che se non avessi avuto il coprivaso me ne sarei accorto prima.

Levato il contenitore trasparente qualche radice rimane attaccata al bordo interno rompendosi.  Per rendere questa operazione meno dannosa è importante, tenere la pianta all’interno di un altro contenitore pieno d’acqua (lasciatela per parecchio tempo) affinché il terriccio e tutto ciò che si trova all’interno, si ammorbidisca per bene.

Una volta estratta la pianta dal vaso ho preso quell’ammasso di terriccio, radici secche e morte e l ho messo sotto il rubinetto d’acqua corrente per pulire il tutto e vedere cosa rimane dell’apparato radicale.

Questa pulizia l’ho fatta a tante piante sfiorite ed abbandonate trovando proprio in mezzo alle radici svariate cose : da un piccolo cestino bianco contenente della torba compressa, alla pallina di sfagno, ( elementi, torba e sfagno ad altissima capacità di trattenere l’acqua), ai pezzettini di spugna da cucina al solo terriccio.

Importante: non dico che questi elementi siano sbagliati per la coltivazione delle piante, tutt’altro ma sostengo che una persona dovrebbe sapere cosa c’è all’ interno del vaso, perché se avessi saputo della loro presenza avrei sicuramente annaffiato meno.

Inutile e dannoso continuare a dare da bere alla pianta quando, proprio nel mezzo alle radici ci sono elementi che trattengono acqua e si asciugano molto più lentamente del terriccio attorno.

La presenza di questi elementi può  aiutare chi non può controllare le sue piante quotidianamente, perché tengono le stesse umide più a lungo… basta saperlo.

Dopo questa digressione, sul cosa si può trovare nel mezzo alle radici torniamo alla pulizia della mia pianta.

Lavato via  tutto ciò che era attorno alle radici ed attaccato ad esse, riesco a vedere  quello che una volta era un bell’apparato radicale e che ora sono tante radici vuote e secche e marce.

Ora posso capire quanto la pianta fosse in sofferenza.

Ormai non mi posso fermare, prendo le forbici, sia grandi che piccole e dopo averle passate sulla fiamma del gas, per pulirle e disinfettarle (operazione da fare SEMPRE quando con lo stesso attrezzo si taglia più piante =>si potrebbero trasmettere malattie), comincio ad eliminare tutte le parti ammalorate.

Durante questa fase non bisogna farsi prendere dai sentimentalismi o dalla pietà, più volte ci sono andato vicino, “povera pianta, non rimane più nulla, questa radice non è messa così male”, se lo facciamo non faremmo il bene della pianta, ma renderemmo invano ed inutile tutto il nostro lavoro di pulizia, favorendo nuovamente la marcescenza.

Quindi pulizia totale senza pietà, ma quando farla?

In linea di principio, il momento migliore per pulire e rinvasare le orchidee SANE è quando incominciano a sviluppare nuove radici, tuttavia se vediamo radici morte nel vaso, che sono sempre indice di qualcosa che non va ( troppo concime, troppe annaffiature, terreno sbagliato e rovinato ecc), è sempre bene intervenire il prima possibile.

 

A questo punto avevo la pianta pulita e libera da ogni parte secca o marcia ed allora perché non fare un trattamento preventivo con un buon fungicida a largo spettro (non si può mai dire quale forma di fungo ci potrebbe essere o meno). Trattamento che consiste in un bel bagno, si esatto il bagno a tutta la pianta, 

Il discorso cambia se la pianta è affetta da qualche fungo batterio, ora consideriamo piante sane ma in sofferenza

Ora, ricordiamoci che abbiamo fatto, dei tagli, delle rotture, alla pianta, pertanto prima di rimetterla nel vaso (possiamo usare anche quello vecchio purchè ben lavato e disinfettato con alcool o varichina ed infine asciutto benissimo), bisogna aspettare che le ferite prodotte siano ben asciutte…. (sono piante epifite piante che non radicano nel terreno ma che si aggrappano alla corteccia degli alberi, per godere di più luce possibile, e come umidità sfruttano quella dell’aria) pertanto possiamo lasciarle libere all’aria per qualche giorno (se non potete aspettare usate la cannella in polvere sui tagli, ne basta un velo ,è un ottimo cicatrizzante).

Finalmente ero pronto per rimettere le piante nel terriccio e nel vaso.

Ecco sorgere un altro dubbio, ma in che terriccio stanno?? (siccome non stanno in terra è più corretto usare il termine “substrato”). Come detto, sono piante epifite, in natura stanno attaccate agli alberi, stanno sulla corteccia ecco il loro substrato ideale…. la.corteccia.

Il più è fatto, mi dico, corro nel primo garden e compro un bel pacco specifico per orchidee, una volta aperto, amara sorpresa di corteccia ce ne poca e sbriciolata assieme ad altro (contenitore rettangolare); tutto il mio lavoro per nulla; non si può perdere la sfida per della corteccia!

Continuo a girare per garden, trovando la stessa confezione fino a che, in uno, non trovo della semplice corteccia ( contenitore rotondo).

Continuando a cercare si trova anche in diverse dimensioni/pezzatura.

E’ bene dire che nonostante la corteccia sia il substrato ideale in natura, magari nel nostro ambiente, quello domestico, e per il tempo che possiamo dedicare alle orchidee non è quello più adatto, in quanto si asciuga molto velocemente e ci costringe ad annaffiature frequenti, ecco perché solitamente ci viene aggiunto del materiale che trattiene acqua, o altro con caratteristiche diverse ma mi ripeto , basta saperlo.

Apro il pacco della sola corteccia ne prendo un bel quantitativo e la metto a bagno in acqua, la lascio a mollo per parecchio tempo, anche un giorno, è nuova non trattiene acqua, si deve bagnare per bene.

A questo punto posso terminare il lavoro, ho tutto, pianta pronta e disinfettata, vaso pulito e corteccia bagnata. Inizio versando alcuni pezzi di corteccia nel fondo del vaso, inserisco le radici e lascio cadere attorno ad esse ulteriori pezzi di corteccia, non c’è bisogno di comprimerli-altrimenti romperei altre radici ed andrei a compattare il substrato impedendo alle radici di respirare alcuni colpetti sul bordo esterno del vaso faranno si che il substrato si sistemi al meglio .

Finito, son contento, ma mentre vado ad appoggiare la pianta sul tavolo che succede, le foglie sono troppo grandi e pesanti le poche radici presenti non riescono a sostenerne il peso e la pianta mi si rovescia… il lavoro ricomincia con un nuovo dubbio, devo far star ferma la pianta, una pianta stabile riparte meglio e prima.

Rifaccio tutto da capo, sostenendo la pianta con dei bastoncini da spiedino, la pianta ci sta, li bella ferma, ma non mi piace, non mi piace proprio.

Ricomincio, che cosa manca alla pianta? Le radici, giusto!

Diamole nuove radici. Prendo quei fili da giardinaggio, i fili di ferro morbidi ricoperti di plastica verde, lo piego a zig zag e ne aggancio un’ estremità alla pianta tutto il resto nel vaso, ho fatto nuove radici, la pianta regge ma vacilla.

Ricomincio, prendo un filo da giardinaggio più lungo lo piego ad arco, facendo passare l’arco attorno alla pianta (se ci fosse un moncone di una precedente fioritura, ormai legnoso è perfetto come ancoraggio) e le due estremità nel vaso, fino a fuoriuscire dai fori presenti sul fondo; ora verso la corteccia, inserisco le radici naturali e tiro dal fondo le estremità dei fili (radici artificiali), inserisco altra corteccia,qualche colpo sul bordo del vaso e vado a legare tra di loro  fili di ferro.

La pianta è stabile. Ora non mi resta che collocarla in un posto poco luminoso e senza bagnarla per circa 5/6 giorni (ricordiamoci che la corteccia messa è stata in bagno anche un giorno); una volta assestata la colloco in una posizione più luminosa perché per fiorire, queste piante necessitano di luce, una piccola differenza di temperatura fra il giorno e la notte ed una buona umidità dell’aria, tutte condizioni che si trovano negli ambienti domestici; sono sicuramente le più facili da coltivare in casa.

Certamente la pianta partirà rifacendo le radici, quindi la vedrete immobile, ferma, poi comparirà una piccola foglia e via via sempre più grande poi una seconda, poi altre radici e se le condizioni saranno buone arriverà il fiore.

Condizioni ambientali domestiche che con poco possiamo modificare, possiamo avvicinarla alla finestre nel caso non avessimo un ambiente luminoso, una leggera tenda sarà sufficiente nel caso avessimo troppa luce e le foglie dovessero bruciarsi, piccoli sottovasi colmi di acqua per aumentare l’umidità dell’aria, e se in questi inseriamo del materiale inerte  (sassolini, argilla espansa etc ) vi possiamo appoggiare addirittura sopra la pianta ,purché l’acqua non tocchi il fondo del vaso  ; tanti piccoli accorgimenti per variare le condizioni domestiche con cui vincere la nostra sfida..

Ecco alcune piante recuperate in stato di abbandono e che mi regalano la fioritura

La prima cosa che ci insegnano queste piante è la pazienza, sono lente e tranquille, se sappiamo aspettare ed osservare ci condurranno a piacevoli sorprese.

Con la calma e la tenacia si vincono le sfide, un saluto.

58 pensieri riguardo “PHALAENOPSIS, UN REGALO O L’INIZIO DI UNA SFIDA ?”

  1. Buongiorno chiedevo un chiarimento poiché nella mia orchidea è comparso uno stelo verde sottile e lungo. Dopo la fioritura i rami che portavano i fiori sono seccati e li ho eliminati alla base. Può essere che questo stelo sottile sia il nuovo ramo che porta i fiori?
    Grazie a chi mi può essere di aiuto

    1. Ciao e benvenuta, tutto è possibile.
      Sei sicura che sia verde, la punta come è, da dove parte quel ramo???
      In condizioni di coltivazione ottimali capita che la pianta emetta subito un nuovo stelo fiorale.
      Solitamente si commette, presi dall euforia, di scambiare una nuova radice aerea, in un nuovo stelo a fiore. Osservando attentamente da dove nascono. La conformazione della punta ed il colore si impara a distinguerle.

      Saluti

    2. Ciao Cristina.
      Di solito le radici si riconoscono. Se è sottile molto probabilmente è uno stelo ma, come scrive Simone, l’euforia è cattiva consigliera. 🙂
      Ne vedi uno molto rappresentativo nell’ultima foto di Simone su questo articolo.
      Se vuoi una certezza posta una foto usando postimages.org  o inviala a redazione@orchideeincasa.it che ci pensiamo noi!

      Ciao

      1. Ciao.
        Come promesso postiamo la foto.

        Sinceramente non mi sembra ne uno stelo floreale ne una radice.
        Sembra quasi un elemento esterno cresciuto nel vaso dell’orchidea.
        Come ti ha chiesto Simone, da dove nasce quella lunga vegetazione?… Secondo me non dal fusto dell’orchidea da dove nascono , di solito, gli steli floreali.
        Facci sapere

        Ciao

        1. Ciao
          Ho provato a verificare ma sinceramente non sono riuscita a capire da dove arrivava ma tirando leggermente si è staccato e alla base ho visto che due piccole radici e credo proprio che sia qualcosa che non ha nulla a che vedere con l’orchidea. A suo tempo sicuramente rifiorirà
          Grazie per i vostri consigli

          1. Ti rifiorirà sicuramente se segui i consigli sopra indicati.
            Gli steli floreali sono rotondi e turgidi e crescendo si ingrossano prendendo la forma di un classico “ramo” . E quello nella foto postata sopra ha l’aspetto di una foglia lanciforme di qualcosa che non è un orchidea 🙂 .
            Qualcosa che molto probabilmente è cresciuto nel substrato del tuo vaso.
            Ciao

    1. Ciao Susanna.
      Se per foglie alla radice intendi le prime foglie più basse e grandi è naturale che ci sia un ingiallimento, seguito al “rinsecchimento” della stessa, alla sua morte e alla sua caduta.
      Certo, se le foglie che diventano gialle sono più di una alla volta, qualche problema ci potrebbe essere, primo tra tutti troppa o troppo poca acqua, luce sbagliata, assenza di fertilizzante, presenza di insetti, acari o afidi che siano, funghi o malattie virali etc.
      Non potendo vedere, osservare e controllare il substrato e la pianta, come vedi, si può dire tutto e il contrario di tutto….
      Ricorda… giusta luce e irrigazione e di solito le foglie muoiono solo per “vecchiaia”… 🙂

  2. Ciao, ho “ereditato” da mio figlio che è mancato sei anni fa alcune orchidee (lui le amava tanto). I primi due anni hanno fatto fioriture stupende, poi gli steli si sono seccati e da allora non ne sono più nati di nuovi.
    Sono passati ormai alcuni anni…posso sperare che ne crescano e che mi regalino una fioritura?
    Grazie, un saluto. Ornella

    1. Ciao Ornella .
      Mi spiace…
      Prima di tutto si dovrebbe capire che orchidee sono ma immagino siano phal visto dove hai postato il tuo commento in questo articolo..
      Le phal fioriscono sempre a condizione che ci sia luce (filtrata in estate da aprile ad agosto), in inverno togli pure il filtro o la tenda dalla finestra. La posizione ideale è un davanzale esposto a sud ma anche est o ovest va bene.
      Bagna solo quando le radici sono grigie, tienile lontane da termosifoni, taglia i vecchi rami floreali secchi, e se puoi dai loro umidità con un sottovaso con sopra una rete in modo che le radici non vengano a contatto con l’acqua.
      Se la temperatura non scende sotto i 15° la notte, in questo periodo, mettile fuori se ne hai la possibilità, lo sbalzo termico di settembre incentiva la fioritura.
      Vedrai che ti rifioriranno.

      Ciao

      1. e, perchè non dovrebbero???
        ciao Ornella,
        come dice il titolo di questa nostra esperienza condivisa, ricordiamo sempre che gli ambienti domestici non sono i luoghi perfetti, ottimali per le piante d’orchidea. Sono ambienti in cui NOI viviamo e le piante si adattano, chi meglio, chi peggio e chi non riesce.
        La riuscita, quindi è condizionata dallo studio, dalla conoscenza di casa nostra, cercando di limare i limiti che in tali ambienti ci sono per le piante: bassa umidità relativa, substrato compatto ( a causa del deterioramento della corteccia, trattenuta e raccolta dal vaso), poca luce.
        Guarda sempre le piante, osservale bene giorno dopo giorno, ti diranno di cosa hanno bisogno; sono state amate sono forti e vigorose, pronte ad esplodere, aspettano le tue cure, il tuo affetto.

        Se hai bisogno siamo qui, cresciamo assieme.
        Un abbraccio,Simone

  3. Buongiorno, sono Rosi. Prima di tutto dirò che apprezzo non solo la vostra competenza ma anche la grande passione e sensibilità che trasmettete a chi si rivolge a voi.
    Ho una phalenofis che mi hanno regalato 2 anni fa quest anno l ho messa fuori,è cresciuta e al rientro in ottobre/ novembre è cresciuto uno stelo con diversi boccioli. L ho innaffiata quando è leggera e concimata 1 volta al mese.2 sono diventati gialli, come mai?
    Grazie mille Rosi

    1. ciao Rosi,
      per prima cosa ti faccio i complimenti per essere riuscita a portare la pianta alla formazione dei bocci. Da quel momento la strada sembrerebbe in discesa, ma in realtà inizia la salità perchè quel boccio, anteprima del fiore che tanto vorremmo vedere sulla nostra amata pianta, è delicatissimo, basta poco per farlo diventare giallo e cadere. Le variabili sono tante, le piu comuni in ambito domenstico sono gli sbalzi di temperatura, ad esempio l’apertura di una finestra, che seppur lontana dalla pianta (secondo noi) è in realta vicina per la pianta stessa, uso d’acqua fredda per l’irrigazione etc.
      Insomma è un momento delicato, la pianta ha usato tutte le sue energie per arrivare al fiore e, una nostra piccola distrazione rende tutto vano.
      La sfida continua, mai arrendersi.
      un saluto

    2. Ciao Rosi.
      Grazie per i complimenti.
      Dunque… Ottobre / novembre fuori.
      Quindi deduco che sei nelle regioni del Sud d’Italia, perchè avrai letto che sotto i 15° le phal non vanno e i danni del freddo sono quasi più micidiali di quelli del caldo.
      Se invece sei del Nord, questa potrebbe essere una ragione.
      Ovviamente noi non sappiamo in che periodo i boccioli si sono seccati.
      I boccioli abortiscono anche se vi è poca luce ( in genere con più di 3 giorni di carenza di luce succede).
      Come avrai capito si deve valutare e conoscere l’ambiente, che è diverso da casa a casa addirittura nella stessa città!
      Leggi l’ultimo articolo del 2020 di Simone… “ e un altro anno se ne va…”
      La consapevolezza ti farà vedere delle belle fioriture!
      Ne sono sicuro!

      ciao

    1. Ciao
      La spiegazione è logica ma non rigida e definitiva, xche gli ambienti in cui coltiviamo le piante sono diversi, quindi occorre osservare ed adattare i nostri comportamenti.
      Poi con l esperienza e la tenacia arriveranno i risultati.

  4. Sono contenta di aver trovato il vostro sito, è successo per caso. Mi piace molto la spiegazione di come pulire le radici, mi sono morte molte orchidee per questo problema, ora con la vostra spiegazione sicuramente sarò in grado di curarle meglio.

    1. Le migliori scoperte sono avvenute proprio per caso, benvenuta nel nostro piccolo gruppo di appassionati.
      Simone

  5. Ciao, anch’io mi sono imbattuta nel vostro blog cercando consigli per la mia Phal che dopo la fioritura d’arrivo (quando mi fu regalata, ormai 2 anni fa) ha perso i fiori, fatto 1 nuova foglia, e stop.
    Mi pare di avere seguito tutte le regole di base (luce, substrato, umidità, temperatura, concimazione) ma qualcosa ancora non va…
    Cosa può essere, a parte la pigrizia della mia Phal? ? Un saluto, MT
    PS provo a caricare una foto, se riesco
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    1. Ciao e benvenuta Mariateresa,
      Le phal una volta compreso gli elementi base di cui necessitano, diventano quasi una routine, di fatti poi gli appassionati cercano altre sfide rivolgendosi ad altre specie. Se la tua pigrona non è tornata alla fioritura la gestione degli elementi base non è corretta. Sono del parere chr sia inutile ricorrere alle concimazioni se prima non vengono sistemati questi. O piu precisamente quel fattore base che non ha raggiunto la sufficienza….è inutile avere e aumentare gli altri fattori se quello critico rimane basso. Per farti un semplice esempio immagina un secchio fatto da assi verticali di legno. Ogni asse rappresenta un fattore luce umidita etc …inutile alzare tutti i fattori, le assi; se non si interviene su l asse più corta il secchio nel suo insieme conterrà il liquido solo fino all altezza dell asse corta poi fuoriuscirà, nonostante le altre assi siano altissime e robuste. Devi quindi individuare l elemento del tuo ambiente che è deficitario.
      Ri pensa al collocamento della pianta,, la distanza dalla fonte luminosa (di solito è questo),umidita ambientale, escursione di temperatura giorno motte, controlla le radici eventualmente fai un travaso e bella pulizia. Comincia a guardare la pianta con occhi diversi,la guardi e ti domandi, dove potrebbe stare megliio?? Cosa posso modificare??
      Purtroppo non conoscendo il tuo ambiente diviene difficile aiutarti nella risoluzione del problema, ma è proprio qui che inizia la sfida con noi stessi.
      Saluti
      Simone

    2. Ciao mariateresa, ho visto le foto, siamo decisamente indietro rispetto a quanto mi aspettassi. Bisogna ripartire da capo, sei nella stessa situazione descritta nell articolo. Rileggitelo con calma, la pianta ti ha lanciato la sfida, tocca a te raccoglierla, non ti arrendere! Dici che la pianta ha messo anche una foglia nuova, questo è un buon segnale. Ora devi solo ripartire, nuovo vaso , nuova corteccia,converrebbe legare la pianta al vaso x renderla piu stabile e avere molta pazienza. Studia il tuo ambiente, considerando che la pianta deve ripartire ed ha poche radici.
      Rileggi l articolo ed anche gli altri collegati.
      Diciamo che vedendo le foto ci sono state varie complicazione nella gestione, cerca di capire gli errori per non ripeterli….substrato deteriorato, concime che senza radici non può essere assorbito e che si accumula nel terreno, radici marce etc etc.
      Saluti

    3. Ciao Mariateresa!
      Grazie per la visita e per averci inviato le foto che sono essenziali per risponderti!
      L’autore di quest’articolo è Simone, ed è lui l’esperto di Phalenopsis e di Vanda all’interno della Redazione.
      Vedo che ti ha già risposto.
      Quindi ti rispondo onorando la mia descrizione che sicuramente avrai letto in “Chi siamo”.
      La tua Phal in 2 anni “ha fatto una foglia e stop”.
      E sinceramente, vista la situazione delle radici, direi che ha fatto anche troppo! 🙂
      Scherzi a parte, viste le foto, come ribadito da Simone, direi che proprio qualcosa non va!
      Ma questo non è imputabile alla pianta ma alla sua coltivazione o all’ambiente dove si trova.
      Questo noi non lo possiamo sapere.
      Simone, prima di vedere le foto, scriveva “Se la tua pigrona non è tornata alla fioritura la gestione degli elementi base non è corretta.”
      Con l’esempio del secchio (io avrei detto botte… ma solo perchè mi piace il vino! 🙂 ) , in maniera molto chiara, ti ha fatto capire che qualcosa non quadra!
      E le foto lo dimostrano.
      Cominciamo quindi una disamina di base con due punti essenziali e solo inerenti le radici.
      1) Sono così verdi perchè le avevi appena bagnate? Di solito le foto si fanno appena la pianta è stata estratta dal vaso, quindi, se è così, direi che il substrato è troppo umido e trattiene troppa umidità. Troppo vecchio e degradato? Troppa irrigazione?
      2) Perchè sono così corte? Una phal ibrida (presumo si tratti di una ibrida e non di una botanica) dopo 2 anni ha radici che sono almeno 4 volte più lunghe. Sto ravvivando una phal di una conoscente e, in neppure 4 mesi ha triplicato la lunghezza delle sue radici. Le epifite sono la prima cosa che sviluppano in quanto è da li che traggono la loro sussistenza per vivere.
      Citando nuovamente Simone, senza aver visto le foto, di primo acchito ti avrei risposto che sbagli il “fattore” illuminazione.
      Ma direi che con una pianta in queste condizioni vi è qualcosa di più!
      Temperatura (troppo freddo o caldo), umidità (direi, per quanto riguarda il substrato, troppa!) e chissà cosa d’altro.
      Fossa troppa luce le foglie sarebbero semplicemente sbiadite, troppo poca più verdi… Questo per dirti che si deve imparare ad osservare le richieste di aiuto che ci lanciano!
      Prima che sia troppo tardi.

      Quindi come primo consiglio … salvala!

      Ciao

      1. Grazie a tutti… proverò “per esclusione”, partendo da un nuovo substrato, e mantenendo la pianta dentro casa in una zona di luce diversa. E vi tengo aggiornati… ?
        A rileggerci!

  6. Buongiorno a tutti! Oggi è giorno di rinvaso… Finalmente mi sono decisa… È la mia prima e unica phal e, poverina, ha subito la mia inesperienza… Mi è stata regalata 4 anni fa, dopo un anno ho traslocato e a causa di uno spiffero malefico ha perso le foglie centrali (in contemporanea altre piante nella stessa posizione sono morte). L’ho abbandonata (alla luce) in attesa di decidere se eliminarla eliminarla ma mi ha sorpresa con una bellissima fioritura. Poco dopo essere sfiorita ha messo un nuovo germoglio. Pensavo fosse uno stelo fiorale visto che nn era sicuramente una radice e invece era una nuova pianta! Questo papiro x spiegarvi quanto è speciale questa pianta (anche se bruttina). Ora ha proprio bisogno di un rinvaso ma mi trovo nel dubbio su come valutare le radici x decidere cosa eliminare. Alla base tutte quelle della pianta vecchia sono quasi nere anche se dure. Le uniche in crescita sono le 3 nate dalla pianta nuova… X ora ho tolto solo quelle vuote o molto deteriorate.
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    ..

    1. Ciao,
      Ho letto il tuo commento e una frase mi ha spaventato….ha perso le foglie centrali….se ti riferisci a quelle in cima, alla sommità, a quelle piu distanti dal substrato. Magari si sono staccate rimanendo attaccate tra loro con un piccolo pezzettino di fusto e questo presenta una colorazione scura tendente al nero……tale colore, anche un piccolo puntino lo ritrovi nel cuore del resto della pianta…sei di fronte ad un marciume del fusto…..pianta persa…le phal se perdono la cima non crescono piu avendo uno sviluppo in altezza.
      Tuttavia la pianta è forte ed ha deciso di far nascere una figlia, che io staccherei e dopo funghicida tratterei separatamente in nuovo vaso.
      Le radici, con forbici disinfettate sulla fiamma, vanno eliminate tutte quelle rotte, vuote mollicce marce nere….aver pietà in questa operazione è controproducente.
      La pianta vuol continuare a vivere dedicale piu attenzione.
      Saluti

      1. Si esattamente le foglie più distanti dal substrato, una per volta, dalla più piccola al centro, senza nemmeno cambiare colore, si sono staccate… L’interno e ora anche alcune zone del fusto sono nere ma è in questo stato da ottobre 2019… La figlia nn saprei come staccarla, ha parte del fusto in condivisione con la vecchia pianta. Disinfetto un coltello e taglio brutalmente? Se vi avessi scoperti prima nn avrei fatto tanti errori… Grazie…. Mi sto leggendo tutti gli articoli e con la vostra passione mi state facendo sempre più innamorare di queste piante meravigliose…

        1. Ciao.
          Hai fatto un bel lavoro.
          I consigli te li ha dati Simone.
          Fatto tutto, se tagli cicatrizza e non bagnare. Metti la pianta nel nuovo substrato e possibilmente in un vaso trasparente. Nebulizza le foglie anche da sotto in su almeno per una decina di giorni.
          Poi riprendi a irrigare regolarmente. Metti la pianta in un vaso che possa contenere quello che contiene la pianta e falle il “bagnetto” sino a che vedi l’acqua arrivare in superficie. Bagna nuovamente quando le radici sono diventate grigie.
          Ciao

  7. Buongiorno, ho trovato per caso il vostro blog e mi complimento per la chiarezza e completezza delle informazioni che date. Quello che apprezzo in modo particolare è che queste informazioni sono frutto delle vostre esperienze, quindi “provate sul campo” e pertanto più affidabili. Vi scrivo per chiedervi un parere. Ho una bellissima phal.ricevuta in regalo a febbraio, con foglie enormi e 3 grandissimi rami pieni di fiori. Uno dei rami è in fiore tutt’ora! Ho messo la pianta fuori in terrazza da più di un mese, per farle prendere aria e luce. Non è al sole diretto, il terrazzo è rivolto a Nord Ovest. Però le foglie si sono schiarite e si sono abbassate tutte. Prima erano verde scuro e puntavano in alto. Le radici sembrano sane e belle verdi. Da cosa può dipendere? Io temo sia troppa luminosità ma vorrei il vostro parere di esperti. Grazie mille in anticipo.
    https://postimg.cc/Mcc04hRb

    1. Ciao Daniela.

      Grazie per i complimenti e felice che abbiamo centrato il nostro obiettivo.

      Dato che parlavi di esperienza eccoti la foto di una phal ibrida che era verde e che attualmente, è in serra esposta completamente ad est. Come vedi le foglie si sono scurite moltissimo e sono quasi “marrone”, come i bordi delle foglie della tua, ma ti posso garantire che la pianta è sana e in completa forza e sta emettendo anche nuove foglie. Attenzione… il passo verso la scottatura è breve! 🙂

      Questa pianta la tengo in serra, sottoposta a luce con un telo filtrante al 40% in quanto l’ho presa in consegna da chi non la sapeva far rifiorire e all’interno io porto solo le mie e quelle in completa fioritura (in questa stagione ovviamente). Questo vuol dire che quando la serra è in pieno sole prende circa il doppio dei lux che dovrebbe prendere.

      Se leggi la scheda di coltivazione noterai che le stesse richiedono una posizione semi ombreggiata, con circa 10000-15000 lux … praticamente ora la sto sottoponendo ad una luce troppo intensa.

      L’effetto della luce influenza anche il colore dei fiori .
      Rimarrai sbalordita vedendo il fiore della pianta originale che è quella rossa della terza foto nella galleria in home.

      Il fatto che le foglie si sono abbassate tutte molto probabilmente denota carenza idrica soprattutto in questo periodi di forte calore .

      Considera che se all’interno davo da bere una volta alla settimana all’esterno devo irrigare un giorno si e uno no.. Prova a dare da bere quando le radici tendono a diventare grigie e osserva se la cosa migliora.

      Se fosse stato un semplice commento non potrei averti dato queste info, ma la foto non ci può dire tutto… devi osservare la pianta come si trasforma e analizzare il tuo modo di coltivazione!

      Ciao

      1. Buongiorno Gioachino,
        intanto grazie per la risposta e mi scuso tantissimo se non mi sono fatta più sentire ma ho avuto delle difficoltà di altro genere da affrontare in questi mesi. La aggiorno sullo stato della mia Phal che ha passato un’estate in piena forma anche se con le foglie che continuano ad essere prostrate rispetto alla foto che avevo inviato. Ha messo nuove radici e una nuova foglia. In questi giorni l’ho ritirata perché devo liberare i balconi per lavori e mi sono accorta che la nuova foglia e quella sotto hanno una colorazione giallo/marroncina e delle piccole aree schiacciate (come fosse stata colpita da qualcosa che ha causato un ribassamento del tessuto, ma non può essere in quanto era riparata). Siccome l’autunno scorso avevo un’altra Phalenophsis che aveva iniziato con gli stessi sintomi e poi mi è morta, non vorrei perdermi anche questa e vorrei sentire il vostro parere di esperti. Ho fatto delle foto, ma non so come allegarle a questo messaggio. Mi auguro di sentirvi presto e vi ringrazio in anticipo per i consigli e i suggerimenti.

        1. Ciao Daniela…
          Prima di tutto diamoci del TU ! 🙂
          Per caricare una foto segui queste indicazioni .
          Poi Simone o io di daremo sicuramente una risposta.
          Per cortesia, per questa volta va bene in quanto siamo agganciati ad un vecchio discorso, ma alla prossima richiesta metti in coda la domanda… serve per avere una cronologia e più ordine agevolando una facile lettura ai nostri lettori ma soprattutto a noi per controllare le richieste.

          Grazie

  8. Ciao, mi piacerebbe sapere che concime usi per le orchidee e quanto è ogni quanto lo dai.
    Poi se rimangono solo radici ma belle turgide e verdi si può sperare che tornino le foglie oppure è tutto da buttare? Come comportarsi?

    1. Ciao Filo!
 Per quanto mi riguarda uso quello che vedi QUI , fertilizzante granulare (o in polvere), dosi ad 1gr/lt , in media ogni 15 giorni.
 Nella fertilizzazione i fatturi che interagiscono con l’ambiente colturale sono diversi da caso a caso ma soprattutto da “casa a casa” 🙂 .
 Se, come mi sembra di capire, la pianta ha solo radici e nessuna foglia la vedo pressoché impossibile, ma tentare non ti costa nulla. 
Non è il fertilizzante che risolve, ma la giusta coltura. 
Ciao e grazie per la visita.

    2. Ciao,
      Nel voler essere pignoli la giusta risposta sarebbe cambio concime in base alle esigenze della pianta.
      Tuttavia diventa una strada lunga e perigliosa xcui un buon concime ternario npk equilibrato mi sembta il giusto compromesso. Preferisco i concimi liquidi xche gia sciolti e usandoli anche per il sistema a nebulizzazione delle vanda(indose diverse) non mi otturano gli ugelli.
      Mi ripeto …il concime serve se la pianta è sana se i fattori ambientali son corretti.

    1. Ciao,
      Ben trovato. La semplicità e la chiarezza nella comunicazione consentono di capire e risolvere problemi ostici e noios. Mai avrei pensato che la mia sfida con le phal potesse avere tanto seguito. L articolo è nato proprio con l intenti di raccontare una esperienza e di come abbia affrontato i problemi, un piccolo diario per ricordarmi cosa aveo fatto in modo da ripeterlo su altre piante, ed allora visto che lo dicevo a me stesso, perche avrei dovuto usare paroloni e concetti spaziali, poche semplici parole hanno aperto la strada a me e a tanti cari amici.
      Un saluto

  9. Buongiorno Gioachino, anzi ciao 😉
    Come suggerito, metto il post in coda ma il link per le foto che vorrei vedeste, non riesco a incollarlo perché mi appare una finestra di dialogo che dice di non copiare e di chiedere alla redazione… così vi ho mandato le foto a quell’indirizzo…riuscite a vederle?!
    Aspetto il vostro parere e ringrazio te e Simone per l’aiuto
    Daniela

    https://postimg.cc/gallery/mzg6jDN

    1. Buongiorno,
      In merito alle foglie con la depressione e colorazione variabile dal giallo al marrone potrebbe trattarsi di tante cose, ma l elemento più preoccupante è il fatto che fosse accanto ad un’altra piante con gli stessi sintomi che poi hai perso. Probabile diffusione di malattia, di patogeni a tutte le piante. Attenzione.

    2. Ciao Daniela.
      Inserito il link con tutte le tue foto.
      Per quello che posso vedere io ti consiglio un rinvaso in bark nuovo, il taglio delle radici oramai morte e una belle pulizia delle foglie che sembra presentino delle macchie dovute, tra l’altro, da insetti succhiatori della linfa.
      Quelle depressioni fogliari potrebbero derivare anche dalla luce o dal troppo secco…
      Troppe le variabili… sta di fatto che è messa maluccio.
      Corri ai ripari.

      Ciao

      1. Grazie Simone e Gioachino per avermi risposto. Volevo solo precisare che l’orchidea non è mai venuta a contatto con quella che è morta perché mi è stata regalata a Febbraio e l’altra era morta a Ottobre dell’anno prima. Solo mi pare che stia presentando quasi gli stessi sintomi e nello stesso periodo. Per il cambio del bark, mi rileggo bene tutti i vostri articoli e poi procederò. Per pulire le foglie ed eliminare eventuali insetti, potrei usare l’olio di Neem con il sapone molle? Oppure è meglio quel prodotto chimico che usate per la cocciniglia? (Non ricordo il nome, ma l’ho letto oggi nel vostro articolo sulle cocciniglie). Giuro che poi non chiederò altro, non voglio abusare del vostro tempo e della pazienza. Come sempre, grazie!

        1. Ciao Daniela.
          Non ti preoccupare, chiedi sempre quando ti sorgono dei dubbi.
          Io e Simone non siamo la panacea per tutto ma qualche esperienza c’è … e abbiamo un grande pregio! Condividiamo! 🙂
          Tornando a noi, l’olio di Neem è un prodotto naturale ma piuttosto blando contro funghi, batteri e bestiacce varie. Stessa cosa per il sapone di marsiglia etc.
          Vanno usati insomma prima di attacchi pesanti altrimenti servono a poco.
          Ma io vado controcorrente e molto probabilmente mi aggiudicherò qualche inimicizia di coltivatori più “naturisti”.
          Trovi cosa uso QUI e
          QUI .
          Altro sistema che sto sperimentando è l’alcool isopropilico che praticamente scioglie la cocciniglia… ma sarò più dettagliato una volta sperimentato più a lungo dei due trattamenti che ho fatto quest’anno sulle mie catasetinae… ma sembra funzionare!
          Per i prodotti chimici (almeno quelli senza necessità di patentino) digita afidi+acari+bayer (o altra marca) su Google o altro motore di ricerca… salta fuori una miriade di prodotti… devi solo scegliere quello che ti sembra più congeniale al tuo ambiente e alle tue necessità.

          ciao

          Edit.
          Dimenticavo…
          L’alcool isopropilico va usato in dosi pure dal 50 al 70% miscelato con acqua distillata o osmotica e solo sulla parte aerea.

          1. ciao Gioachino,
            ho provato a cercare nei garden center il bark ma non ho trovato nulla di serio, solo quelle confezioni che hanno anche il terriccio. Mi sa che devo cercare on line. E mi cercherò pure un insetticida più adatto, come hai consigliato tu. In effetti ce ne sono tanti…devo solo analizzarli bene. Ti farò sapere. Per ora ringrazio tantissimo per il supporto e per la vostra preziosa esperienza.
            Daniela

              1. Ma sai che ieri ho cercato proprio in internet un tipo di bark e mi è apparso il tuo articolo “Bark vs orchite”?! Ho appena finito di leggerlo e poi anche quello sullo sfagno e sul lapillo. Ora sono indecisa se usare quest’ultimo perché dici che è di più facile gestione rispetto al bark…però ha lo svantaggio della preparazione iniziale (lavaggio ripetuto con acqua piovana) quindi penso che prenderò l’Orchite (che ho trovato in vendita da Peraga, un vivaio abbastanza vicino). Mi aiuteresti a risolvere un dubbio? Ho letto che le Phal vanno bagnate quando le radici sono argentate: e se quelle sulla metà e sul fondo del vaso trasparente le vedo ancora verdi e ci sono goccioline di condensa da settimane, che faccio? aspetto? Molti suggeriscono di bagnare per immersione una volta a settimana!! So che dirai che dipende dall’ambiente, ma puoi solo considerare la situazione che ti ho descritto? perché a volte mi capita anche se l’ambiente è asciugato dai termosifoni..
                Grazie

                1. Ciao.
                  Il lavaggio del lapillo è molto importante perché contiene sali.
                  Se non trovi acqua piovana, va meglio l’acqua da osmosi inversa (trovi un articolo con delle tabelle con i vari dati) oppure l’acqua distillata, quella per i ferri da stiro tanto per capirci. Se non ne vuoi comperare troppa risciacqualo con acqua da rubinetto molto bene e poi l’ultimo lavaggio fallo con l’acqua distillata.
                  L’Orchiata all’inizio non assorbe molto, ma dopo alcune irrigazioni assorbe e rilascia meglio del bark commerciale.
                  Le goccioline sono umidità e condensa in quanto il vaso non lascia respirare, ergo manca circolazione d’aria come in natura le epifite hanno. Dato che rinvasi approfitta per bucare il vaso con un trapano o con qualche altro utensile. Fai una decina di fori (di media) sulle pareti laterali. Io le tengo in casa e come te ho il riscaldamento…. e bagno per immersione quando le radici sono tutte argentee.
                  Ciao

                  1. Forse comincio a comprendere qualcosa: le radici sotto non respirano e quelle sopra non bevono, quindi c’è uno scompenso che porta in sofferenza la mia povera orchidea! Ho ordinato Orchiata, vasi forati e non, concime…non vedo l’ora che arrivi tutto per poterla aiutare. Ho del lapillo vulcanico, ma di pezzatura medio piccola: sceglierò i pezzi più grossi, li laverò bene e li mescolerò al bark, così dovrebbe circolare meglio l’aria e dare un supporto al bark che, come dici tu, all’inizio non assorbe molto. Non diventerò mai brava ma mi auguro almeno di salvare la mia piantina.
                    Un saluto, grazie come sempre e buona giornata

                    1. Ciao Daniela,
                      Come sarebbe a dire”non diventerò mai brava….”.
                      Rileggi tutti i tuoi interventi e capirai di aver fatto enormi passi avanti nella comprensione di queste piante. Guarda sempre con l’occhio di chi deve capire ancora qualcosa MAI pensare di sapere tutto, ci stupiscono sempre queste piante.la tua disamina sulle radici pochi giorni fa non l’avresti mai fatta.
                      Un caro saluto ed ancora buone riflessioni.
                      Simone

  10. Ciao Simone, grazie per l’incoraggiamento, mi serve davvero tanto. Seguendo i vostri consigli, ho provveduto a svasare la mia pianta, non aveva radici molli o nere, solo qualcuna secca in punta. Ho trovato al centro il famoso vasetto con terriccio e alcune radici bianche, ma non molli. Le ho lavate bene sotto acqua tiepida, poi cosparse di cannella per disinfettare i tagli e rimesse nel vaso pulito, disinfettato e bucherellato. Solo che le radici ora stanno più fuori di prima perché prima riempivano il fondo mentre ora c’è il bark con lapillo vulcanico. Provo ad allegare foto, se riesco così mi dite se va bene. PS la polverina marroncina che vedrete su alcune foglie e sulle radici è la cannella.
    La prima foto mostra un puntino rosso che non so ancora se è un ramo nuovo. Poi la situazione attuale delle foglie rovinate e una foto d’insieme:che dite, lo taglio quel ramo sfiorito? (uno lo ha seccato da sé, questo è rimasto verde) Poi le foto dei vari passaggi fino alla situazione attuale con le radici che sono più in alto di prima. Un saluto e come sempre grazie per il vostro preziosissimo supporto.
    Daniela

    https://postimg.cc/gallery/0zbJHMZ

    1. Ciao Daniela.
      Mi auguro che il famoso cestino tu lo abbia “tolto”.
      Non esagerare con la cannella perché potrebbe risultare fitotossica.
      Il puntino rosso potrebbe essere benissimo l’inizio di un getto floreale ma la foto non è nitida quindi non ti resta che aspettare e vedere.
      I rami sfioriti, se secchi, si possono tagliare, se rimangono verdi li puoi lasciare in quanto generano fiori.
      Di solito le fioriture da questi rami sono minori e non cosi belle.
      Per fare delle prove io ogni tanto li lascio e questo è un risultato
      E’ ovvio che le radici lasciate libere e meno compresse diano quel risultato ma io antepongo la salute della pianta anziché l’estetica della stessa. 🙂
      Ricordiamoci che in natura vivono libere e “disordinate” sui rami delle piante. Epifita non collima con ordinata! 🙂
      Hai fatto un bel lavoro!
      Ciao

    2. Ciao Daniela,
      Iniziamo col dire che ora, trovato il vasetto all interno delle radici, la pianta ti si comporterà in maniera diversa non avendo più il serbatoio di acqua, la tua mano, quindi dovrà essere piu puntuale e calibrata nelle annaffiature.
      Nella rinvasatura, per me hai lasciato troppe radici, qualche d una rotta o debole o con malformazioni ci sarà stata ancora.
      Se cosi non fosse dovevi, prima mettere la pianta dentro il vaso facendo ruotare il vaso nel senso che hanno di rotazione preso dalle radici, una volta che queste avessero toccato il fondo immettevi, una parte, del substrato facendolo sistemare con colpetti sulle pareti del vaso , poi continuavi ad avvitare la pianta ed altro substrato etc etc fino al termine.
      Troppa cannella, non è uno strudel!.
      Gli steli a fiore che non seccano ti pongono davanti ad una scelta: lasciarli o meno. Lasciandoli la pianta fiorirà prima con minor dispendio di energia(avendo gia costruito e mantenuto la struttura di sostegno), organizzando uno stelo secondario e a volte terziario ma, con fioriture piu piccole e meno numerose. Tagliando via tutto la pianta deve ripartire da zero…con tutto ciò che ne consegue. Personalmente taglio via tutto, ma son scelte.
      Quel puntino potrebbe essere tutto, anche un nuovo stelo a fiore, bisognerebbe capire meglio la sua posizione ed anche il periodo in cui quella pianta andava in fioritura.
      Infine mi auguro che tutte le operazioni tu le abbia fatte con attrezzi disinfettati prima e dopo aver toccato la piante, anche le tue mani. Quelle foglie continuano a non piacermi, rimango sempre piu della mia idea iniziale.
      Saluti. S.

  11. ciao Gioachino e ciao Simone, grazie per il vostro parere. Allora, sì il cestino l’ho tolto e anche tutto il bark vecchio. Non aveva radici rotte o malformate diciamo che ne ho rotte io un paio nel liberarla dal bark. E, non essendo pratica di radici né volendo stressare troppo la pianta, non ne ho tagliate tante, anche perché avrei dovuto tagliarle a metà lunghezza, accorciarle. Voglio dire che erano molto lunghe e se dovevo eliminarne qualcuna non avrei potuto partendo dalla base della pianta. E tagliare a metà una radice sana mi preoccupava.
    In effetti, il vasetto con la cannella ha un foro piuttosto largo e …ci ho fatto il dolce!! ehehe. Al prossimo bagnetto cercherò di pulirla di più da tutta quella cannella. Avevo capito di dover mettere un fondo di bark e poi sopra le radici. Se non avessi fatto così le radici si sarebbero riposizionate nel solco alla base del vaso comprimendosi come prima, il che mi faceva pensare che non avrebbero respirato bene. Che faccio, rinvaso?
    Per adesso non tolgo il ramo sfiorito, anche se ci rimetterò in fiori, magari per non toglierle altre energie (io pensavo che lasciandolo, potesse indebolirsi, invece…esperienza insegna!) e quando il puntino rosso si deciderà a crescere, vi renderò partecipi così capiremo di che si tratta. Per le operazioni avevo disinfettato tutto, speriamo bene!
    Infine, un nuovo quesito: voi concimate tutto l’anno? con quale frequenza? Dai vivai ottengo solo opinioni discordanti: chi dice solo in primavera/estate, chi ogni 3 bagnature, chi no se ha i fiori…uff, che confusione. Io, dopo il rinvaso ho bagnato e poi messo il concime 20 20 20.
    Come sempre, grazie per tutto il vostro prezioso tempo e la vostra esperienza.
    A presto.
    Daniela

    1. Ciao.
      Meno radici si toccano e meglio è ! 🙂
      Meno rinvasi, se non necessari, si fanno e meglio è! 🙂
      Ovviamente se le radici sono sane e la pianta non lo necessita.
      Se hai messo sul fondo il bark hai fatto bene. Le radici della pianta faranno più fatica ad uscire dal vaso . Quindi non rinvaserei di sicuro.
      Il libretto “uso e manutenzione” del fertilizzante purtroppo non esiste. 🙂
      Per risponderti sulla fertilizzazione ti pongo una domanda che puoi girare a chi ti ha dato strampalati consigli.
      Premettiamo che si parla di Phalaenopsis.
      Tu mangi tutti i giorni? 🙂
      Se si, come credo, cosi fanno anche quasi tutte le orchidee (ovviamente con frequenza minore della nostra!).
      Le orchidee sono come le donne… 🙂
      Non si sospende il nutrimento solo perché generano fiori anziché bambini…
      In primavera si predilige concime azotato per la crescita, in autunno quello ricco di fosforo per i fiori… E nel resto dell’anno quello bilanciato.
      Ma anche un semplice bilanciato va bene sempre!
      Ti consiglio di leggere QUESTO , scritto in maniera comprensibile per qualsiasi profano senza nessuna velleità accademica.
      Per riassumere comunque io fertilizzo almeno una volta ogni 15 giorni, anche se a dosi minori, per tutte le piante “epifite in vaso, tutte le volte ad un quarto di dose per le piante epifite su zattera
      Non si fertilizza dopo un rinvaso comunque.

      La pianta deve essere perfettamente sana per “digerire” il fertilizzante, l’apparato digerente, o meglio assorbente, (le radici) deve essere pronto. E se non sbaglio tu hai appena messo a “soqquadro” il suo apparato digerente! 🙂
      Come avrai capito la fertilizzazione e la sua frequenza dipende dall’ambiente, dal periodo e da tutta una serie di fattori compresa luce e temperatura, ma soprattutto dal tipo di pianta e orchidea nonché dal suo stato.
      Diciamo che in casa, con temperature sui 20° e con pianta esposta ad una giusta illuminazione non sbagli a fertilizzare a piena dose una bagnatura si e tre no. Ovviamente prima si irrigano le radici con acqua normale e poi con quella fertilizzata. Altrimenti i sali bruciano le stesse.
      Il resto sono approfondimenti tecnici per i “maniaci fanatici” come me!

      Spero di aver risposto al tuo quesito.

      Edit:
      Pianta terricola che non necessita di alcuna fertilizzazione assorbendo dal terreno.
      Habenaria Radiata
      Piante terricole per cui la fertilizzazione è necessaria ma diversa dalle epifite
      Calenthe
      Cypripedium
      Bletilla

  12. Devo dire che oltre ad essere molto competenti siete anche molto simpatici! Mi avete “ripreso” facendomi fare una bella risata: Simone con lo strudel e tu con la fame quotidiana…Messaggio ricevuto.
    Comunque spero che la mia povera Phal ce la faccia a sopravvivere a tutti i miei sbagli: non si concima dopo aver rinvasato. Eppure sono certa che l’ho letto da qualche parte quando cercavo recensioni su Orchite. boh come dicevo, speriamo che lei se la cavi nonostante me. Ho letto l’articolo che mi hai suggerito. Seguirò tutti i vostri preziosissimi consigli e vi terrò informati sulle novità che, se positive saranno soprattutto merito vostro, se negative il merito sarà mio ;-)))
    Grazie infinite, anche da parte della mia piantina
    Daniela

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